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fam. Rosaceae

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Prunus spinosa - prugnolo selvatico, pruno di macchia, pruno


sinonimi: Druparia spinosa, Prunus fruticans, Prunus domestica var. spinosa

vedi tassonomia

genere Prunus

fam. Rosaceae

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Bologna, 3 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

и un arbusto caducifoglio diffuso allo stato spontaneo in Europa, Asia occidentale ed Africa settentrionale, dove cresce al margine dei boschi e dei sentieri, alto fino a 4-5 metri. In Italia и presente in tutto il territorio nazionale, dove si spinge fino ad un'altezza di 1600 metri: lo si puт incontrare ovunque, anche in pianura, negli incolti, lungo i viottoli, nei boschi cedui ed al loro margine, ma il suo habitat preferito и nelle coste, anche assolate delle colline, dove spesso forma macchie impenetrabili grazie alla sua spiccata attivitа pollonifera ed alle innumerevoli spine presenti sul tronco e sui rami: questo permette a moltissimi animali ed in particolare uccelli, di trovarvi sicuro rifugio. Per la sua impenetrabilitа viene anche utilizzato per siepi divisorie interpoderali e di protezione tra le zone a pascolo e quelle a coltivo. E' una specie rustica che si adatta a terreni poveri e sassosi e posizioni molto soleggiate. Nei parchi cittadini e nei giardini di campagna puт trovare impiego in consociazione ad altre specie autoctone per la formazione di siepi informali naturali.


Bologna, 3 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

le foglie, che appaiono dopo la fioritura, sono alterne, ovato-ellittiche, brevemente peduncolate, con la pagina superiore di colore verde scuro, ruvida e priva di peli, quella inferiore piщ chiara e leggermente pubescente.


Bologna, 3 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

i frutti sono drupe rotondeggianti o leggermente ovali, del diametro di 1,5-2 cm, di colore blu-nerastro e ricoperti di abbondante pruina chiara. Sono molto aspri e contengono vitamina C: possono essere raccolti dopo le prime gelate, in novembre-dicembre, quando raggiungono la maturazione e l'ammezzimento. Si consumano freschi oppure per la preparazione di liquori, bibite o marmellate.


 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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