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Pelargonium x domesticum L.H. Bailey 1924

 
famiglia: Geraniaceae
sinonimi: Pelargonium x macranthum
Pelargonium macranthum
Pelargonium grandiflorum
nomi comuni:

geranio macranta, geranio farfalla
geranio dei fioristi, geranio Leopoldo
pelargonio imperiale

vedi tassonomia

Pelargonium

Geraniaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dal termine greco antico pelargуs (cicogna), per la caratteristica dei semi di avere un'appendice a forma di becco di cicogna. L'epiteto specifico proviene dall'unione dei due termini greci makrуs (lungo, grande) e anthуs (fiore), in riferimento alla particolare grandezza dei fiori di questa pianta

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la vecchia denominazione di P. macranthum (Hoffmanss. 1824) sta cadendo via via in disuso ed и sempre piщ spesso sostituita da P. x domesticum  in quanto non ci troviamo di fronte ad una vera e propria specie ma in realtа ad un gruppo di ibridi ottenuti dagli allevatori, derivati dall'incrocio di P. cucullatum, proveniente dal Sudafrica, con altre specie quali P. fulgidum e P. grandiflorum. Tuttavia le piante sono molto spesso ancora commercializzate col vecchio nome, generando parecchia confusione.
Fino a qualche decennio fa erano piante piuttosto diffuse nei giardini, per entrare in un periodo di oblмo al termine del quale stanno trovando ultimamente sempre piщ numerosi estimatori.
Si tratta di piante erbacee o suffruticose sempreverdi, a portamento cespuglioso, erette e ramificate, alte nel tempo fino a 150-170 centimetri, piщ resistenti al freddo rispetto alle altre specie di pelargoni e con fiori molto grandi, che compaiono una sola volta durante la stagione vegetativa, in primavera. La coltivazione и abbastanza semplice in quanto la piante non richiedono cure troppo assidue. Prediligono posizioni soleggiate o leggermente ombreggiate, in particolare nelle zone piщ calde, perchи le grandi foglie ed i fiori traspirano notevoli quantitа d'acqua. Il terreno deve essere sciolto e ben drenato, per evitare il deperimento della pianta per l'insorgenza molto facile di marciumi radicali. Le annaffiature devono perciт essere effettuate lasciando che il terreno si asciughi in superficie tra una e l'altra. Dopo la fioritura le dosi d'acqua da somministrare vanno ulteriormente ridotte, senza perт lasciar asciugare completamente la terra intorno alle radici.  Le fertilizzazioni si effettuano a cadenza quindicinale con un concime liquido per piante da fiore, ricco di fosforo e potassio.
Fiorisce meglio nelle zone in cui le notti sono fresche. Nelle regioni a clima invernale rigido questa specie di pelargonio, che non sopravvive a temperature inferiori ai +5°C, puт essere coltivata come annuale. In alternativa le piante possono essere riparate in appartamento, vicino ad una finestra soleggiata ma fredda, riducendo l'irrigazione, oppure essere indotte ad un periodo di dormienza in una zona buia e fresca, riparata dal gelo ed intorno ai +10°C, di uno scantinato o di un garage. In questo modo tra l'altro si formeranno nelle piante le gemme a fiore per l'anno successivo.

i fusti sono erbacei da giovani, tomentosi, poi legnosi quando invecchiano, con foglie di forma piuttosto variabile,  da ovato-palmata a reniforme, larghe fino a 10 centimetri, irregolarmente dentate e pieghettate, stipolate, di colore verde scuro.

i fiori, grandi 4-5 centimetri, sono riuniti in ombrelle rotondeggianti molto ampie, fino a 10 centimetri di diametro, simili a quelle delle azalee ma portate da peduncoli piщ o meno alti, pubescenti, che compaiono all'ascella delle foglie superiori. La fioritura avviene da maggio ad ottobre, con colorazioni che vanno dal bianco al rosa fino al porpora scuro.

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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