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PLATANO: LE PRINCIPALI AVVERSITА 

Il platano, albero di cui oggi viene essenzialmente coltivata una specie ibrida chiamata Platanus acerifolia o Platanus hybrida, dai caratteri assai variabili, и una pianta che cresce bene in pianura e sui pendii collinari, ma che si adatta egregiamente anche alle difficili condizioni che si riscontrano nelle cittа e lungo le strade. 
Proprio per questi motivi и una delle piante piщ impiegate per l'alberatura dei viali cittadini e delle strade di campagna, grazie anche alla rapida crescita, alla sua longevitа ed alla buona resistenza all'inquinamento determinato dai gas di scarico degli autoveicoli.
La presenza del platano assume notevole importanza paesaggistica anche nei parchi e nei giardini pubblici e privati, dove talvolta esistono esemplari secolari troneggianti per la loro imponenza.


Purtroppo la sopravvivenza di questo maestoso albero, che in alcune regioni come Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna caratterizza e marca notevolmente il territorio, essendo presente in milioni di esemplari su gran parte delle strade, и minacciata da una serie di malattie che tendono ad indebolirlo fino a determinarne la morte nei casi piщ gravi.

 

Errate tecniche di coltivazione, come potature selvagge e dannose o l'asfalto che arriva fino al tronco impedendo alle radici l'assorbimento dell'acqua, rendono ancora piщ critica la situazione di questa pianta, facendola diventare maggiormente suscettibile all'attacco dei parassiti. 
La situazione и ulteriormente aggravata dal fatto che gli interventi antiparassitari su esemplari di grandi dimensioni sono pressochй impossibili, data l'estrema tossicitа dei prodotti da impiegare nei confronti delle persone e l'ambiente circostante.


In generale possiamo notare come la situazione di stress in cui si trovano le piante presenti nell'ambiente urbano determini una maggiore suscettibilitа alle avversitа.
 Un mezzo per limitare gli attacchi parassitari sarebbe perciт quello di migliorare le condizioni generali di salute delle piante, intervenendo sia sulla manutenzione dei vecchi impianti che sulla progettazione dei nuovi. 
L'individuazione delle specie piщ idonee all'ambiente, la previsione di spazi piщ adeguati, che consentano un sufficiente approvvigionamento idrico, la limitazione del costipamento del terreno e delle potature, l'attenzione ad evitare danni meccanici sono tutti accorgimenti che possono contribuire a rendere piщ forti le piante e di conseguenza limitare gli attacchi parassitari.



avversitа crittogamiche

Al momento l'avversitа piщ grave e preoccupante risulta essere il 
cancro colorato del platano
una malattia fungina molto virulenta, che non dа possibilitа di sopravvivenza agli alberi colpiti.
 

La prima segnalazione italiana di questa infezione и stata fatta a Forte dei Marmi, ma attualmente la si puт ritenere diffusa in tutto il territorio nazionale. 
Proprio per la sua pericolositа, и stato emanato un decreto (Decreto Ministeriale del 17 aprile 1998, n. 356 "Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano" ) che rende obbligatoria la lotta a questo parassita, con norme tecniche ben precise emanate dai Servizi Fitosanitari Regionali.

Le piante colpite da Ceratocystis fimbriata f. sp. platani (questo и il nome scientifico del fungo ascomicete che provoca questa malattia) devono essere prontamente abbattute. 

L'eliminazione degli alberi infetti и perт un'arma a doppio taglio: se da un lato si cerca di eliminare la sorgente di inoculo, dall'altro le operazioni di abbattimento producono enormi quantitа di segatura e di frammenti di legno infetti, che sono una delle principali fonti di diffusione della malattia, potendo essere facilmente portati dal vento anche in zone distanti. 
I platani devono essere pertanto abbattuti con tutte le precauzioni possibili, raccogliendo la segatura prodotta e distruggendola insieme al restante materiale infetto.

