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Graptopetalum paraguayense (N.E.Br.) E.Walther 1938

 
famiglia: Crassulaceae
sinonimi: Graptopetalum weinbergii
Sedum weinbergii
Echeveria weinbergii
Cotyledon paraguayensis
nomi comuni:

graptopetalo

vedi tassonomia

Graptopetalum

Crassulaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dall'unione dei termini greci antichi graptуs (disegnato, segnato) e pйtalon (petalo), per i petali segnati da finissime punteggiature rosse. L'epiteto specifico paraguayensis (del Paraguay) и stato dato in quanto all'inizio si riteneva erroneamente che questa specie fosse originaria di quel paese.

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il graptopetalo и una pianta erbacea succulenta affine a quelle dei generi Sedum ed Echeveria (nei quali viene tuttora inclusa da alcuni autori e con le quali tende facilmente ad ibridarsi), alta fino a 20-30 centimetri, originaria dello stato di Tamaulipas, nel nord-est Messico, con steli carnosi e succulenti che portano rosette di foglie disposte in modo spiralato. Nei climi a stagione invernale fredda deve essere coltivata in vasi e panieri appesi, mentre nei climi piщ miti, dove le temperature minime non scendono al di sotto dello zero, puт vivere anche all'aperto, comportandosi da tappezzante. n questo caso non va perт calpestata perchи gli steli e le foglie sono piuttosto fragili e tendono a spezzarsi facilmente.
И una pianta di facilissima coltivazione, che richiede pochissime cure e sopporta molto bene le basse temperature, purchи pianta e terreno siano tenuti asciutti. Tuttavia sopravvive meglio se in inverno viene posta in una serra fredda oppure in un riparo di fortuna, rigorosamente non annaffiata. In estate va invece sistemata in una posizione dove possa ricevere quanto piщ sole possibile e deve essere annaffiata abbondantemente, lasciando perт asciugare il terreno tra un intervento irriguo e l'altro. Il terriccio deve essere ricco ed umifero ma molto ben drenato, perchи il ristagno idrico и deleterio per questo tipo di piante. Non и soggetta a particolari malattie e puт essere facilmente moltiplicata sia per talea apicale (staccando una rosetta e ripiantandola oppure ripiantando parti della pianta eventualmente rotte) sia per talea di foglia: infatti basta appoggiare una singola foglia sul terreno che dopo poche settimane si sarа formata una nuova piantina. Le talee vanno annaffiate solo quando hanno giа emesso le radici, pena l'insorgere di fenomeni di marciume. Altro inconveniente и che come la pianta matura tende a perdere le foglie lasciando un fusto nudo con poche foglie alla sua estremitа. In questo caso per rinnovare la vegetazione basta tagliare i gambi e ripiantarli, sempre annaffiando solo a radicazione avvenuta.

i fusti sono turgidi e carnosi, di colore grigio-marrone, fittamente intricati tra loro. Le foglie sono persistenti e carnose, disposte a rosetta, sessili, di forma da triangolare ad ellittica, ricoperte da una sostanza pruinosa, di colore variabile dal grigio al blu pallido al verde, tutti tendenti verso il rossastro quando la pianta riceve l'insolazione estiva. Come gli steli si allungano o toccano il terreno e tendono a radicare molto facilmente, consentendo l'allargamento della pianta in modo orizzontale, oppure nei vasi tendono a ricadere verso il basso, dando alla pianta un piacevole aspetto 'piangente'. Ciт rende questa pianta adatta ad essere coltivata in panieri appesi.

i fiori sono piccoli e stellati, simili a quelli di alcuni Sedum, bianchi, con 5 petali finemente percorsi da punteggiature rosse, raccolti in rade infiorescenze che compaiono in maggio-giugno.

 

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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