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Hibiscus rosa-sinensis  L. 1753

 
famiglia: Malvaceae
sinonimi:
nomi comuni:

ibisco della Cina
rosa della Cina

vedi tassonomia

genere Hibiscus

fam. Malvaceae

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ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dal termine greco hibiskтs, col quale Dioscoride denominт le piante simili all'altea, termine poi ripreso dal poeta latino Virgilio. L'epiteto specifico latino significa letteralmente 'rosa della Cina'.

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l'ibisco della Cina, simbolo indiscusso dei tropici, и un arbusto sempreverde o semi-sempreverde (a seconda del clima), originario delle aree calde dell'estremo Oriente, semirustico, alto fino a 5-10 metri in piena terra e nelle zone d'origine, che in vaso puт raggiungere un'altezza di 3 metri. Le prime piante di questa specie arrivarono in Europa nel 1731, importate dal Giappone e dall'India, impiegate per ornare giardini d'inverno, balconi e terrazze delle zone rivierasche. Con l'espansione coloniale la specie si diffuse in gran parte delle regioni tropicali e sub-tropicali, con la creazione da parte degli ibridatori di parecchie nuove varietа ed ibridi sempre piщ appariscenti e spettacolari. Al giorno d'oggi l'ibisco della Cina si и spontaneamente naturalizzato in Africa, America ed Australia, divenendo simbolo in alcune zone del folklore locale.
Non sopporta le basse temperature, avendo un limite minimo di sopravvivenza intorno ai -2°C, per cui puт essere coltivato in piena solo nelle zone temperate a clima mediterraneo, in particolare quelle costiere, dove mostra anche un'ottima resistenza alla salinitа. Anche in queste condizioni cresce perт meglio in posizioni soleggiate ma protette, riparate dai forti e freddi venti marini invernali. Le foglie permangono sulla pianta quando le temperature non scendono per troppo tempo al di sotto dei 16°C. Nelle zone dove le condizioni climatiche non permettono una coltivazione all'aperto, puт essere coltivato come pianta d'appartamento, riparando la pianta durante la stagione fredda e portandola all'aperto quando le temperature sono piщ alte (non prima di maggio).
I terreni preferiti sono quelli fertili e freschi, leggeri e molto ben drenati. Le annaffiature estive (maggio-settembre) dovranno essere costanti ed abbondanti, senza perт che si verifichi nel terreno ristagno idrico; in inverno bisogna invece diminuire gli apporti idrici, mantenendo perт un crto grado di umiditа nel terreno. Durante la stagione vegetativa sono molto utili fertilizzazioni con concimi ricchi di fosforo e potassio, da somministrarsi a cadenza quindicinale, in particolare alle piante coltivate in vaso. Eventuali rinvasi vanno effettuati tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, in vasi con diametro soltanto leggermente superiore a quello del contenitore che giа ospita la pianta. La moltiplicazione puт essere effettuata per talea apicale in primavera od in estate, ponendo rametti di 10-15 centimetri con almeno un paio di foglie in un terriccio sabbioso e ad una temperatura di circa 21°C.
Esistono in commercio numerosissime varietа, che differiscono anche molto tra loro per grandezza e forma delle foglie, forma e colore dei fiori, grado di rusticitа e dimensioni finali della pianta


nella specie tipo le foglie sono lucide, di colore verde scuro, ovato-lanceolate, con margine irregolarmente seghettato oppure frastagliato, apice acuminato e base cordata


i fiori sono il vero motivo per cui questa pianta и amata ed ampiamente coltivata in tutto il mondo. Sono fiori solitari, inodori, imbutiformi, larghi fino a 10-12 centimetri (ma il loro diametro и direttamente influenzato del clima in cui le piante vivono), molto appariscenti, che sbocciano da giugno ad agosto sui rami dell'anno, all'ascella delle foglie superiori; hanno una breve durata nel tempo, ma non appena sfioriscono vengono immediatamente sostituiti da nuovi fiori. Nella specie tipo hanno un calice formato da cinque sepali, disposti ad avvolgere la base del fiore e la corolla semplice, composta da 5 petali di colore rosso-cremisi, uguali, svasati all’estremitа oppure piani, ben distanziati tra loro o leggermente sovrapposti l’uno all’altro. Dal centro della corolla si diparte la colonna staminale, formata dagli stami fusi tra loro: alla sua estremitа troviamo le antere giallastre ed un foro dal quale fuoriesce le stilo portante 5 pistilli.


nelle diverse varietа presenti sul mercato possiamo avere fiori semplici, semidoppi, doppi o stradoppi, con colori variabili dal bianco al rosa, al giallo, all’arancione, con diverse tonalitа intermedie. Nei climi caldo-umidi gli ibischi fioriscono ininterrottamente, con alberi che arrivano a 10 metri di altezza e fiori del diametro anche di 15 centimetri: i fiori si aprono verso le 10 del mattino ed appassiscono nel pomeriggio dello stesso giorno, ma in compenso ne spuntano in continuazione di nuovi, all'ascella delle foglie dei giovani rami.




i principali nemici di questa pianta sono le cocciniglie (appartenenti ai generi Aspidiotus, Pseudococcus e Saissetia), molto frequenti e dannose in quanto provocano defogliazioni piщ o meno diffuse sulle piante, con rallentamenti della crescita e vegetazione stentata e rada. La lotta puт essere effettuata con sostanze chimiche (ad esempio i classici oli bianchi), con mezzi meccanici oppure favorendo lo sviluppo di predatori naturali, ad esempio alcuni vespidi del gen. Aphytis, le comuni coccinelle, altri coleotteri ed alcuni imenotteri calcidici. Se le piante colpite sono poche si puт intervenire meccanicamente con una spazzolatura del tronco e dei rami piщ interessati dall'infestazione.
Altri parassiti piuttosto frequenti sono gli afidi, comunemente noti col nome di 'pidocchi', che indeboliscono le piante succhiando loro la linfa. Per combatterli si possono impiegare prodotti aficidi, presenti in commercio in gran quantitа, oppure adottare tecniche di lotta biologica, favorendo il proliferare delle coccinelle, loro grandi predatrici o irrorando la chioma con acqua saponata.
Talora possono presentarsi infestazioni di ragnetto rosso, che provoca un generale intristimento della vegetazione, da combattere con l'impiego di prodotti acaricidi e creando un microambiente piщ umido intorno alle piante, poco adatto  al proliferare di questi parassiti




vedi tassonomia

genere Hibiscus

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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