cerca un argomento         powered by freefind

Condividi condividi questa pagina con i tuoi amici su Facebook

 

 

 

Malva sylvestris L. 1753

 
famiglia: Malvaceae
sinonimi: Malva ambigua
Malva mauritiana
nomi comuni:

malva selvatica, malva silvestre

vedi tassonomia

genere Malva

fam. Malvaceae

torna all'elenco

ETIMOLOGIA: il nome del genere и stato coniato dal termine greco malakтs (molle, lumaca), per le proprietа emollienti delle foglie e dei semi, dal quale prende origine la locuzione latina mollire alvum (ammorbidire il ventre), con ovvio riferimento alle proprietа antistitiche. L'epiteto specifico latino sylvestris  (dei boschi) и riferito all'habitat prediletto della pianta

ti piace questo sito? aiutaci a crescere cliccando     

la malva silvestre и una pianta erbacea perenne, cespugliosa, alta fino ad un metro, originaria dell'Europa e dell'Asia, diffusa allo stato spontaneo in tutto il territorio italiano dalla pianura fino ad un'altitudine di 1500 metri, dove vive nei prati, nei luoghi incolti, nelle zone ruderali, vicino ai muri delle case di campagna ed al margine di strade e sentieri. Viene coltivata a scopo ornamentale, per i bei fiori di colore rosa-violetto, ma anche per sfruttarne le caratteristiche officinali ed alimentari. Ormai и naturalizzata e presente in gran parte dell'Europa, dal sud delle Isole Britanniche fino alla Siberia, nel Nordafrica, e perfino in Australia, Stati Uniti, Canada e Messico (dove probabilmente si и auto-disseminata sfuggendo alla coltivazione). Nelle zone piщ calde tende a comportarsi da pianta annuale (in Africa) o da biennale (nel clima Mediterraneo). La coltivazione di questa pianta non presenta nessuna difficoltа in quanto sopporta molto bene le basse temperature, vive bene in posizioni soleggiate o leggermente ombreggiate, anche in terreni asciutti e poveri, a basso contenuto di umiditа, purchи non troppo compatti e ben drenati. Cresce perт meglio in terreni freschi e ricchi di sostanze nutritive, in zone a clima non troppo freddo.
Puт trovare facilmente collocazione in ogni angolo del giardino o del terrazzo e ne esistono specie e varietа diverse, a fiore rosa ed anche bianco. Si moltiplica per seme, seminando in inverno in semenzaio in ambiente protetto e ponendo a dimora le piantine in primavera inoltrata, quando и scongiurato il pericolo delle gelate, in un terreno ben lavorato e concimato. Allo spuntare della quarta foglia occorre diradare le piantine, lasciando uno spazio di almeno 25 centimetri tra una e l'altra e mantenendo il terreno pulito dalle infestanti, che possono ostacolarne lo sviluppo. In alternativa si possono acquistare piantine giа pronte nei vivai specializzati o nei centri di giardinaggio, ponendole a dimora in un terreno ben preparato e predisponendo una buca di dimensioni almeno doppie rispetto a quelle del vasetto o del pane di terra. Nei periodi piщ caldi ed asciutti occorre integrare le piogge con interventi irrigui mirati, in particolar modo per le piante coltivate in vaso, senza esagerare e tenendo sempre presente che le esigenze idriche di questa specie sono abbastanza limitate. Per favorire la vegetazione, a cadenza mensile, si puт disciogliere una dose di concime completo nell'acqua di irrigazione.

da una robusta radice a fittone si sviluppa un fusto eretto oppure strisciante, alto fino ad un metro (frequentemente intorno ai 50 centimetri), legnoso alla base, ramificato e pubescente, con foglie di colore verde, lungamente picciolate e di forma variabile, generalmente lobate (con 3, 5, 7 o, raramente, 9 lobi brevi e arrotondati) oppure tondeggianti e palminervie, col margine irregolarmente lobato e seghettato, del diametro di 5-10 centimetri, piщ o meno coperte di peli.

i fiori, che compaiono da marzo ad ottobre, peduncolati, si trovano in coppia o a mazzetti all'ascella delle foglie ed hanno 5 petali obcordati di colore rosa-violetto (il classico color 'malva' a cui hanno dato il nome), spesso screziati da striature longitudinali piщ scure. A fine fioritura si puт effettuare un leggero intervento di potatura, per accorciare i rametti ed eliminare quelli secchi o danneggiati.

USO ALIMENTARE ED OFFICINALE

Le virtщ emollienti della malva sono conosciute e apprezzate sin dai tempi antichi, tanto che nel XVI° secolo in Italia era conosciuta col nome di omnimorbia, vale a dire "rimedio per tutti i mali": i fiori e le foglie contengono infatti sostanze mucillagginose e pectine dotate di proprietа espettoranti, emollienti, lenitive ed antinfiammatorie verso tutti i tessuti molli del corpo, che agiscono ricoprendo le mucose con uno strato viscoso che le protegge da agenti patogeni od irritanti. Per questo motivo il decotto di malva puт essere impiegato per la cura della tosse, per limitare le infiammazioni dell'intestino e per la sua regolazione (contro la stitichezza), con un'azione dolce e non violenta. Inoltre contribuisce a guarire faringiti, vaginiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. L'infuso, oltre a lenire le infiammazioni dovute alle punture degli insetti, puт servire anche a curare infiammazioni degli occhi e la congiuntivite. Aggiungendo l'infuso all'acqua del bagno si ottiene un trattamento emolliente ed idratante per la pelle.
Una volta la malva era utilizzata anche come cibo dalle persone povere, che utilizzavano i germogli e le foglie piщ giovani nelle minestre o anche lessate e condite con olio e sale.

Attenzione!!!
Questi non sono consigli medici!! Usate eventuali prodotti con cautela e solo secondo le prescrizioni del medico o dell’erborista

vedi tassonomia

genere Malva

fam. Malvaceae

torna all'elenco

 

 

 

 

 


Il contenuto e le immagini di questa pagina sono protetti da una licenza Creative Commons, ma possono essere utilizzati, non a scopo commerciale e senza modifiche, citandone la fonte ed inserendo un link alla nostra home page. 
Per la pubblicazione a scopo commerciale potete contattarci all'indirizzo mail sotto indicato.

 

Creative Commons License

VERDI INCONTRI

a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

[email protected]