cerca un argomento         powered by freefind

 

 

 

LA FOGLIA: UN ORGANO ESSENZIALE PER LA VITA

Spesso coltiviamo, in giardino oppure in appartamento, piante appositamente scelte per la bellezza del loro fogliame, a volte splendidamente colorato, altre volte con le foglie dalla forme armoniosa o piuttosto stravagante, nel suo insieme dalla tessitura vaporosa oppure compatta. 
La scelta di piante и molto ampia, cosм come le combinazioni tra i vari tipi di fogliame, per ottenere un effetto d'insieme gradevole alla vista e che possa creare un miglioramento complessivo di tutto l'ambiente circostante.


Per un professionista del giardinaggio, ma anche per un semplice appassionato, и perт molto importante approfondire la conoscenza di un organo come la foglia, ossia impararne meglio l'anatomia, le funzioni e tutta la nomenclatura relativa alla classificazione e differenziazione delle varie parti che la compongono, per capire i meccanismi che regolano la vita dei vegetali e di conseguenza avere le conoscenze per poter soddisfare al meglio le esigenze delle piante che si coltivano.

Proprio per questo con questo articolo ci proponiamo di entrare piщ in profonditа nella conoscenza della foglia, quest'organo tipico delle piante piщ evolute, fondamentale per la vita delle piante ma, come vedremo, in relazione alle azioni che svolge, anche per la grandissima parte delle forme di vita sul nostro pianeta.


Dal punto di vista strettamente botanico la foglia puт essere definita come quell'appendice laterale del fusto delle piante, ad accrescimento limitato e di forma generalmente laminare, preposta alla funzione della fotosintesi clorofilliana, quindi la sintesi di sostanze organiche a partire dall'anidride carbonica, ed alla traspirazione, essenziale per la risalita della linfa grezza nei vasi del legno. 


Le funzioni principali della foglia sono l'organicazione del carbonio per via fotosintetica e lo smaltimento, mediante il processo di traspirazione, di gran parte dell'acqua assorbita dalla pianta per mezzo delle radici. Proprio per questo la sua forma и in genere appiattita, per offrire il massimo contatto esterno attraverso una superficie molto ampia (favorendo sia gli scambi di gas con l'esterno, sia l'evaporazione dell'acqua) ed il suo accrescimento, al contrario di quanto avviene per il fusto, и limitato, cioи tutti i tessuti che la compongono terminano il loro sviluppo e passano allo stato adulto, per poi invecchiare e morire.


naviga all'interno dell'articolo


generalitа sulla foglia

Per la loro forma appiattita, le foglie hanno un asse di simmetria dorso-ventrale, nel quale si distinguono una pagina inferiore (detta dorsale) ed una pagina superiore (detta ventrale) dalle peculiaritа spesso assai dissimili. Quando и essenziale per la vita della pianta, ad esempio per limitare la traspirazione in climi secchi, le foglie possono perт assumere forme diverse, essere spesse, cilindriche, oppure aghiformi, come nel caso delle foglie aghiformi del pino e di altre conifere oppure delle spine dei cactus.

Al di lа di queste caratteristiche tipiche, la foglia puт perт subire notevoli variazioni, oltre che nella forma, anche nella funzione.

Infatti, oltre alle foglie normali, definite nomofilli, possono coesistere nella stessa pianta anche foglie metamorfosate, chiamate nel loro insieme fillomi, con funzioni e caratteristiche strutturali diverse.


struttura e funzioni della foglia

Tra i fillomi che si riscontrano piщ di frequente abbiamo:

  • cotiledoni o embriofilli: sono le prime foglie a formarsi dopo la germinazione del seme e caratterizzano col loro numero i due gruppi sistematici mono- e dicotiledoni. La loro vita и assai breve in quanto svolgono una funzione di prima riserva per il successivo sviluppo del germoglio

  • squame o catafilli: sono presenti in organi sotterranei come bulbi e rizomi oppure in organi epigei come le gemme (in questo caso prendono il nome di perule). Hanno la funzione di protezione dell'organo che ricoprono

  • brattee o ipsofilli: sono presenti negli organi aerei della pianta, generalmente vicino ai fiori, ove svolgono una funzione vessillare o protettrice

  • viticci o cirri: si avvolgono ad un corpo vicino allo scopo di sostenere la pianta (ad esempio nella vite )