L'andamento della malattia presenta due sintomatologie distinte: una acuta (che si manifesta improvvisamente) e una cronica (ad andamento piщ lento). 
A tarda primavera o durante l'estate si verificano improvvisi disseccamenti di branche o dell'intera chioma. Le foglie dei rami colpiti si seccano e permangono sulla pianta anche per lungo tempo. 
La pianta appare deperita, con foglie piщ piccole ed a volte clorotiche. La ripresa vegetativa и piщ tardiva e lo sviluppo della vegetazione appare assai stentato. 
Il decorso della malattia puт avere una durata di qualche anno, poi la pianta entra precocemente in riposo vegetativo e nella primavera successiva non germoglia per la sua totale devitalizzazione.
Quando l'attacco и localizzato sul tronco o sulle branche principali (generalmente nella parte piщ bassa) compaiono dei cancri piщ o meno estesi, di forma triangolare od ellittica. In corrispondenza di questi cancri si notano depressioni e fessurazioni in cui la corteccia assume una caratteristica colorazione rosso-bruna, che contrasta con quella verdastra delle parti vicine. 
Ai lati della zona colpita, la corteccia si rigonfia e si crepa longitudinalmente.
Le principali vie di penetrazione del parassita sono le ferite, in particolare quelle inferte con le potature, che portano a contatto il fungo contenuto nelle parti di piante infette con le piante sane.
L'infezione si puт trasmettere da una pianta all'altra anche tramite anastomosi radicali, molto frequenti se le piante sono vicine e probabilmente con le acque di scolo, che trasportano l'inoculo presente nelle radici ammalate o nei residui vegetali prodotti con la potatura o l'abbattimento.
Durante le operazioni di taglio и necessario raccogliere con frequenza la segatura prodotta e distruggerla con tutto il materiale di risulta, sradicando le ceppaie delle piante infette. 
Tutto il terreno circostante ed il materiale ricavato dall'abbattimento delle piante dovranno essere irrorati con benzimidazolici allo 0,25%.


Tra le altre micosi che colpiscono tutte le specie di platano abbiamo il 
mal bianco
(oidio)
causato dall'agente patogeno Microsphaera platani, un fungo ascomicete la cui forma perfetta (f. ascofora) appare assai raramente, essendo molto piщ diffusa quella imperfetta (f. conidica) di Oidium.

 L'infezione colpisce tutti gli organi verdi della pianta, determinando la comparsa, come in tutte le malattie oidiche, di un'efflorescenza biancastra superficiale. Sulle foglie piщ mature il feltro и molto tenue e difficilmente riscontrabile, mentre in quelle piщ giovani ed apicali la muffa appare soffice ed abbondante. 

Le parti colpite, sotto al feltro si presentano necrotiche e cessano il loro sviluppo, determinando alterazioni del lembo fogliare e tipici accartocciamenti a coppa delle foglie, coi margini rivolti verso l'alto. L'esito finale и il disseccamento dell'organo colpito.
Il parassita trova le migliori condizioni di sviluppo in ambiente caldo ed umido, per cui gli attacchi iniziano generalmente nel mese di giugno, arrestandosi nei mesi piщ caldi e secchi per riprendere poi in settembre-ottobre.

Sulle piante adulte la lotta non si effettua per i limitati danni provocati dal parassita, mentre su piante giovani ed in vivaio si puт intervenire per ridurre in modo drastico la massa di inoculo presente, diminuendo le possibilitа di infezione negli anni successivi. I prodotti piщ indicati sono quelli a base di zolfo oppure i fungicidi organici di sintesi come pirimidicinici, triazolici e benzimidazolici.


Altra patologia fungina a cui и soggetto il platano и la 
antracnosi 

provocata dall'agente patogeno
Gnomonia platani (f. ascofora), la cui forma conidica и quella piщ frequente di Gloeosporium platani.

Se l'infezione si manifesta precocemente in primavera grazie alle ascospore della forma perfetta Gnomonia platani che svernano sulle foglie cadute a terra, puт portare alla morte delle gemme o dei giovani germogli, che avvizziscono, imbruniscono e si ripiegano verso il basso.
Piщ avanti, sui rami compaiono delle aree rossastre depresse, che si allungano in senso longitudinale evolvendo in veri e propri cancri che portano alla morte dei rametti.

