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Camellia japonica  L. 1753

 
famiglia: Theaceae
sinonimi: Thea japonica
nomi comuni:

camelia, camelia giapponese, camellia, rosa del Giappone

vedi tassonomia

genere Camellia

fam. Theaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere è stato dato da Carlo Linneo in onore del missionario gesuita e botanico ceco J. J. Kamel (1661-1706), noto col nome latinizzato di Camellus, che svolse la sua opera evengelizzatrice nelle Isole Marianne e nelle Filippine, zone delle quali contribuì anche alla descrizione della flora ed alla diffusione di diverse specie. L'epiteto specifico japonicus -a -um indica la provenienza anche giapponese di questa pianta

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la camelia è un bellissimo arbusto sempreverde, dalla crescita piuttosto lenta, alto fino a 6 metri e largo fino a 4, ma che negli esemplari più annosi può diventare un vero e proprio albero e raggiungere dimensioni ragguardevoli (anche 11 metri). Originaria del Giappone, della Corea, di Taiwan e della Cina meridionale, questa specie vive allo stato spontaneo nelle zone boscose, ad altitudini comprese tra i 300 ed i 1000 metri s.l.m., in zone climatiche dove la stagione estiva è calda ed umida e l'inverno è poco rigido ed abbastanza asciutto. 
La coltivazione di questa pianta a scopo ornamentale è antichissima, tanto che se ne trovano raffigurazioni su antiche porcellane cinesi risalenti all'undicesimo secolo, ma la sua conoscenza in Europa risale solo al 1692, quando H. Kaempfer, medico della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ne introdusse alcune varietà. A partire da quel momento questa pianta ha via via riscosso un sempre maggiore apprezzamento, diffondendosi con rapidità dapprima nei giardini inglesi e successivamente in quelli di tutto il continente europeo, grazie anche alla creazione da parte dei vivaisti di un numero elevatissimo di cultivars, diverse tra loro soprattutto per la forma, il colore e la dimensione dei fiori (attualmente si ritiene ne esistano oltre 2000). Negli Stati Uniti la coltivazione è iniziata nel 1807, con una rapida diffusione della specie in particolare nei giardini della zona meridionale, tanto che nell'Alabama la camelia viene considerata il fiore-simbolo dello stato. Gli esemplari di camelia più vecchi e maestosi che si possono attualmente rinvenire in Europa sono quelli a Campobello, presso Oporto in Portogallo, nella Villa Reale di Caserta, in Italia ed a Dresda, in Germania, probabilmente risalenti alla fine del XVIII° secolo. In Italia le zone tipiche delle camelie sono quelle dei laghi prealpini (è famosa la collezione di Villa Taranto sul Lago Maggiore), la Liguria, la Lucchesia, i castelli Romani, l'area di Napoli e della penisola sorrentina. Popolarissima per circa un secolo fino alla fine del XIX° secolo, la camelia ha subito in seguito un calo di interesse, ma dalla seconda metà del XX° secolo è tornata in auge, specialmente nelle zone climaticamente favorevoli alla sua coltivazione. In assoluto è di sicuro la specie attualmente più coltivata tra quelle provenienti dall'oriente.
Nonostante provenga da zone subtropicali, la camelia si è perfettamente adattata al clima europeo, potendo sopportare molto bene temperature che vanno dai -15°C invernali fino ai 30°C ed oltre del periodo estivo. Tuttavia è preferibile una sua collocazione in posizione riparata e semi-ombreggiata, dove la vegetazione sia protetta sia dai freddi venti invernali, sia dai cocenti raggi solari dei mesi di luglio ed agosto. In zone collinari dove la temperatura estiva non è eccessiva, la camelia può essere posizionata anche in pieno sole. Nelle zone in cui gli inverni sono molto rigidi ed il carico nevoso è elevato viene generalmente coltivata in vaso, con la possibilità di riparo all'interno in caso di forti gelate o copiose nevicate. Le piante vengono particolarmente danneggiate dalle gelate tardive, in quanto cominciano ad ingrossare i boccioli fiorali già a partire dall'inverno, con i primi fiori che possono comparire fin da febbraio: il gelo causa un distacco dei boccioli dalla pianta od una deturpazione dei fiori eventualmente presenti, in particolare nelle varietà a fiore più chiaro.
