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Prunus lusitanica L. 1753

 
famiglia: Rosaceae
sinonimi:
nomi comuni:

alloro del Portogallo
lauro del Portogallo

vedi tassonomia

Prunus

Rosaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dal termine latino prunus, col quale veniva anticamente denominata la pianta del pruno, il susino selvatico. L'epiteto specifico proviene dall'aggettivo latino lusitanicus -a -um (della Lusitania) ad idicare la provenienza di questa pianta dal Portogallo, dalla regione chiamata dai romani Lusitania.

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l'alloro del Portogallo и un arbusto od un piccolo alberello sempreverde densamente ramificato, alto fino a 10-15 metri ed affine al lauroceraso, originario della penisola iberica, del sud-ovest della Francia, del Marocco e della cosiddetta Macaronesia (isole Azzorre, Canarie e Madeira). In natura и raro allo stato spontaneo e lo si ritrova principalmente lungo i ruscelli di montagna, in zone aperte e terreni umidi ma ben drenati. Viene coltivato come pianta ornamentale nelle zone temperate di tutto il mondo per la realizzazione di siepi, come esemplare isolato o a gruppi. In alcune zone estranee al suo habitat originario, come Irlanda, Gran Bretagna, Francia, Nuova Zelanda, Australia orientale e costa pacifica degli Stati Uniti si и sporadicamente naturalizzato e vive allo stato spontaneo.
Si adatta a diversi tipi di terreno, ma preferisce quelli freschi, umidi e ben drenati, a reazione sub-acida. Teme invece i suoli gessosi e quelli eccessivamente argillosi. Vive bene con qualsiasi temperatura, ma puт essere danneggiato da gelate molto prolungate. Va collocato in una posizione aperta, dove possa ricevere la luce solare diretta. Sopporta bene le potature, anche ripetute.

le foglie sono alterne, strette ed allungate (ricordano quelle del pesco), picciolate, persistenti, lunghe fino a 12 centimetri e larghe fino a 5, con apice и acuto e margini dentati, lucide e di colore verde scuro brillante nella pagina superiore, mentre la pagina inferiore и piщ chiara. I piccioli ed i giovani getti hanno un colore rosso corallo molto decorativo.

i fiori, piccoli (10-15 millimetri di diametro) e profumati, hanno 5 petali bianchi e stami assai prominenti, che fuoriescono dalla corolla. Sono portati su spighe erette o prostrate, lunghe fino a 25 centimetri, con peduncolo e ramificazioni rossastre, che compaiono in tarda primavera.

i frutti sono drupe sferiche di 10-13 millimetri simili a piccole ciliegie, che non appena compaiono sono verdastre, poi maturando virano verso il rosso, il viola ed infine diventano nerastre in tarda estate o ad inizio autunno. Come quelle del lauroceraso e delle sue varietа, anche queste sono velenose.

ATTENZIONE: pianta tossica

USO ALIMENTARE ED OFFICINALE

ATTENZIONE: pianta tossica

tutta la pianta и tossica, in particolare le radici, le foglie, i frutti ed i semi per la presenza di numerosi glicosidi cianogenici come amigdalina, prunasina, laurocerasina, sambunigrina e isoamigdalina, che a contatto con l'aria danno origine ad acido cianidrico, il veleno delle mandorle amare: infatti stropicciando le foglie si sente un forte odore di mandorla amara: 50 frutti di lauroceraso costituiscono una dose mortale per l'uomo mentre 10 sono sufficienti per uccidere un bambino. L'intossicazione avviene per ingestione e dа sintomi come nausea, vomito, diarrea, agitazione, delirio, vertigini, allucinazioni, fino a convulsioni, coma e morte nei casi piщ gravi. 

Attenzione: in caso di intossicazione non indurre il vomito ma, anche in assenza di sintomi, portare la persona intossicata al piщ vicino Pronto Soccorso e contattare un centro antiveleni.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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