Sulle foglie si sviluppano dei disseccamenti inizialmente localizzati lungo le nervature, che poi si espandono fino ad interessare buona parte o tutta la lamina fogliare. 
Altro sintomo tipico и la produzione di rami vicini fra di loro (scopazzi). Nelle primavere umide e piovose la malattia puт causare gravi danni compromettendo lo sviluppo delle piante, fino a causarne la morte.

La lotta si puт effettuare su giovani piante o in vivaio con 3 trattamenti alla chioma mediante benzimidazolici, la prima all'apertura delle gemme, le altre ogni 10-15 giorni a seconda dell'andamento climatico.


avversitа parassitarie

L'insetto che provoca al momento maggiori apprensioni per i platani и la 
tingide americana del platano

ossia Corythucha ciliata
, un rincote capace di infestare anche altre specie di latifoglie come Fraxinus, Tilia, Broussonetia, Carya.

L'intero corpo degli adulti di questa specie и ricoperto dalle ali e da espansioni laterali del torace, che assumono un aspetto reticolato.
Gli individui, se disturbati, si lasciano cadere a terra.
I loro escrementi permangono sulle foglie e sono visibili come piccoli punti neri.

adulto di Corythucha ciliata

Adulti e nuove generazioni infestano entrambe le pagine delle foglie, pungendole per nutrirsi e sottraendo linfa e clorofilla dalle cellule: viene a determinarsi una tipica depigmentazione del parenchima fogliare, piщ consistente in prossimitа delle nervature principali.

danni provocati da Corythucha ciliata

Le foglie colpite dall'infestazione subiscono una riduzione della loro capacitа fotosintetica, ingialliscono, quindi disseccano e cadono. L'intera chioma puт essere fortemente infestata e presentarsi ingiallita fin dalla prima metа di giugno.

 

La tingide americana и ormai diffusa in tutta l'Italia e buona parte d'Europa e si rivela particolarmente aggressiva in presenza di monofilari di platani. La rapida reinfestazione e l'elevatissimo numero di focolai hanno sempre ostacolato l'esecuzione di una lotta efficace, anche per la particolare grandezza delle piante colpite, sovente ubicate in strade e viali cittadini.
La lotta puт pertanto essere attuata per prevenire un eccessivo indebolimento della pianta ed и destinata a platani di particolare pregio.


Tra gli altri insetti che possono occasionalmente attaccare il platano, talora con effetti piuttosto gravi, segnaliamo l'ifantria americana, Hyphantria cunea, un lepidottero defogliatore molto polifago, che и stato segnalato su oltre 200 diverse piante ospiti.

Le larve di questa specie si nascondono dapprima in nidi sericei facendo vita gregaria, poi si riversano all'esterno per cibarsi della lamina fogliare, divorandola fino a lasciare soltanto le nervature. Le piante infestate massicciamente vengono talvolta completamente defogliate, con notevoli danni sia estetici che fisiologici. 
Oltre ai danni, i bruchi possono arrecare un fastidio non trascurabile agli abitanti che si trovano nelle zone infestate, quando, terminata la fase di alimentazione, si trasferiscono dalle piante ospiti verso gli edifici in cerca di riparo per incrisalidarsi.

larve e nido sericeo di Hyphantria cunea

nido sericeo di Hyphantria cunea

La lotta a questo parassita и essenzialmente preventiva, con la costante vigilanza dello stato di salute delle piante (quelle preferite sono l'acero negundo ed il gelso), in particolare ai primi di giugno ed alla fine di luglio, periodi cui corrispondono gli inizi delle fasi larvali delle due generazioni, individuando i nidi sericei per asportarli e distruggerli. 

Nei casi piщ gravi и necessario intervenire tempestivamente contro le giovani larve (preferibilmente su quelle di prima generazione) con sospensioni a base di Bacillus thuringiensis, un batterio parassita delle larve che si и rivelato molto efficace. Il trattamento va eseguito possibilmente il mattino o la sera, per evitare che temperature piщ elevate riducano l'efficacia del prodotto.

