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Magnolia x soulangeana Soul. - Bod. 1826

 
famiglia: Magnoliaceae
sinonimi: Magnolia x soulangiana
nomi comuni:

magnolia giapponese
magnolia di Soulange

vedi tassonomia

genere Magnolia

fam. Magnoliaceae

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ETIMOLOGIA: il nome generico Ŕ stato coniato da Linneo in onore di Pierre Magnol (1638-1715), botanico e medico francese, direttore dell'orto botanico di Montpellier ed autore di diverse opere sulle piante, uno tra gli innovatori dello schema di classificazione botanica attualmente in uso. L'epiteto specifico Ŕ stato dato in onore di ╔tienne Soulange-Bodin (1774ľ1846), che per primo selezion˛ questa specie ibrida

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la magnolia di Soulange, comunemente nota come magnolia giapponese, Ŕ una specie ibrida di origine orticola,  ottenuta nel 1820 nel castello di Fromont, nei pressi di Parigi, dall'agronomo francese ╔tienne Soulange-Bodin, ufficiale napoleonico in pensione e direttore della SociÚtÚ Royale d'agriculture, dall'incrocio di Magnolia denudata con Magnolia liliflora, ambedue di origine asiatica. La prima fioritura della nuova specie Ŕ stata descritta intorno al 1826 e da allora la pianta dalla Francia entr˛ rapidamente in coltivazione in Inghilterra (1827-'28), diffondendosi poi in breve tempo nel resto d'Europa e nel Nordamerica, dove l'opera degli ibridato dei vari paesi ha selezionato numerose varietÓ orticole (a tuttoggi un centinaio), differenti tra loro soprattutto per colorazione dei fiori. Al giorno d'oggi Ŕ una delle magnolie pi¨ coltivate nelle zone temperate di tutto il mondo, diffusa in particolare nelle Isole Britanniche e nella costa est degli Stati Uniti.
Si tratta di un alberello o di un grande arbusto deciduo dalla crescita lenta, alto 3-5 metri (fino a 7-8 se trova condizioni pedo-climatiche ideali) e largo altrettanto, spesso a tronco multiplo, dalla chioma arrotondata ed irregolare, assai ramificata, caratterizzato da una fioritura precoce e molto spettacolare, con i fiori che decorano i rami dell'intera pianta prima ancora della comparsa delle foglie. Come tutti gli ibridi presenta piante con caratteristiche piuttosto variabili.
Predilige posizioni soleggiate, dove le fioriture risultano essere pi¨ abbondanti e si adatta a diversi tipi di suolo, preferendo per˛ quelli tendenzialmente argillosi, tuttavia privi di ristagno idrico. Pur fiorendo meno abbondantemente si adatta anche alla mezz'ombra, pi¨ gradita in caso di climi troppo caldi. Resiste discretamente alle basse temperature invernali (Ŕ rustica fino a -10░C), temendo per˛ le gelate tardive primaverili, che possono deturparne i fiori e rovinare i giovani getti di nuova emissione: nei climi soggetti a questo tipo di fenomeno atmosferico Ŕ opportuno scegliere varietÓ a fioritura pi¨ tardiva.
Ha un apparato radicale piuttosto delicato, per cui mal sopporta il trapianto e la competizione di arbusti ed erbacee perenni al suo piede: la soluzione migliore Ŕ un cospicuo strato di pacciamatura al piede, volto anche a preservare un buon contenuto d'acqua nel terreno. Ama irrigazioni regolari ma non eccessive, temendo il ristagno idrico che pu˛ determinare la comparsa di marciumi radicali. Eventuali potature vanno effettuate solo al termine della fioritura, esclusivamente volte al diradamento della chioma per favorire l'aerazione oppure all'eliminazione di rami secchi, malati od antiestetici.

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Il tronco, dalla corteccia liscia e grigiastra, ha forma irregolare e molto spesso Ŕ ben ramificato fin dalla base, con rami disposti irregolarmente. Le foglie sono caduche, alterne, brevemente picciolate, di forma obovato-lanceolata, lunghe fino a 15-18 centimetri e larghe circa la metÓ, con lamina spessa, coriacea, a margine intero ed apice acuminato, leggermente tomentose nella pagina inferiore. Cadendo lasciano sui rami cicatrici fogliari molto evidenti.

 

 

 

 

 

La fioritura, profumata ed abbondante, avviene molto precocemente ad inizio primavera (giÓ a febbraio-marzo nei climi pi¨ caldi): i fiori, che spuntano eretti all'apice dei rametti dell'anno precedente, prima della comparsa delle foglie, sono larghi fino a 20 centimetri, simili per la forma a quelli del tulipano ed hanno colori che variano dal bianco al rosa al violetto, anche a seconda della varietÓ.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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