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fam. Rosaceae

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Photinia x fraseri  'Red Robin'- fotinia

 
vedi tassonomia

genere Photinia

fam. Rosaceae

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ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dal termine greco antico photуs (luce), in relazione alla luminositа e lucentezza del fogliame. L'attributo specifico x fraseri proviene dal Fraser's Nursery, il vivaio di Birmingham (Alabama) dove и stata ottenuta la prima pianta


La fotinia и un bellissimo arbusto od un piccolo alberello sempreverde di origine ibrida, ottenuto negli Stati Uniti dall'incrocio di Photinia glabra (Thunb.) Maxim. (originaria del Giappone) con Photinia serrulata (Desf.) Kalkman (proveniente dalla Cina), ottimo sia come esemplare isolato, sia piantato a gruppi, oppure come elemento per siepe, in particolare nella sua varietа 'Red Robin' (selezionata in Nuova Zelanda), che in primavera emette dei magnifici getti nuovi color rosso rubino, con giovani foglie lucide e brillanti, di colore rosso scarlatto, che poi in estate virano verso un verde scuro lucente, oggigiorno sicuramente piщ impiegata rispetto alla specie tipo. Anche questa varietа puт essere utilizzata sia in vaso sia in piena terra, a gruppi o come esemplare isolato, oppure per la formazione di siepi a bassa manutenzione, fortemente attrattive in particolare nella stagione primaverile, in posizioni non ventose perchи i giovani getti possono essere danneggiati dalle gelate tardive e dal vento gelido. Puт essere allevata anche ad alberello, alto fino a 3-5 metri. Non richiede cure particolari, se non una leggera potatura per eliminare la vegetazione disordinata od indesiderata.


all'inizio della primavera, nel mese di aprile, le piante non potate troppo a fondo producono numerosi piccoli fiori bianchi, simili a quelli della piracanta, delicatamente profumati, riuniti in densi corimbi terminali dai peduncoli rossastri. Sono molto attrattivi per insetti pronubi e farfalle


ATTENZIONE!!! tutte le parti della pianta, ma in particolare le giovani foglie ed i frutti, sono tossiche sia per l'uomo che per gli animali (tranne gli uccelli), in quanto contengono nei vacuoli delle cellule dei loro tessuti glicosidi cianogenici che a contatto dell'aria si convertono rapidamente in acido cianidrico, agente tossico che causa il blocco della respirazione cellulare negli organismi animali.



 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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