 


Un altro lepidottero defogliatore assai polifago, che si nutre di oltre 400 specie diverse di piante arboree, arbustive ed erbacee, che talora puт attaccare anche il platano, и il bombice dispari, Lymantria dispar, le cui larve sono delle formidabili divoratrici della vegetazione che, in condizioni favorevoli, possono riuscire a spogliare completamente una pianta e perfino ampi territori boschivi.

L'insetto compie una sola generazione all'anno e le larve nascono in primavera. 
Nelle prime fasi
di vita si lasciano penzolare appese a fili di seta: in tal modo viene facilitata la loro diffusione nel raggio di qualche km ad opera del vento. 
Si alimentano voracemente delle foglie delle piante attaccate risparmiando i soli piccioli e raggiungono la maturitа in circa 2 mesi.

larva di Lymantria dispar

Il controllo di questo defogliatore  и affidato principalmente all'utilizzo di microrganismi attivi sui lepidotteri, il cui impiego и ammesso anche in disciplinari per l'agricoltura biologica (prodotti a base di Bacillus thuringiensis).


Danni saltuari possono essere causati anche dal litocollete del platano, Phyllonorycter platani, un lepidottero minatore le cui larve attaccano le foglie provocando scavi di forma piщ o meno ovale, ellissoidale, subtriangolare o quadrangolare e mine in cui il margine superiore della foglia appare inarcato mentre l’epidermide inferiore и sollevata ed increspata.

La lotta и essenzialmente preventiva e consiste nel prelievo e distruzione delle foglie secche durante il periodo invernale, specialmente dopo una forte infestazione primaverile ed estiva

danni provocati da Phyllonorycter platani


Altri possibili soggetti di alterazioni a carico del platano sono i cosiddetti insetti rodilegno, in particolare il rodilegno rosso (Cossus cossus) ed il rodilegno giallo (Zeuzera pyrina). Si tratta di lepidotteri xilofagi appartenenti al gruppo delle falene, le cui larve si evolvono scavando gallerie nel legno di numerose piante arboree ed arbustive.

Le larve di Cossus cossus , lunghe fino a 10 cm, scavano gallerie preferibilmente al colletto e nelle parti basse della pianta, approfondendosi nel legno fino a raggiungere il midollo ed emettendo, dai fori delle gallerie, un liquido scuro, mescolato a rosure stoppose ed escrementi.

In genere le gallerie hanno un andamento acropeto e si ingrossano fino a raggiungere le dimensioni di un dito medio, interrompendo il flusso sia ascendente che ascendente dei liquidi,  compromettendo quindi l’attivitа vegetativa, la stabilitа e la durata della vita dell’albero.

larva di Cossus cossus

larva di Zeuzera pyrina

Le larve di Zeuzera pyrina, inizialmente molto piccole, penetrano dapprima nei giovani rametti approfondendosi a livello di gemme e di apici fogliari con gallerie ascendenti. 
In un secondo tempo si spostano e passano a forare rami di dimensioni maggiori. 
I bruchi sono color giallo-arancio con macchie nere e presentano alcuni radi peli. 
Si nutrono del legno piщ tenero, scavando lunghe gallerie, fino a raggiungere con la maturitа i 6 cm di lunghezza. 

I danni causati sono simili a quelli del rodilegno rosso.

La lotta ai rodilegno si basa sull’individuazione del volo e la cattura degli adulti mediante le trappole a feromoni, che possono anche essere impiegate per creare confusione  e rendere in tal modo piщ difficile l’incontro tra i sessi.
La lotta chimica deve essere condotta in primavera sulle larve appena uscite dalle uova, prima che si approfondiscano nel legno, irrorando i tronchi soprattutto nella parte basale. I migliori prodotti sono quelli ad azione citotropica, che riescono ad attraversare gli strati piщ superficiali della corteccia.
La lotta biologica prevede l'impiego di sospensioni di nematodi parassiti.
Per esemplari di pregio, nel caso di poche gallerie in grosse branche o nel tronco, si puт eseguire la lotta meccanica mediante fili di ferro da infilare nelle gallerie scavate dalle larve per ucciderle direttamente o per iniettarvi prodotti insetticidi. Il foro viene poi chiuso con stucco.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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