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Stephanotis floribunda Brongn. 1837

 
famiglia: Asclepidiaceae
sinonimi: Stephanotis jasminoides
nomi comuni:

gelsomino del Madagascar

vedi tassonomia

Stephanotis

Asclepidiaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dall'unione dei due termini greci stйphanos (corona) e otуs (orecchio), per le cinque appendici a forma di orecchio della corona staminale. L'epiteto specifico sta ad indicare la particolare abbondanza della produzione fiorifera di questa pianta.

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il gelsomino del Madagascar и un arbusto sempreverde sarmentoso originario appunto dell'Isola del Madagascar, alto in natura fino a 3-5 metri (fino a 2 metri in coltivazione), con fusti volubili, sottili e carnosi, che divengono semilegnosi nel corso degli anni, molto decorativo in virtщ del bel fogliame e dei fiori molto profumati, utilizzato spesso per adornare graticci o muri.
И una pianta delicata, che in natura vive in ambienti caldo-umidi, che quindi nei nostri climi puт essere coltivata solo in serra o in appartamento, in quanto gradisce temperature invernali minime di +12-15°C, anche se puт tollerare per brevissimi periodi minime intorno ai +5°C.
Preferisce un'esposizione luminosa ma non il contatto diretto dei raggi solari. Nel periodo piщ caldo puт essere portata all'aperto: in questo caso va posizionata in posizione semi-ombreggiata e riparata dalle correnti d'aria, che potrebbero provocare una caduta prematura dei fiori.
Il rinvaso si effettua in primavera, utilizzando contenitori via via piщ grandi fino ad arrivare ad un diametro di 25-30 centimetri: i vasi vanno riempiti con un terriccio leggero e torboso, ricco anche di sabbia per facilitare il drenaggio. Unitamente al terriccio si posizionano anche dei tutori che servono a far arrampicare la pianta.
Le annaffiature devono essere abbondanti nel periodo primaverile-estivo, quando la pianta и in piena crescita, mentre vanno drasticamente ridotte in inverno, per facilitarne l'entrata in riposo vegetativo. Con le annaffiature si somministra, da aprile a settembre a cadenza quindicinale, un concime liquido per piante da fiore, ricco anche i microelementi, oppure  un prodotto organico, come il sangue di bue, magari riducendo leggermente le dosi rispetto a quanto consigliato nelle confezioni. Non и tollerato il ristagno idrico, per cui anche i sottovasi dovrebbero essere svuotati dopo ogni annaffiatura. Anche il calcare и poco gradito da questa pianta, quindi sarebbe opportuno impiegare per l'annaffiatura acqua piovana o demineralizzata: se l'acqua del rubinetto risultasse essere troppo calcarea puт anche essere utile aggiungere un cucchiaino di aceto ogni litro d'acqua.
Eventuali potature vanno effettuate in autunno (una volta che la fioritura ha cessato) oppure in primavera, alla ripresa vegetativa, accorciando i rami che fossero cresciuti troppo fino a metа della loro lunghezza: la fuoriuscita di latice dai tagli effettuati puт essere fermata con tamponature o spruzzature di acqua fredda.

le foglie sono persistenti, opposte, di forma ovata od ovato-ellittica, col margine intero e l'apice acuminato, spesso leggermente ripiegato verso la pagina inferiore, lucide e cuoiose, di colore verde scuro con la nervatura centrale prominente e piщ chiara (color crema), lunghe fino a 8 centimetri.

i fiori, molto profumati, che sbocciano da maggio ad ottobre riuniti in ombrelle ascellari, di 8-10 elementi, sono lunghi fino a 4 centimetri, tubulosi con tubo rigonfio alla base e 5 grandi lobi terminali di forma ovato-oblunga, bianchi, di consistenza cerosa. Per la loro bellezza ed il loro candore sono comunemente impiegati per la creazione di dei bouquet per i matrimoni.

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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