cerca un argomento         powered by freefind

fam. Fabaceae

Condividi condividi questa pagina con i tuoi amici su Facebook

 

 

 

Trifolium pratense  L. 1753 

 

sinonimo: Trifolium arvense

nome comune: trifoglio comune, trifoglio rosso, trifoglio violetto


ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dall'unione dei termini latini tri (tre) e folia (foglia) per le foglie composte tipicamente ternate, formate da tre foglioline. L'attributo specifico latino pratense (dei prati) и riferito all'habitat preferito dalla pianta


vedi tassonomia

genere Trifolium

fam. Fabaceae

torna all'elenco


il trifoglio comune и una pianta erbacea perenne originaria dell'Europa, dell'Asia occidentale e dell'Africa settentrionale, ormai diffusissima in tutto il mondo come pianta spontanea oppure coltivata come ottima specie foraggera, distribuita prevalentemente nelle ragioni temperate o sub-tropicali, in quanto rifugge condizioni di eccessiva ariditа od umiditа nel suolo. Anche in Italia cresce spontanea e la si puт trovare ovunque, dal livello del mare fino ai 3000 metri d'altitudine, nei prati, lungo i sentieri, nelle radure e nei pascoli di pianura e di montagna. Nei prati ornamentali и generalmente considerata una pianta infestante. И una pianta poco longeva: nei paesi nordici, dove trova condizioni climatiche favorevoli, dura fino a 4 anni, mentre in Italia vive solitamente un paio d’anni e produce solo al secondo anno.
L'altezza della pianta puт variare dai 20 agli 80 centimetri. Resiste molto bene alla basse temperature e mal si adatta ai climi caldi e secchi, a causa dell'apparato radicale piuttosto superficiale. Preferisce terreni freschi e fertili, ma vive bene anche in terreni pesanti ed argillosi, indifferentemente dal grado di aciditа. Come tutte le leguminose и in grado di migliorare il tasso di fertilitа del terreno, in quanto ospita in appositi tubercoli radicali i cosiddetti 'batteri azotofissatori', microrganismi simbionti in grado di captare l'azoto atmosferico (inutilizzabile dalle piante) trasformandolo in azoto ammoniacale o sotto forma di nitrati, disponibile quindi per l'assorbimento radicale, incrementando di conseguenza la fertilitа del terreno. Infatti com'и noto l'azoto и indispensabile a tutte le piante per la formazione delle proteine, che costituiscono lo scheletro o struttura portante della pianta stessa. Proprio per questo si coltivava il trifoglio per poi praticare il 'sovescio', una pratica agronomica atta ad aumentare il contenuto di sostanza organica e di azoto nel terreno agricolo.


la radice del trifoglio comune и costituita da un corto fittone molto ramificato ed abbastanza superficiale, ricco di tubercoli. Da essa si originano steli erbacei leggermente pubescenti, eretti o piщ o meno prostrati, talvolta rossastri, alti fino ad 80 centimetri. Le foglie, anch'esse delicatamente tomentose, sono alterne e composte, picciolate (1-4 centimetri), tipicamente ternate, con tre foglioline ovaleggianti lunghe 1,5-3 centimetri e larghe 0,8-1,5 centimetri, di colore verde pallido e presentanti una caratteristica macchia bianca a forma di V nella zona centrale della lamina.


i fiori papilionacei, piccoli e tubulosi (10-15 mm), sessili, di colore variabile dal rosa al violetto, sono riuniti in dense infiorescenze (80-100 fiori) sferiche, a capolino, che compaiono all'apice degli steli da maggio ad ottobre. Il frutto и un piccolo legume di forma ovale e compressa, coperto o appena sporgente dai resti membranosi del calice, contenente un seme di forma globoso-triangolare, quasi a pera, di colore variabile dal giallo-verde al violetto con la plantula (piantina germinata dall’embrione) molto appariscente. Ogni singolo fiore и profumato e molto ricco di nettare, costituendo una grande attrattiva per gli insetti (solitamente api o bombi), che fungono anche da impollinatori, in quanto i fiori sono autosterili e perciт l’impollinazione non puт che essere incrociata. Dal fiore di trifoglio le api producono un ottimo miele.


trifoglio: storia e curiositа


USO ALIMENTARE ED OFFICINALE: l'intera pianta puт essere utilizzata anche in cucina per gustose insalate o per insaporire minestre un po’ inusuali. I suoi fiori, in particolare, si possono servire gratinati o nelle misticanze (mescolanze di fiori e insalatine verdi).
Giа conosciuto da Greci e Romani per le sue notevoli proprietа medicamentose, il trifoglio viene oggi largamente usato in fitoterapia. Le parti aeree della pianta (da cogliere solo durante la fioritura) contengono infatti, tra le altre sostanze, alcuni isoflavoni (biocanina, daidzeina, genisteina e formononetina), fitormoni simili agli estrogeni validi per rallentare l'invecchiamento di cute e mucose. Tali estrogeni inoltre si sono rivelati efficaci per la cura di disturbi caratteristici delle donne in menopausa, quali vampate di calore, sbalzi di umore e depressione, osteoporosi, malattie cardiovascolari. In anni recenti gli ormoni estratti dal trifoglio hanno trovato impiego contro le disfunzioni erettili e l'ipertrofia prostatica nell'uomo. Sembra addirittura che la genisteina abbia la capacitа di inibire la crescita dei tumori,
Viene riportata anche una buona proprietа antiossidante esercitata da altre sostanze (vitamine, polifenoli e flavonoidi) contenute nel trifoglio, che aiutano ad eliminare le tossine sia a livello epatico che intestinale, stimolando le difese immunitarie ed aiutando nei problemi cutanei come eczemi, psoriasi, acne e altre forme di dermatite,. 
I fiori invece hanno un effetto espettorante, ripuliscono le vie aere, curano le affezioni polmonari, la laringite, la bronchite, la tosse secca e la pertosse.

Attenzione !!
Questi non sono consigli medici!! Usate eventuali prodotti con cautela e solo secondo le prescrizioni del medico o dell’erborista


 

 

 

 

 


Il contenuto e le immagini di questa pagina sono protetti da una licenza Creative Commons, ma possono essere utilizzati, non a scopo commerciale e senza modifiche, citandone la fonte ed inserendo un link alla nostra home page. 
Per la pubblicazione a scopo commerciale potete contattarci all'indirizzo mail sotto indicato.

 

Creative Commons License

VERDI INCONTRI

a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

[email protected]

 

consiglia questa pagina ad un amico