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Myrtus communis subsp. communis L. 1753

 
famiglia: Myrtaceae
sinonimi: Myrtus acuta
Myrtus lusitanica
nomi comuni:

mirto, mortella, mirto comune

vedi tassonomia

Myrtus

Myrtaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dal termine greco antico col quale veniva denominata questa pianta, mэrtos, affine a mэros  (profumo, balsamo, unguento odoroso), da cui anche il termine mirra, ed a Myrsine, una giovane sacerdotessa ed atleta, trasformata da Afrodite in una pianta di mirto dopo essere stata uccisa da un giovane da lei sconfitto nei giochi. Questa pianta era cosм chiamata per il piacevole profumo che le sue foglie ed i suoi fiori diffondono, nonchи per l'olio aromatico che si estrae dalle sue bacche.
L'epiteto specifico proviene dall'aggettivo latino communis  (comune, frequente), a sottolineare la grande diffusione delle piante di questa specie in ambiente mediterraneo.

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il mirto и un piccolo ed elegante arbusto sempreverde, fortemente aromatico, alto generalmente fino a 1,5-2 metri (anche se gli esemplari piщ vetusti in natura possono raggiungere 5 metri), dal portamento compatto, originario di Africa del Nord, Asia occidentale e bacino del Mediterraneo, molto frequente nelle aree agresti e nelle zone a macchia mediterranea dell'Italia meridionale, nelle associazioni fitoclimatiche xerofile dal livello del mare fino a circa 500 metri d'altitudine, particolarmente diffuso in Sardegna ed in Corsica. Rappresenta l'unica specie delle Myrtaceae presente allo stato spontaneo in Europa, dalle Canarie al Nordafrica e ad est fino all’Asia centrale, soprattutto nelle zone costiere, riscontrabile anche in Cornovaglia e nell'Irlanda meridionale, che subiscono l'influenza benefica della corrente del Golfo.
Il mirto, conosciuto fin dai tempi piщ remoti per la sua bellezza ed eleganza, и stato associato dai greci alla dea Afrodite e ad altre divinitа legate all'amore. Inoltre sia i Greci che i Romani erano soliti ornare il capo dei vincitori delle gare ed i poeti di una corona realizzata coi rami di quest'arbusto. Segno di feconditа, coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, presagio di vita serena e felice. Ancora oggi, in alcune localitа, la pianta viene usata nella composizione di mazzi di fiori per le spose.
И una pianta frugale, che vegeta meglio nei climi miti e si adatta abbastanza bene ai terreni poveri e siccitosi, ma che cresce meglio in presenza di adeguati apporti idrici, in particolare d'estate, e della disponibilitа d'azoto nel terreno: in queste condizioni favorevoli manifesta infatti uno spiccato rigoglio vegetativo ed un'abbondante formazione di fiori e frutti, tali da poter essere sfruttati per la produzione frutticola a livello industriale; quest'ultima sta assumendo sempre maggiore rilevanza economica grazie alla crescente richiesta del liquore, tipico della Sardegna, che se ne ricava dall'infusione idroalcolica delle bacche. L'abbondante e profumata fioritura e la lunga persistenza delle bacche (di colore nero-bluastro, rossastro o rosso-violaceo) rendono questa pianta anche molto decorativa e di conseguenza coltivabile come ornamentale nei giardini, allevata a cespuglio, ad alberello o come siepe informale dalla crescita piuttosto rapida.
Vegeta preferibilmente nei suoli a reazione acida o neutra, in particolare quelli derivati dalla dissoluzione di rocce granitiche, mentre soffre i terreni calcarei. Puт essere coltivato anche in vaso, in un terriccio per piante acidofile. И specie spiccatamente eliofila, che esige esposizioni molto aperte e luminose, al riparo dalle temute gelate invernali. Dove le temperature minime scendono al di sotto dello zero il mirto va messo a dimora in posizione riparata, oppure va protetto nei mesi piщ freddi con adeguati accorgimenti. Una concimazione in autunno ed una regolare potatura a fine inverno contribuiscono a mantenere in forma gli arbusti caratterizzati da una crescita vigorosa e disordinata.

il fusto и ramificato e legnoso, con corteccia di colore rossastro da giovane, poi tendente al grigio. Le foglie sono persistenti, ad inserzione opposta, brevemente picciolate, lunghe fino a 5 centimetri, di forma ovaleggiante, con il margine liscio e l'apice acuminato, coriacee, lucide e prive di peli, di colore verde scuro sulla pagina superiore, fragranti e punteggiate da punti traslucidi perchи ricche di ghiandole oleifere contenenti oli aromatici, che allo sfregamento sprigionano un aroma simile a quello della mirra.

i fiori, ascellari e solitari, aromatici come le foglie, compaiono in grande abbondanza dalla tarda primavera all'inizio dell'estate e sono ermafroditi, attinomorfi, lungamente peduncolati, profumati, di colore bianco o leggermente rosato. Il calice и gamosepalo, mentre la corolla и dialipetala, con 5 petali non saldati tra loro. L'androceo и costituito da numerosissimi stami (fino a 50) dal filamento bianco e le antere giallastre, che sporgono di molto al di fuori della corolla dando all'intero fiore un aspetto piumoso. L'impollinazione и entomofila e, pur non producendo nettare, sono molto visitati dalle api. Un evento piuttosto frequente и la seconda fioritura che si puт verificare in tarda estate, da agosto a settembre e, con autunni caldi, anche in ottobre.

i frutti sono delle bacche ovoidali lunghe fino a 1,5 centimetri e larghe fino ad uno, dapprima verdi poi di colore nero-bluastro o violaceo scuro, ricoperti da un rivestimento ceroso, che contengono numerosissimi semi e maturano in autunno, da novembre a gennaio, persistendo sulla pianta per un periodo piuttosto lungo.

USO ALIMENTARE ED OFFICINALE

L'utilizzo del mirto come pianta medicinale risale giа agli antichi greci e romani: infatti tutte le parti della pianta, foglie, fiori e frutti, sono ricche di oli essenziali e di sostanze aromatiche, per cui possono essere impiegate in erboristeria per la preparazione di infusi, decotti, e tisane utili a combattere diverse affezioni. In particolare il mirtolo, contenuto in gran quantitа nelle foglie e nei frutti, ha proprietа balsamiche (affezioni delle vie respiratorie), sedative (tosse), digestive, antibatteriche (cistiti ed infezioni delle vie urinarie), carminative (contro i gas intestinali), astringenti (diarrea), toniche e depurative (affezioni della pelle). Le rese piщ elevate sono possibili nell'epoca della fioritura, che costituisce il periodo balsamico della specie.
Nel medioevo i profumieri ottenevano dai fiori di mirto, per distillazione, un’essenza chiamata 'acqua degli angeli' dalle proprietа tonificanti e astringenti per l’epidermide, mentre si utilizzavano le bacche mature per fabbricare inchiostri e coloranti naturali, utilizzati soprattutto nelle concerie.
Il consumo del mirto allo stato fresco puт considerarsi inesistente, mentre le foglie e le bacche vengono molto impiegate sia per insaporire i piatti di carne e di pesce, sia per aromatizzare salumi (sembra che la mortadella abbia questo nome perchи una volta veniva aromatizzata col mirto). In Sardegna и molto diffusa la trasformazione artigianale ed industriale delle bacche in liquori, vini aromatici, marmellate e dolciumi.

Attenzione!!!
Questi non sono consigli medici!! Usate eventuali prodotti con cautela e solo secondo le prescrizioni del medico o dell’erborista

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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