La camelia è una specie acidofila, che teme un eccesso di calcare nel terreno, per cui predilige terreni leggermente acidi, con un pH intorno a 5,5-6, umiferi, morbidi e freschi, ricchi di torba e di sostanza organica in decomposizione. Al momento dell'impianto occorre quindi riempire il vaso o la buca di messa a dimora con abbondante terriccio specifico per piante acidofile, evitando per quanto possibile il contatto delle radici con il terreno argilloso e ricco di calcio. Il pH elevato e l'eccessiva presenza di calcare provocano infatti ingiallimenti nelle foglie e fenomeni di clorosi, impedendo alle radici l'assunzione del ferro dal terreno, oppure macchie di colore marrone scuro dovute alla carenza di manganese. Quando ciò si verifica occorre intervenire fornendo al terreno prodotti rinverdenti a base di microelementi, sequestrene o chelati di ferro.
Il substrato deve essere mantenuto morbido ed aerato con l'aggiunta di materiali inerti come sabbia, pomice, lapillo o perlite ed il drenaggio va molto ben curato, perchè le radici sono particolarmente sensibili al ristagno idrico, che può favorire l'insorgere di marciumi radicali, funghi e muffe, che possono rapidamente compromettere lo sviluppo e la fioritura della pianta fino a causarne, nei casi più estremi, la morte. Una pacciamatura al piede della pianta, con compost o altro materiale di origine vegetale, costituisce un'ottima concimazione e può essere utile nei climi freddi per impedire che il terreno intorno alle radici possa scaldarsi troppo o gelare, provocando in inverno un arresto dell'assorbimento idrico ed un avvizzimento della pianta per mancanza d'acqua.
Eventuali rinvasi vanno effettuati al termine della fioritura, in estate, per evitare che lo stress alle radici possa causare un cascola dei boccioli fiorali. Le concimazioni devono essere leggere, in quanto la camelia soffre quando la concentrazione dei sali nel terreno è troppo elevata: i concimi più adatti sono quelli granulari a lenta cessione (meglio ancora se specifici per piante acidofile), che rilasciano gradualmente le sostanze nutritive nel terreno quando vengono a contatto con l'acqua di irrigazione, oppure concimi di origine organica  come letame maturo, sangue di bue o cornunghia. 
Le esigenze idriche sono piuttosto elevate ed il substrato di coltivazione, in particolar modo nel periodo estivo, deve essere costantemente mantenuto umido, ma non inzuppato.
Generalmente la camelia non necessita di potature, ma eventuali rami che crescano disordinatamente o deturpino l'armonia della pianta potranno essere asportati al termine della fioritura, approfittandone anche per rimuovere i rami secchi o quelli danneggiati durante l'inverno.
Le camelie sono oggi considerate, per la loro bellezza e la spettacolare fioritura, piante indispensabili per i giardini e vengono largamente impiegate nelle bordure, nei parchi e nei boschi, per ogni tipo di vaso e contenitore e, dove il clima lo permette, come siepi. Esistono camelie di ogni forma, dimensione e colore: per coltivarle con successo occorre conoscerle a fondo e rispettare scrupolosamente le loro esigenze colturali.

i giovani rami hanno colore rosso-bruno, poi invecchiando propendono ad avere una corteccia grigiastra piuttosto liscia. Nei vecchi esemplari la corteccia diviene rugosa ed ha la tendenza a sfaldarsi.
Le foglie sono persistenti, semplici, alterne, brevemente picciolate (0,5-1 centimetri), lunghe fino a 12 centimetri e larghe fino a 6, lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con lamina ovato-ellittica ed apice acuminato, lisce o finemente dentate al margine, di colore verde scuro nella pagina superiore, più chiare e con evidenti ghiandole brunastre in quella inferiore, con la nervatura centrale piuttosto emergente e visibile da entrambi i lati.