  • spine: sono trasformate in organi di difesa a punta dura, acuminata,
    pungente (ad esempio nelle cactacee)

  • foglie perianziali o antofilli: a loro volta suddivise in petali e sepali - vedi fiore

  • foglie fertili o sporofilli: formano stami e pistillo - vedi fiore

I nomofilli, ossia le foglie verdi di ogni pianta sono, come sopra giа accennato, quegli organi della pianta preposti a svolgere principalmente due funzioni: la organicazione del carbonio a partire da composti inorganici, mediante il processo biochimico conosciuto come fotosintesi clorofilliana, e lo smaltimento dell'acqua in eccesso nei vasi, mediante il processo di traspirazione, che и anche il 'motore' per la risalita dei liquidi assorbiti dalle radici verso tutte le parti aeree, in contrasto alla forza di gravitа.

La foglia и perciт conformata in modo da poter svolgere al meglio queste due funzioni e, se osservata al microscopio in sezione trasversale, presenta nei suoi tessuti una struttura molto particolare, cosм schematizzabile:

Nella lamina fogliare troviamo all'esterno due epidermidi, formate generalmente da un solo strato di cellule e prive di spazi intercellulari, che hanno le funzione principali di protezione dei tessuti sottostanti e di limitazione delle perdite di liquido per evaporazione. Proprio per questo motivo la loro parete esterna и ispessita ed impregnata di sostanze come cera, cutina, lignina, ecc. e forma uno spessore impermeabile che nel suo insieme prende il nome di cuticola. Le cellule dell'epidermide sono spesso ricche di pigmenti e possono svolgere il processo fotosintetico.
Per consentire gli scambi gassosi con l'esterno, ed in particolare all'anidride carbonica di entrare a contatto con le cellule che svolgono la fotosintesi, troviamo sull'epidermide numerose e microscopiche aperture, chiamate stomi, che possono venire aperte o chiuse a seconda delle necessitа della pianta mediante le variazioni di turgore di due cellule reniformi, chiamate cellule di guardia. I movimenti di queste due cellule fanno sм che l'ampiezza dell'apertura stomatica possa essere regolata e con questo sistema di controllo la pianta riesca a proteggersi dalle eccessive perdite di acqua, nei casi limite chiudendo completamente gli stomi e riducendo drasticamente la traspirazione.
 L'epidermide superiore и generalmente piщ ispessita, piщ lucida e quasi priva di stomi, mentre l'epidermide inferiore и meno ispessita, ricca di stomi (da 100 a 1000 per mm2), spesso protetta da peli che rifrangono la luce solare ed ombreggiano le cellule sottostanti.

Tra i due strati di epidermide troviamo il cosiddetto mesofillo o parenchima clorofilliano, costituito a sua volta da uno strato superiore di cellule chiamato tessuto a palizzata ed uno inferiore chiamato tessuto lacunoso.
Il tessuto a palizzata и situato subito sotto l'epidermide superiore ed и formato da uno o piщ strati di cellule allungate perpendicolarmente alla superficie della lamina, addossate tra loro ed aventi spazi intercellulari molto ridotti. Queste cellule sono ricchissime di cloroplasti, gli organelli cellulari mediante i quali avviene il processo fotosintetico, e fanno di questo tessuto la sede principale della fotosintesi.
Il tessuto lacunoso occupa lo spazio tra il tessuto a palizzata e l'epidermide inferiore ed ha il compito di favorire il passaggio dei gas, anidride carbonica e ossigeno all'interno della foglie. Anche se in misura minore del palizzata, le cellule del lacunoso contengono cloroplasti e svolgono la fotosintesi. Questo tessuto и formato da cellule isodiametriche oppure allungate parallelamente alla superficie fogliare, che lasciano tra loro ampi spazi intercellulari e lacune piene d'aria. In alcune piante, chiamate succulente, (ad esempio Agave, Aloe, Sedum, Sempervivum, Crassula) il tessuto lacunoso viene parzialmente sostituito da un parenchima acquifero, costituito da grosse cellule ricche di sostanze mucillagginose, capaci di assorbire notevoli quantitа di acqua.

