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fam. Rosaceae

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Photinia x fraseri - fotinia

 
vedi tassonomia

genere Photinia

fam. Rosaceae

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ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dal termine greco antico photуs (luce), in relazione alla luminositа e lucentezza del fogliame. L'attributo specifico x fraseri proviene dal Fraser's Nursery, il vivaio di Birmingham (Alabama) dove и stata ottenuta la prima pianta


La fotinia и un bellissimo arbusto od un piccolo alberello sempreverde di origine ibrida, ottenuto negli Stati Uniti dall'incrocio di Photinia glabra (Thunb.) Maxim. (originaria del Giappone) con Photinia serrulata (Desf.) Kalkman (proveniente dalla Cina), ottimo sia come esemplare isolato, sia piantato a gruppi, oppure come elemento per siepe, in particolare nella sua varietа 'Red Robin' (selezionata in Nuova Zelanda), che in primavera emette dei magnifici getti nuovi color rosso rubino. Molto diffusa и anche la varietа 'Birmingham' (di provenienza statunitense) con fogliame primaverile di colore rosso rameato. 
La fotinia и una pianta che in condizioni ottimali puт svilupparsi fino ad un'altezza di 3-4 metri e che, se lasciata crescere liberamente ed in modo informale, assume un portamento tondeggiante e frondoso. Ha un rapido sviluppo e sopporta molto bene le potature, anche se и consigliabile effettuare non piщ di due tagli all'anno, a fine inverno ed in piena estate, per mantenere le siepi in forma ed anche per rinnovare l’emissione di nuova vegetazione con il fogliame rosso particolarmente ornamentale.
Pur vegetando meglio nei terreni soffici e freschi, ricchi di sostanza organica, con pH neutro o leggermente acido (6,5-7) si adatta a tutti i tipi di terreno, sopportando anche quelli calcarei e quelli pesanti ed argillosi, purchи ben drenati e privi di ristagno idrico. Nei terreni troppo alcalini possono perт manifestarsi fenomeni di clorosi, con ingiallimento delle foglie. 
Predilige le posizioni soleggiate, dove viene esaltata la colorazione rossa del fogliame primaverile, ma tollera anche la mezz'ombra. 
Pur essendo una specie assai rustica, che supera agevolmente periodi con temperature intorno ai -15°C, mal sopporta i freddi venti invernali, che possono rovinare il fogliame, adattandosi a vivere meglio in posizione riparate, come nei microclimi che si instaurano nelle cittа. Nelle zone piщ miti si forma una maggiore quantitа di fiori e di bacche. 
Nel complesso и una pianta di assai facile coltivazione, che raramente и attaccata dai parassiti e non risente negativamente nй della polvere nй dell'inquinamento cittadino


i fusti sono sottili e ben ramificati, con foglie alterne, persistenti, ellittico-lanceolate, lucide e di consistenza coriacea, col margine finemente seghettato e l'apice acuminato, di colore verde scuro in estate, ma che nel periodo autunnale ed ancora di piщ in primavera, quando nascono, hanno un'intensa colorazione rossastra


all'inizio della primavera, nel mese di aprile, le piante non potate troppo a fondo producono numerosi piccoli fiori bianchi, simili a quelli della piracanta, delicatamente profumati, riuniti in densi corimbi terminali dai peduncoli rossastri. Sono molto attrattivi per insetti pronubi e farfalle


i frutti sono piccoli pomi simili a bacche, larghi 4-12 millimetri, di colore dapprima verde poi giallo ed infine rosso, che maturano in autunno e persistono durante tutto il periodo invernale. Sono molto appetiti ed apprezzati da diversi uccelli, che contribuiscono alla diffusione della specie disperdendo i semi con le loro deiezioni


ATTENZIONE!!! tutte le parti della pianta, ma in particolare le giovani foglie ed i frutti, sono tossiche sia per l'uomo che per gli animali (tranne gli uccelli), in quanto contengono nei vacuoli delle cellule dei loro tessuti glicosidi cianogenici che a contatto dell'aria si convertono rapidamente in acido cianidrico, agente tossico che causa il blocco della respirazione cellulare negli organismi animali.



 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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