i boccioli fiorali, che si formano durante la stagione invernale, sono molto grossi e evidenti e possono essere danneggiati da temperature eccessivamente basse, che ne causano il distacco e la caduta.

la fioritura, molto spettacolare, abbondante e decorativa, avviene da febbraio a maggio. I fiori si formano all'estremità dei germogli laterali e nella specie tipo sono semplici, sessili, a 6-7 petali, singoli a disposti a coppie, larghi da 7 a 14 centimetri, di colore rosso o rosato. Innumerevoli selezioni vivaistiche hanno portato alla creazione di oltre 2000 varietà, con fiori privi di profumo, dalle più diverse forme e colori, tanto che, a volte, sembra trattarsi di fiori appartenenti a specie diverse: possiamo trovare fiori semplici (con non più di 8 petali regolari, irregolari o liberi e stami vistosi), semidoppi (con due o più giri di petali regolari, irregolari o liberi e stami vistosi) o doppi, a forma di rosa (con petali imbricati e centro concavo, con stami in vista quando il fiore è aperto), a forma di anemone (con uno o più giri di grandi petali esterni, distesi o ondulati e centro composto da una massa convessa di petaloidi e stami insieme), a forma di peonia (se peoniforme sciolto il fiore è profondo e arrotondato, consistente in un insieme convesso o scomposto di petali, petaloidi e stami al centro; se peoniforme pieno gli stami si vedono tra la massa convessa di petali e petaloidi regolati e irregolari), oppure doppi perfetti (completamente imbricati con molti giri di petali senza stami), in una gamma di colori che va dal bianco puro al rosso intenso, attraversando tutte le tonalità del rosa. Frequenti sono poi le mutazioni gemmarie, per cui può essere notato un fenomeno di polimorfismo tra i fiori presenti sulla stessa pianta: non è raro infatti trovare sullo stesso rametto fiori di forma e colore differente, bianchi variegati di rosso, ma a volte completamente rossi o completamente bianchi

le camelie ornamentali possono essere attaccate da svariati parassiti animali, tra i quali si annoverano diverse specie di afidi, che ne infestano i giovani germogli ed i boccioli dei fiori, determinandone un arresto dello sviluppo e deturpandoli con l'emissione di melata. Varie specie di cocciniglie possono attaccarsi al fusto, ai rami, ai germogli ed alle foglie indebolendo le piante con la sottrazione di linfa e sostanze nutritive. Le foglie possono essere erose al margine dagli adulti dell'oziorrinco, mentre le radici vengono danneggiate dalle larve. Il ragnetto rosso è in grado di provocare infestazioni sulle foglie provocando fenomeni di ingiallimento e caduta.
Tra le principali malattie crittogamiche cui può andare soggetta la camelia sono da segnalare l'
antracnosi, che causa zone necrotiche nei getti e nei rametti, con imbrunimento delle foglie e la loro prematura caduta, la sclerotinia, che causa necrosi ed avvizzimento dei boccioli fiorali e dei fiori, vari tipi di maculature fogliari (alternariosi, cercosporiosi) e cancri rameali, patologie causate all'attacco di diverse specie funghi parassiti.

CURIOSITÀ SULLA CAMELIA

Il nome camelia evoca sicuramente, nella mente di molti amanti della letteratura, il ricordo della Marguerite Gautier de «La Signora delle Camelie» (La dame aux camélias, 1848), romanzo di A. Dumas figlio, la quale si adornava soltanto di questi fiori perché gli altri la facevano tossire (in realtà con finto garbo tutto ottocentesco le camelie rappresentavano 'la disponibilità' della protagonista agli 'incontri intimi'  in relazione alla ciclicità dei propri giorni delle 'camelie bianche' e quelli delle 'camelie rosse'). A tale romanzo, dopo averne visto una trasposizione teatrale il 2 febbraio 1852 al Théàtre du Vaudeville di Parigi, si ispirò Giuseppe Verdi per la trama dell'opera «La Traviata»

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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