Il passaggio dei liquidi attraverso la foglia e gli scambi tra la foglia ed il fusto sono garantiti dalle nervature, cioи quell'insieme di fasci legnosi e floematici che percorrono tutta la lamina fogliare disegnando una sorta di reticolo molto fitto molto visibile su tutta la pagina inferiore. Le nervature si differenziano in piccole nervature, immerse totalmente nel mesofillo, e grandi nervature che risiedono in maggioranza nella faccia inferiore della foglia. Le nervature non sono quasi mai in diretto contatto con il mesofillo ma scambiano le sostanze grazie ad un tessuto formato da cellule prive di cloroplasti chiamato guaina.

L'anatomia e la morfologia delle foglie sono condizionate in misura notevole dalle condizioni ambientali, ma questa struttura dei tessuti, pressochи costante, consente loro di svolgere al meglio le funzioni a cui esse sono preposte.

Senza entrare in particolari che richiederebbero precise conoscenze di biochimica, possiamo dire che la fotosintesi clorofilliana consiste nella trasformazione dell'energia luminosa assorbita dai pigmenti presenti nella foglia (in modo particolare dalla clorofilla contenuta nei cloroplasti) in energia chimica, con la produzione di composti organici (generalmente zuccheri) a partire da sostanze inorganiche come anidride carbonica ed acqua. Tale processo porta alla liberazione di molecole di ossigeno nell'atmosfera. Lo schema и il seguente:

6 CO2 + 6 H2O + 686 Kcal e C6H12O6 + 6 O2

da anidride carbonica (6 molecole) + acqua (6 molecole) + energia luminosa (686 Kcal) si arriva, mediante l'intervento della clorofilla, alla formazione di glucosio ed alla liberazione nell'aria di ossigeno (6 molecole).

Questo processo и alla base della produzione in natura di tutte le sostanze organiche, comprese quelle di cui и composto il nostro organismo. Infatti tutti gli organismi cosiddetti eterotrofi (non in grado di fotosintetizzare) si nutrono (a volte in maniera secondaria, mangiando gli erbivori) degli organismi autotrofi, in grado di produrre sostanza organica mediante la fotosintesi, che sono quindi alla base di tutte le catene alimentari. 
La liberazione di ossigeno da parte delle piante consente inoltre la vita della maggior parte di tutti gli altri organismi (compreso naturalmente l'uomo), sia terrestri che acquatici.
Dal processo di fotosintesi deriva anche in grandissima parte (escludendo l'energia nucleare e quella fotovoltaica) l'energia sfruttata dall'uomo per le sue attivitа, prodotta dalle piante ed imprigionata in depositi fossili sotto forma di petrolio e di carbone.

Senza addentrarsi in argomenti filosofici od ecologici, non pertinenti a questo articolo ma assai incalzanti e che ciascuno di noi dovrebbe valutare per proprio conto, da tutto ciт si evince molto semplicemente come sia il processo di fotosintesi a permettere la vita sul nostro pianeta: non и quindi esagerato osservare le foglie con occhi nuovi, vedendole come quegli organi che, con la loro invisibile ed impalpabile attivitа, consentono a tutti gli organismi viventi, anche a noi, di poter esistere.


morfologia e nomenclatura della foglia

Tutte le parti della foglia prendono origine dalle cosiddette bozze fogliari presenti all'interno di ogni gemma. All'inizio dello sviluppo fogliare tutte le cellule indistintamente continuano a suddividersi allo stesso modo, poi ad un certo momento la parte superiore inizia ad accentuare la propria differenziazione, dando origine due porzioni ben distinte: il picciolo ed il lembo fogliare o lamina. Terminata la fase di differenziazione le cellule smettono di riprodursi e si ingrandiscono per distensione, permettendo alla foglia di giungere alle sue dimensioni definitive.

Il picciolo и un organo a simmetria cilindrica o semi-cilindrica, avente la funzione di sorreggere il lembo fogliare e tenerlo discosto dal fusto, assicurandogli cosм le migliori condizioni di aerazione ed illuminazione per poter svolgere le proprie funzioni. Attraverso il picciolo passano i vasi che permettono ai liquidi di arrivare al lembo fogliare oppure essere allontanati da esso.
In alcune specie il picciolo puт mancare: in questo caso si parla di foglie sessili, in contrapposizione a quelle col picciolo dette foglie picciolate

In talune piante (ad esempio le leguminose) il picciolo presenta un rigonfiamento basale all'attaccamento del fusto, chiamato pulvino motore che,  mediante la contrazione o la distensione delle sue cellule,  permette alla foglia un movimento temporaneo per reagire alla variazione degli stimoli luminosi o termici.
In alcune piante acquatiche il picciolo puт rigonfiarsi ed assumere la funzione di organo di
galleggiamento.

