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Pittosporum tobira (Thunb.) Aiton 1811

 
famiglia: Pittosporaceae
sinonimi:  
nomi comuni:

pittosporo, pittosforo

vedi tassonomia

Pittosporum

Pittosporaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dai termini greci pitta (pece, resina) e spуros (seme) perchи i semi di questa pianta sono ricoperti di una sostanza resinosa ed appiccicosa.
L'epiteto specifico proviene dal giapponese tobira (porta), forse perchи il legno duro del pittosporo lo rende idoneo alla realizzazione di porte e serramenti.

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il pittosporo и un arbusto od un piccolo alberello sempreverde alto fino a 6 metri e largo fino a 4, originario delle regioni che circondano il Mar Cinese Orientale (sud del Giappone, Sud Corea e isole vicine, costa orientale della Cina), introdotto in Europa come pianta ornamentale ed adatto ad essere coltivato in vaso, come esemplare isolato o per la formazione di siepi, data la sua buona resistenza alle potature. Nelle piante allevate come esemplare isolato queste in genere non sono necessarie, se non per il rimodellamento di piante troppo disordinate o per un drastico svecchiamento, considerato il fatto che questa pianta ricaccia facilmente anche sul legno, grazie alla presenza di gemme dormienti.
Sopporta molto bene l'inquinamento atmosferico, l’aria di mare e la siccitа, anche se annaffiature regolari in primavera ed in estate permettono di ottenere fogliame piщ folto e fioritura piщ ricca.
Gradisce esposizione soleggiata e terreno fertile tendenzialmente acido, ben drenato, a base di terra da giardino, terriccio e torba, con aggiunta di sabbia. Nei terreni calcarei и molto utile una somministrazione annuali di chelati di ferro per prevenire fenomeni di clorosi.
Pur prediligendo climi mediterranei, vive abbastanza bene anche nei climi piщ freddi, purchи posto in una posizione riparata dai venti gelidi: con gli individui molto giovani, и comunque preferibile usare qualche accorgimento per proteggerli dalle gelate. Nell’ambiente idoneo, caldo e rivierasco si sviluppa velocemente, mentre negli altri climi la crescita и piщ lenta.

le foglie sono persistenti, coriacee, alterne ma riunite in verticilli apicali dagli internodi molto corti, di forma spatolata od obovata e colore verde scuro, dalla lamina lucida, con margine liscio, spesso revoluto (arrotolato verso il basso) e pagina inferiore di colore piщ chiaro rispetto a quella superiore. La nervatura centrale и ben evidente e di colore giallastro.

da fine aprile a luglio produce fiori ermafroditi bianchi o giallo crema, di consistenza cerosa, molto profumati (il profumo и simile a quello dei fiori d'arancio), che compaiono singoli o riuniti in corimbi terminali, larghi 5-8 cm.

i frutti sono capsule deiscenti, rotondeggianti, dapprima verdastre poi di colore bruno, che a maturitа si aprono lasciando intravedere dei semi rossastri lucidi e ricoperti da una sostanza vischiosa.

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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