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fam. Ericaceae

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Arbutus unedo - corbezzolo, аlbatro

 

Bologna, 31 luglio 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

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и un arbusto od un piccolo albero sempreverde originario del bacino del Mediterraneo occidentale, molto ramificato, coi giovani rami di colore rossastro, essenza tipica della macchia mediterranea, dove vegeta prevalentemente sui terreni silicei. Puт arrivare fino ad 8 metri di altezza ed ha un accrescimento piuttosto lento, col tronco che tende ben presto a contorcersi ed inclinarsi. Ha una spiccata attivitа pollonifera ed un apparato radicale molto robusto, che permette alla pianta di sopravvivere e ricacciare anche in seguito ad interventi di ceduatura od ad incendi. Molto resistente alla siccitа, predilige posizioni soleggiate e terreni non calcarei, rifuggendo anche quelli umidi e poco drenati.



Bologna, 31 luglio 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

commenti:

le foglie sono persistenti, alterne, picciolate, di consistenza coriacea. La lamina и ellittica e presenta il margine finemente seghettato. Il colore и verde intenso, con la pagina superiore lucida e quella inferiore opaca, di colore piщ chiaro.


Bologna, 22 ottobre 2008, foto di Pietro Peddes, [email protected]

commenti:

i fiori sono riuniti in piccole pannocchie pendule che ne contengono tra 15 e 20, col rachide arrossato. La corolla и gamopetala, urceolata, di colore bianco-giallastro (talvolta con sfumature rosee). La fioritura avviene in ottobre-novembre, contemporaneamente alla maturazione dei frutti dell'anno precedente. I fiori del corbezzolo sono visitati dalle api e da altri insetti pronubi e da essi si ottiene un miele molto pregiato.


 

Bologna, 12 aprile 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

commenti:

i frutti sono bacche sferoidali di circa 2 centimetri di diametro, carnose e rosse a maturazione, ricoperte di tubercoli abbastanza rigidi spessi qualche millimetro. Impiegano un anno per maturare e sono commestibili, ma si sconsiglia di abusarne per consumo diretto:  vengono per lo piщ utilizzate per la preparazione di marmellate e aromatizzare grappe o acquavite. Fatte fermentare possono essere usate farne liquori o estrarne distillati alcolici.


 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

[email protected]

 

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