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Betula pendula Roth 1788

 
famiglia: Betulaceae
sinonimi: Betula alba L. 1753
Betula verrucosa Ehrh. 1787
nomi comuni:

betulla bianca, betulla argentata

vedi tassonomia

Betula

Betulaceae

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ETIMOLOGIA: il nome del genere и coniato dal termine celtico betu, col quale veniva identificata da quel popolo questa pianta, ripreso poi in latino da Plinio e modificato in betula.
L'epiteto specifico proviene dall'aggettivo latino pendulus -a -um (pendulo), in riferimento al portamento della chioma, con lunghi rami pendenti.

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la betulla bianca и un grande albero deciduo elegante ed aggraziato, alto fino a 30 metri, conosciuto e coltivato da molti secoli, originario dell'Europa, dove и presente dai Balcani all'arco alpino a tutto il nord'Europa fino al 65° parallelo, e dell'Asia. Non vive allo stato spontaneo in Spagna ed in Grecia, mentre in Italia и particolarmente comune in Piemonte ed in Lombardia ma la si puт ritrovare anche nell'Appennino settentrionale, in alcune stazioni isolate in Abruzzo, nell'Appennino campano e sull'Etna. Vegeta raramente in associazioni pure e piщ frequentemente la si ritrova sporadica o a piccoli gruppi nelle zone piщ luminose dei boschi di latifoglie e di conifere.
Anche se preferisce climi freddi (и diffusissima nelle foreste della Russia, della Finlandia e della Lapponia, dove forma anche boschi puri), mostra una grande plasticitа dal punto di vista ecologico, riuscendo ad adattarsi ad un ampio range di temperature, per cui и presente in Italia dalla pianura al piano montano, fino ai 2000 metri di altitudine. Stenta perт molto nelle zone costiere mediterranee e mal sopporta il caldo afoso delle pianure: in queste zone riesce a svilupparsi ma invecchia precocemente (raggiungendo con difficoltа i 40-50 anni). In ogni caso и specie poco longeva, che anche in condizioni ottimali raramente supera gli 80-100 anni di etа.
Pur prediligendo terreni freschi e profondi, fertili e di medio impasto, si adatta a vivere sia nei terreni poveri di humus, sia in quelli con un profondo strato di materiale organico, sopportando valori di pH del suolo fino a 3,3. Si adatta anche ai suoli poco drenati, ricchi di acqua, ed a quelli sciolti e sabbiosi. Cresce invece stentatamente nei suoli troppo compatti ed argillosi ed in quelli calcareo-alcalini.
И specie spiccatamente eliofila, che vive bene solo in posizioni estremamente soleggiate ed и resistentissima alle basse temperature, sopportando anche i -30°C.
И in grado di produrre polloni radicali e possiede un'elevata capacitа colonizzatrice, favorita anche dalla abbondante produzione di seme. Proprio per questo viene considerata una specie pioniera, in grado di colonizzare pascoli e terreni agricoli abbandonati, soprattutto nei climi piщ freschi e su suoli a reazione acida. In Italia non riveste perт un vero e proprio interesse selvicolturale, ma и ampiamente utilizzata nei parchi e nei giardini per le sue caratteristiche ornamentali: infatti il suo tronco dritto di colore bianco argenteo, i rami penduli e la vegetazione molto leggera ed ariosa, che vibra ad ogni spiffero di vento, ne fanno uno degli alberi spontanei piщ decorativi e facili da riconoscere. Puт anche essere impiegata per il consolidamento di pendii franosi e denudati, dove ferma il terreno col suo apparato radicale superficiale e ben sviluppato, diffondendosi rapidamente per la frugalitа e l'abbondante produzione di semi.

il fusto и eretto (frequentemente inclinato negli esemplari riuniti a gruppi) ed i rami terminali sono glabri e caratteristicamente ricadenti, con corteccia lucente, brunastra a riflessi rossicci: tutto l'insieme conferisce alla chioma una aspetto rado e leggero.
Il legno maturo и invece ricoperto da una caratteristica corteccia di colore bianco, di consistenza papiracea, finemente punteggiata da numerose lenticelle scure, che ha la tendenza a sfaldarsi in senso orizzontale in strisce sottilissime e traslucide, lasciando intravedere parti sottostanti dapprima rosate poi con l'invecchiamento di colore molto scuro, quasi nerastro.