Alla base delle foglie (sessili o picciolate) possono essere presenti delle stipole, appendici di varia forma inserite quasi sempre in modo simmetrico (foglie stipolate). A volte le stipole sono piccole e cadono precocemente (ad es. nel faggio, nel frassino, nel melo, nel susino), altre volte sono grandi e persistenti e possono coadiuvare il lembo fogliare a svolgere la funzione clorofilliana (ad es. nella fava e nel pisello). In genere hanno la funzione di proteggere la foglia durante le prime fasi del suo sviluppo.
Le stipole possono essere libere (ad es. nel ciliegio) o concresciute sia tra loro sia col picciolo: se si saldano lateralmente al picciolo parliamo di stipole vaginate, se si saldano tra loro a formare una sola stipola si parla di stipole ascellari
A volte le stipole possono trasformarsi in spine ed assumere una funzione difensiva (ad es. in Euphorbia milii).
In alcune piante (ad es. le Poligonaceae), le stipole ascellari si saldano tra loro a formare una sorta di astuccio tubolare che prende il nome di ocrea.

stipole alla base della foglia di Rosa canina

ocrea alla base delle foglie di Polygonum

Nelle foglie sessili delle Monocotiledoni puт essere presente una struttura chiamata guaina, le cui funzioni sono quelle di protezione delle gemme o di rafforzamento del fusto. La guaina puт essere parziale se abbraccia il fusto solo da una parte (ad es. nelle Apiaceae) o totale se circonda completamente il fusto. In questo secondo caso puт essere aperta (ad es. nelle Graminaceae) o chiusa (ad es. nelle Ciperaceae).

Nelle foglie picciolate il picciolo si dice guainante quando abbraccia e ricopre in parte il fusto sul quale и inserito.

Nelle foglie sessili possiamo avere diversi tipi di inserzione sul fusto:

  • amplessicaule od abbracciante: la base della foglia abbraccia il fusto per almeno metа della circonferenza

  • connata: due foglie opposte abbracciano il fusto con le basi tra loro saldate

  • decorrente: la base della foglia aderisce al fusto formando due ali ai suoi margini

  • perfogliata: la base della foglia aderisce al fusto circondandolo completamente e sporgendo da entrambi i lati

  • appressata: la foglia aderisce per quasi tutta la lunghezza al fusto 

Considerando il portamento rispetto al fusto un foglia puт essere:

  • eretta: la foglia si inserisce sul fusto con un angolo molto acuto

  • suberetta: la foglia si inserisce sul fusto con un angolo acuto

  • patente: la foglia si inserisce sul fusto con un angolo retto

  • riflessa: la foglia si inserisce sul fusto rivolta verso il basso

In base alla disposizione delle foglie sul fusto (fillotassi), elemento tipico e costante per ogni specie, distinguiamo le seguenti tipologie:

  • inserzione alterna: ad ogni nodo del fusto si trova una singola foglia isolata, disposta talvolta a spirale, talvolta a 180° rispetto a quelle adiacenti

  • inserzione opposta: ad ogni nodo del fusto si trovano due foglie poste a 180° reciprocamente. Se ad ogni nodo la disposizione cambia di 90° (es.  alcune Lamiaceae) le foglie opposte sono anche incrociate

  • inserzione ternata: ad ogni nodo del fusto si trovano 3 foglie

  • inserzione verticillata: ad ogni nodo del fusto si trovano foglie in numero superiore di 3

foglie alterne di Prunus serotina

 

foglie opposte ed incrociate in Ocimum basilicum

foglie verticillate in Coreopsis verticillata

 

Il lembo fogliare и la parte appiattita della foglia e puт avere dimensioni variabili non solo in relazione alla specie, ma anche nello stesso individuo, dipendentemente dalle condizioni ambientali di luce e di umiditа.
La forma, variabilissima da specie a specie, rimane invece relativamente costante all'interno della stessa specie. Lo studio morfologico della forma del lembo fogliare ha dato luogo ad una ricca serie di classificazioni a seconda del carattere preso in considerazione: la forma generale del lembo, la forma della sua sommitа, della base e del margine.

