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fam. Betulaceae

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Corylus avellana - nocciolo, avellano 


sinonimi: Corylus silvestris  


vedi tassonomia

genere Corylus

fam. Betulaceae

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ETIMOLOGIA: il nome generico proviene dall'antico termine greco con cui veniva denominata questa pianta, a sua volta originatosi da kтris (elmo), in riferimento all'involucro membranoso che ricopre la testa del frutto. L'attributo specifico deriva dal nome del paese di Avella, cittadina campana ai confini tra Sannio ed Irpinia nota sin dai tempi degli antichi Romani per la fiorente attivitа di produzione delle nocciole


il nocciolo и generalmente un grande cespuglio spogliante, ma talvolta puт presentarsi anche in veste di piccolo alberello, originario dell'area mediterranea e dell'Asia Minore ma ormai diffuso in tutta Europa, dove и presente nelle zone pianeggianti e collinari fino ad un altezza di 1500 metri s.l.m. su terreni calcarei, fertili e profondi, tendenzialmente umidi.
И una pianta colonizzatrice che, avendo esigenze modeste in fatto di terreno e di clima, si adatta a condizioni ambientali molto diverse, potendo vegetare sia come specie pioniera su terreni incolti o pascoli abbandonati, sia come arbusto di sottobosco associato, particolarmente in radure ed aree marginali, ad altre specie arboree, latifoglie od aghifoglie. La sua ampia diffusione in tutte le regioni italiane и favorita sia dall’azione umana sia dall’opera disseminatrice degli uccelli e dei piccoli mammiferi che si nutrono dei suoi frutti.
I semi di questa specie sono dotati di una buona facoltа germinativa e riescono ad originare nuovi individui praticamente in tutte le condizioni, occupando in pochi anni superfici naturali non boscate e favorendo cosм la comparsa di boschi di nuova formazione, costituiti da specie diverse.
Vi sono perт anche numerose varietа di nocciolo selezionate dall'uomo e coltivate sia per la produzione frutticola sia a scopo ornamentale. Specie non molto dissimili, che hanno originato diversi ibridi, sono Corylus colurna (nocciolo turco) e Corylus maxima, caratterizzata dai frutti allungati


la base del nocciolo и caratterizzata da numerosi fusti o polloni che nascono da un ceppo comune, con giovani rami che recano peli corti, in parte ghiandolari. La corteccia ha un colore marrone tendente al grigio ed и precocemente glabra, con solcature longitudinali e sparse lenticelle chiare. Le radici sono superficiali ma ampie e forti, con micorrize, tanto che il nocciolo e' una delle piante predilette dal tartufo bianco (Tuber magnatum) e dal tartufo nero di Norcia (Tuber melanosporum).


le foglie sono alterne, ovato-cordate o tondeggianti, acuminate all’apice ed a margine doppiamente seghettato, con nervature pennate ben evidenti, pubescenti nella pagina inferiore. Hanno un colore verde intenso nella pagina superiore, un po' ruvida e grinzosa, mentre sono piщ chiare ed opache in quella inferiore. Il picciolo и breve ed anch'esso leggermente tomentoso


il nocciolo и una specie monoica dicline, che porta cioи fiori unisessuali in infiorescenze ben distinte, presenti contemporaneamente su ogni individuo. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, presenti in gruppi di 2-4 all’estremitа od all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente, dapprima verdi poi di colore bruno, che si formano in autunno quasi in contemporanea alla caduta delle foglie, cominciando perт a spargere il polline solo al comparire delle prime giornate milti della primavera successiva. Le infiorescenze femminili sono invece piccoli amenti eretti, simili ad una gemma, che compaiono in primavera e presentano al loro apice un ciuffetto di stimmi purpurei.
Ogni individuo и autosterile e necessita di essere fecondato dal polline di individui diversi


i frutti sono le notissime nocciole, dette anche noccioline, grossi acheni eduli racchiusi in un pericarpo legnoso di colore dapprima verdastro e poi bruno a maturitа, circondati all'esterno quasi interamente da un involucro membranoso-fogliaceo, piщ o meno dentato od irregolarmente frastagliato. Al loro interno и contenuto un seme dolce ed oleoso, per la produzione e raccolta del quale questa pianta и ampiamente coltivata. L'Italia и il secondo produttore mondiale di noccioline (dopo la Turchia), con impianti intensivi di produzione particolarmente concentrati in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia.
Tra le varietа piщ diffuse abbiamo la 'Tonda Gentile delle Langhe', coltivata quasi esclusivamente in Piemonte e perticolarmente apprezzata dall'industria dolciaria, la 'Tonda di Giffoni', originaria del salernitano e coltivata in Lazio e Campania, che si adatta molto bene alla coltivazione in zone diverse da quelle di origine ed и anch'essa assai richiesta dall'industria dolciaria, la 'Tonda Gentile Romana' coltivata in provincia di Viterbo. Tre varietа campane, 'Mortarella' e 'S.Giovanni', a frutto allungato e 'Camponica', a frutto grosso, sono ottime per il consumo da tavola. In Sicilia la varietа piщ diffusa и la 'Nostrale', molto adatta per la tostatura, che ne esalta l'aroma intenso 


USO ALIMENTARE ED OFFICINALE: le nocciole sono ampiamente utilizzate dall'industria alimentare per la preparazione di creme, torroni ed altri prodotti che spessori riproducono su grande scala ricette e preparazioni tradizionali. In cucina si utilizzano in tantissimi modi, soprattutto per la preparazione di dolciumi, ma anche come accostamento a cibi salati, con ricette tipiche assai variabili da regione a regione.
In erboristeria la corteccia del nocciolo ha proprietа febbrifughe e cicatrizzanti. Gli amenti maschili dimostrano doti dimagranti. Alle foglie sono attribuite proprietа depurative, antidiarroiche, toniche, vasocostrittrici, antiemorragiche e cicatrizzanti. Il gemmoderivato, ottenuto dalla macerazione di gemme fresche, riequilibra il rapporto delle alfa-beta-lipoproteine e diminuisce il colesterolo totale. L'olio di nocciole и usato per le bronchiti e topicamente per le artralgie e per la calvizie

Attenzione !!
Questi non sono consigli medici!! Usate eventuali prodotti con cautela e solo secondo le prescrizioni del medico o dell’erborista


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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