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fam. Simaroubaceae

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Ailanthus altissima - ailanto, albero del Paradiso 


sinonimi: Ailanthus glandulosa

 
vedi tassonomia

genere Ailanthus

fam. Simaroubaceae

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Bologna, 4 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

и un grande albero deciduo, alto fino a 30 metri, originario della Cina ed importato in Europa intorno al 1740. Ha una crescita molto rapida ed и capace di raggiungere altezze di 15 m in 25 anni. И perт poco longevo e solitamente non supera i 50 anni. In passato и stato spesso utilizzato per il consolidamento di terreni franosi, mentre oggi viene talvolta impiegato per alberature stradali e nei parchi cittadini, in quanto и assai resistente all'inquinamento atmosferico e non viene attaccato da insetti o da parassiti fungini. Di contro puт risultare molto dannosa la sua capacitа pollonante, cosм come puт essere sgradevole l'odore emanato dalla vegetazione. Questa specie non ha habitat preferenziale, potendosi adattare a qualsiasi tipo di suolo e di regime idrico. Cresce altrettanto bene sui margini stradali, nei terreni sabbiosi o in quelli ricchi di sale oppure estremamente aridi, germina persino tra le fessure dei muri o le crepe dell'asfalto: infatti colonizza facilmente le zone edificate e puт provocare danni ai manufatti.


Bologna, 4 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

il fusto и generalmente eretto e molto ramificato con corteccia grigio-brunastra, piщ chiara sui rami giovani, con un disegno tipico conferito dalla presenza di lenticelle a forma di losanga.


Bologna, 4 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

le foglie sono maleodoranti, lunghe fin oltre 70 cm, picciolate, alterne, imparipennate, con numerose foglioline (11-31 o anche piщ) inserite su steli talvolta rossastri. La lamina delle foglioline, lunghe 5-13 centimetri e larghe fino a 6, и in genere ovata, oblunga o lanceolata, acuminata all'apice, a margine intero con, alla base, 1-4 denti portanti ciascuno una ghiandola apicale. La pagina superiore и di colore verde intenso, quella inferiore piщ chiara e finemente pubescente.


Bologna, 4 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

l'ailanto и una pianta dioica (ma di rado anche poligama), con fiori maschili riuniti in grosse pannocchie multiflore (10-25 centimetri di lunghezza), terminali, densamente ramificate, e fiori femminili in pannocchie pauciflore (mediamente 1/4 del numero dei fiori di quella maschile). I frutti sono samare alate lunghe 3-5,5 centimetri che compaiono in luglio-agosto, dapprima verdi poi di colore rosso-brunastro, riunite in grappoli che spesso sono persistono sui rami durante tutto l'inverno. Ogni samara contiene un seme ovoidale posto in posizione piщ o meno centrale. L'ala и spiralata ai margini, cosм da facilitare il volo e la dispersione per mezzo del vento. La produzione di semi и enorme: si и calcolato che una pianta femminile possa originare 30mila semi per ogni Kg di legno della propria massa.


Bologna, 4 settembre 2010, foto di Pietro Peddes, [email protected]

Grazie ad una efficacissima strategia riproduttiva, basata sia sull'autodisseminazione sia sull'emissione di polloni in un raggio lungo fino a 30 metri dal tronco principale, questa pianta si и rivelata essere una terribile infestante priva, nelle nostre zone, di nemici naturali, in quanto i suoi tessuti contengono una sostanza, l'ailantina, tossica sia per gli insetti sia per gli animali domestici. Le stesse qualitа che ne hanno consigliata l'introduzione in Europa, oggi rendono l'ailanto un pericoloso veicolo di inquinamento ecologico, vista la sua rapidissima ed efficacissima diffusione. Le samare consentono una sollecita colonizzazione di nuovi ambienti: la loro germinazione и pronta e le giovani plantule crescono assai rapidamente, formando dense macchie in grado di ombreggiare fortemente il suolo, ostacolando la crescita di specie meno aggressive. Le altre piante vengono eliminate anche per mezzo di sostanze tossiche prodotte dalle radici e diffuse nel suolo. I lunghissimi stoloni sotterranei ne assicurano la riproduzione vegetativa: da essi si originano piante figlie anche solo spezzando o incidendo debolmente la radice. Inoltre и assai difficile estirparne completamente l'apparato radicale dal terreno: anche un solo frammento di radice и sufficiente per veder ricomparire nuova vegetazione nella stagione successiva. In alcune zone d'Europa ed anche in Italia la specie si и diffusa in modo incontrollabile, tendendo a soppiantare le specie autoctone, per cui si rende oggi necessario contro l'ailanto un piano di bonifica mirato da parte degli enti preposti, che tenda a limitarne la diffusione, in quanto la sua 'aggressivitа' influenza non solo la biodiversitа della componente floristica ma, inevitabilmente, l'intero ecosistema di vaste aree del nostro territorio.


 

 

 

 

 


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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