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Hydrangea arborescens L. 1753

 
famiglia: Hydrangeaceae
sinonimi: Hydrangea vulgaris
Viburnum alnifolium
Viburnum americanum
nomi comuni:

ortensia arborea 

vedi tassonomia

genere Hydrangea

fam. Hydrangeaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dall'unione dei due termini greci antichi hэdros (acqua) e angйion (vaso) sia per la preferenza di queste piante per i luoghi umidi, sia per la forma a capsula svasata dei frutti, che li fa assomigliare a dei piccoli otri per l’acqua. L'epiteto specifico proviene dall'aggettivo latino arborescens (a forma di albero).  Il nome comune di ortensia и stato dato a queste piante da Philibert de Commerson, un 'cacciatore di piante' francese che nel 1771 cosм battezzт alcuni esemplari provenienti dalle Indie Orientali in onore di Hortense Barrй Lepante, figlia del principe di Nassau, anch'egli appassionato botanico, che lo aveva accompagnato in una spedizione

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l'ortensia arborea и un piccolo arbusto deciduo originario degli Stati Uniti orientali, molto rustico (resiste al freddo meglio di tutte le altre ortensie), dalla crescita lenta e dal portamento eretto e nel tempo arrotondato, con poche ramificazioni laterali, che puт raggiungere i 3 metri di altezza, ma generalmente si attesta intorno a 1-1,5 metri. Nelle zone d'origine vegeta allo stato spontaneo nelle aree collinari, dalla zona meridionale dello stato di New York a nord fino alla Florida settentrionale a sud, arrivando ad ovest sino al Kansas ed all'Oklahoma, in suoli tendenzialmente umidi nelle foreste rade. И stata la prima specie di ortensia ad essere portata in Europa, presumibilmente in Inghilterra intorno al 1736.
Rispetto alle altre specie di ortensia и meno esigente riguardo alla qualitа del terreno, ma in coltivazione predilige suoli ricchi ed umiferi, umidi ma ben drenati e posizioni semi-ombreggiate, tollerando perт egregiamente sia esposizioni piщ soleggiate sia la piena ombra.
Ha un'entrata in vegetazione piuttosto tardiva e fiorisce su rami dell'anno che si formano a partire dalla primavera, per cui и poco sensibile alle brinate tardive e puт essere potata anche drasticamente durante il periodo invernale o ad inizio primavera. Per controllare le dimensioni della pianta ed evitare che si allarghi troppo si possono tagliare i rami piщ vecchi a livello del terreno, eliminando anche i succhioni.
И una specie molto spettacolare se piantata in grandi gruppi nelle zone umide ed ombreggiate del giardino, dove offre una copiosa fioritura. I fiori possono essere recisi ed impiegati per composizioni floreali, sia freschi che essiccati.

i rami si originano direttamente dalla base e sono poco ramificati. Quelli piщ vecchi hanno la corteccia con la peculiare tendenza a sfaldarsi ed arricciarsi in lamine sottilissime e tra loro sovrapposte, di colori diversi variabili dal beige al grigio scuro.

le foglie sono semplici, ad inserzione opposta, decidue, di colore verde chiaro, con la lamina ovale e sottile, apice acuminato e margine serrato, lunghe da 8 a 20 centimetri. Il margine inferiore и leggermente pubescente, per la presenza di peli molto piccoli e sottili, in particolare lungo le nervature principali.



da maggio a settembre, con una buona scalaritа, compaiono le infiorescenze a corimbo, dapprima appiattite poi piщ globose, composte da fiori di colore bianco opaco, quelli sterili piщ appariscenti e ricchi di petali, situati all'esterno, quelli fertili piщ piccoli e meno appariscenti presenti piщ internamente. Con l'invecchiare assumono una colorazione bronzea.

 

ATTENZIONE!!!

I fiori e le foglie delle ortensie contengono glicosidi cianogenici e sono tossici se ingeriti, provocando sintomi come depressione, tachicardia, aumento della temperatura corporea, vomito e diarrea. In caso di intossicazione и sconsigliato provocare il vomito ma occorre portare la persona al Pronto Soccorso o al piщ vicino centro antiveleni. tuttavia questa specie era impiegata nella medicina dei nativi americani ed in seguito dai primi coloni per la cura dei calcoli renali e della vescica

 

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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