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Soehrensia formosa (Pfeiff.) Backeb. 1959

 
famiglia: Cactaceae
sinonimi: Echinocactus formosus  Pfeiff. 1837
Echinopsis formosa  (Pfeiff.) Jacobi ex Salm-Dyck 1849
Lobivia formosa  (Pfeiff.) Dodds 1937
Trichocereus randallii  Cбrdenas 1963
nomi comuni:

soerensia formosa

vedi tassonomia

Soehrensia

Cactaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и stato dato in onore di Juan Soehrens, botanico cileno e direttore dei giardini botanici di Santiago del Cile dal 1886 al 1922. L'epiteto specifico proviene dall'aggettivo latino formosus -a -um (dalle belle forme), ad indicare la graziositа della pianta

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la soerensia formosa и una pianta grassa originaria dell'America meridionale, in particolare della cordigliera delle Ande tra Cile (Antofagasta) ed Argentina occidentale (Catamarca, La Rioja, Mendoza, San Juan), dove la si puт sporadicamente rinvenire fino ad un'altitudine di 3500 metri nelle valli e lungo i pendii rocciosi ed aridi.
Le giovani piante hanno un fusto solitario, di colore verde-grigio, dapprima globoso poi cilindrico man mano che la pianta cresce, mentre quelle piщ vecchie, che possono arrivare ad un'altezza di 50-100 centimetri, diventano cespitose, con nuovi fusti che si sviluppano al piede di quello principale.
Ha una crescita molto lenta ed esige quanta piщ luce possibile. Resiste meglio di altre cactacee alle basse temperature (fino a -5°C e per brevi periodi fino a -10°C) a condizione che sia il clima che il terreno siano asciutti. Il substrato di coltivazione deve essere molto ben drenato, contenente almeno il 50% di materiali inerti come sabbia grossolana, ghiaietto o perlite.
Nelle regioni a clima mediterraneo puт anche essere coltivata all'aperto, mentre nelle zone a clima invernale freddo-umido, come ad esempio la pianura Padana, durante la stagione piщ fredda la pianta va tenuta asciutta e collocata in una posizione riparata e luminosa, possibilmente a temperature comprese tra 0 e +5°C, che permettano alla pianta di entrare in riposo vegetativo stimolando nel contempo la fioritura. Nel periodo estivo le annaffiature devono essere regolari, evitando il ristagno idrico, che potrebbe provocare fenomeni di marciume, lasciando asciugare il terriccio tra un'annaffiatura e l'altra.

ogni fusto и solcato da costolature verticali disposte in senso radiale, in un numero variabile in relazione all'etа della pianta, generalmente da 15 a 35. Queste costolature presentano delle protuberanze mammillariformi leggermente accennate, ognuna delle quali и sormontata da un'areola ellittica di color beige, dapprima ricoperta da una lanugine brunastra, poi con 12-25 spine lunghe fino a 3-4 centimetri, quelle esterne giallastre, quelle interne piщ scure.

i fiori imbutiformi, di colore giallo oro, lunghi e larghi circa 8 centimetri, spuntano nella zona apicale dei fusti.

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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