Le gemme sono coniche od ovoidali, appuntite, di circa 3 mm di lunghezza, da bruno porpora a grigio brune negli esemplari giovani, verde brillante in quelli adulti, spesso vischiose.
Le foglie sono semplici, ad inserzione alterna, picciolate (i piccioli sono sottili e glabri, lunghi 1,5-3 centimetri), pendule, relativamente piccole (4-8 x 3-6 centimetri), glabre e sottili, polimorfe ma in genere con lamina di forma ovata o romboidale, apice acuto e margine doppiamente ed irregolarmente seghettato. La fogliazione и piuttosto tardiva, in genere intorno alla seconda decade di aprile. In autunno, prima di cadere tutto il fogliame assume una colorazione giallo dorata

amenti maschili

fiori femminili

i fiori sono riuniti in infiorescenze unisessuali, portanti cioи unicamente fiori dello stesso sesso.
Le infiorescenze maschili, poste all'estremitа dei lunghi rametti, sono degli amenti penduli lunghi fino a 6-10 centimetri, sessili, cilindrici, opposti in coppia l'uno all'altro, di colore giallo-verdastro. Si formano in autunno e liberano il loro polline in aprile-maggio, contemporaneamente alla formazione delle foglie ed alla comparsa dei fiori femminili.
Le infiorescenze femminili, poste sui rami piщ corti, sono spighe brevemente peduncolate, lunghe fino a 3 centimetri, dapprima erette e di colore verde chiaro poi sempre piщ brunastre e pendenti nel corso della loro trasformazione nel frutto.

giovani frutti immaturi

frutti maturi a fine estate

i frutti sono infruttescenze che si originano dall'amento femminile e sono simili a strobili, con squame membranose e cigliate che rilasciano numerosissime minuscole samare glabre e bi-alate, vagamente a forma di 8, che si diffondono col vento a notevolissima distanza. Compaiono generalmente non prima dei 10-15 anni di etа della pianta.

piante nella loro veste invernale

Le diverse parti della betulla sono state utilizzate dall'uomo sin dai tempi piщ remoti. Il legno non mostra differenze tra durame ed alburno e non viene impiegato industrialmente perchи и poco durevole e raramente raggiunge buone pezzature: puт trovare impiego per la produzione di piccoli utensili di uso domestico (ad es. posate, piatti, zoccoli, giocattoli) ed и un ottimo combustibile. Nell'industria cartaria и idoneo per la produzione di cellulosa. I rametti derivanti dalle potature possono essere riuniti a mazzetti ed utilizzati per la creazione di scope da giardino. Le foglie e la corteccia hanno proprietа tintorie ed una volta erano usate per la concia delle pelli, alle quali conferivano un ottimo profumo grazie alla presenza di betulina, una sostanza balsamica responsabile anche del colore bianco della corteccia. Diverse parti della betulla (foglie, gemme e corteccia) hanno anche proprietа officinali e medicinali.

USO ALIMENTARE ED OFFICINALE

Le gemme e le giovani foglie, amarognole con un leggero odore aromatico, contengono flavonoidi, olio essenziale, tannini, salicilati, Vitamina C, acido clorogenico, acido caffeico, resine, alcoli triterpenici, acido betulinico, dammarano, e vengono impiegate per la preparazione di un infuso dall'efficace azione diuretica e diaforetica: sono d’aiuto in presenza di reumatismi, gotta, litiasi renale e per le affezioni delle vie urinarie.
La corteccia, che contiene triterpeni e loro saponine, tannino, olio essenziale, betulina (canfora di betulla) ha proprietа depurative ed antifebbrifughe, diuretiche, coleretiche, ipocolesterolemizzanti, antisettiche, astringenti, lenitive.
Per distillazione secca del legno e della corteccia si ottiene un catrame chiamato 'olio di betulla', che contiene principi ad azione antisettica ed и impiegato per la cura di varie malattie della pelle. Il carbone vegetale da esso ottenuto ha buone capacitа adsorbenti nelle infezioni intestinali.
Dalla incisione del tronco si ottiene una linfa molto zuccherina dalle proprietа purificanti, che viene utilizzata nei paesi nordici per produrre mediante fermentazione bevande alcoliche ed aceto: contiene anche calcio, fosforo, manganese, magnesio, potassio. Solitamente viene prelevata solo la linfa ascendente, piщ ricca di sostanze nutrienti, in primavera, periodo di massima vegetazione delle piante, incidendo dei piccoli fori nel tronco per non danneggiare l'albero: и un efficace depurativo naturale che aiuta l'organismo a eliminare gli acidi urici, le tossine, i ristagni di liquidi nei tessuti.

Attenzione!!!
Questi non sono consigli medici!! Usate eventuali prodotti con cautela e solo secondo le prescrizioni del medico o dell’erborista

 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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