Come prima fondamentale ripartizione possiamo distinguere le foglie semplici dalle foglie composte. Nelle foglie semplici le eventuali suddivisioni o lobature del lembo non arrivano mai fino alla nervatura centrale e la foglia, quando si secca, cade tutta intera dalla pianta. Nelle foglie composte le suddivisioni della lamina arrivano fino al rachide centrale, originando delle foglioline separate tra loro, che in autunno possono staccarsi separatamente. Le foglie composte possono a loro volta essere suddivise in digitate (palmato-sette), quando le foglioline si dipartono da un unico punto d'inserzione, o pennato-composte (pennato-sette) quando le foglioline sono inserite come i denti di un pettine sui lati di un'unica nervatura centrale. Queste ultime possono essere  imparipennate o paripennate a seconda che la punta termini con una o due foglioline, bipennate (anch'esse pari- o imparipennate) se il fenomeno и ripetuto sulle nervature secondarie. Esistono poi foglie trifogliate nelle quali 3 foglioline sono inserite sullo stesso punto alla sommitа del picciolo.
La foglia composta si distingue facilmente dal germoglio in quanto и, come tutte le foglie, un organo a crescita limitata, completamente privo di gemme

foglia semplice

foglia composta digitata o palmato-setta

foglia composta pennato-setta paripennata 


Populus nigra


Cannabis sativa


Robinia pseudoacacia

 

foglia composta pennato-setta imparipennata  

foglia composta bipennato-setta

foglia composta trifogliata

Ailanthus glandulosa Albizzia julibrissin Trifolium pratense

Prendendo in esame la forma generale del lembo possiamo avere i seguenti tipi di foglia:

 

aghiforme
a forma di ago, stretta e cilindrica

Picea abies

lesiniforme
a forma di punteruolo, stretta ed appuntita

Sagina subulata

orbicolare
rotondeggiante, alta e larga allo stesso modo


Populus tremula

ovata
a forma di uovo, piщ larga verso il picciolo


Fagus sylvatica

 

obovata
come quella ovata ma al contrario, piщ stretta alla base

Amelanchier ovalis

lineare
stretta ed appuntita, coi margini paralleli per un tratto

Yucca gloriosa

ellittica
foglia con massima ampiezza a metа, piщ stretta verso le estremitа

Ulmus minor

squamiforme
triangolare ed appressata al fusto, sovrapposta in parte alle altre foglie

Juniperus sabina

 

lanceolata
lunga almeno il doppio della larghezza ed appuntita sia all'apice che alla base

Pentas lanceolata

spatolata
a forma di spatola con un apice largo ed arrotondato e la base stretta ed allungata

Lactuca sativa

obcordata
a forma di cuore come la cordata, ma il picciolo si inserisce sulla base appuntita

Hoya carnosa

cordata
a forma di cuore, simile all'asso di picche delle carte francesi


Tilia cordata

 

palmata
a forma di palmo, con le nervature mediane che si dipartono da un unico centro e lobi poco evidenti



Hedera hekix

palmato-lobata
come la palmata ma con lobi piщ pronunciati, che perт non arrivano a metа del lembo



Acer campestre

palmato-fessa
come la palmato-lobata  ma con lobi piщ pronunciati, che superano la metа del lembo
avvicinandosi al rachide centrale

Acer saccharinum

pennato-lobata
allungata, con un rachide centrale molto lungo e lobi che non arrivano a metа del lembo



Taraxacum officinale

 

laciniata
il lembo и strettamente addossato alle nervature, con lobi molto profondi


Betula pendula 'Laciniata'

reniforme
a forma di rene o di fagiolo, con inserzione nella zona lobata


Tussilago farfara

sagittata
a forma di freccia, appuntita e con lobi basali appuntiti e prominenti verso il basso

Sagittaria sagittifolia

astata
triangolare, con due lobi acuti poco pronunciati, a forma di ferro d’asta
simile alla sagittata

 

triangolare
a forma di triangolo



Philodendron scadens

rotonda
di forma rotondeggiante



Mentha rotundifolia

filiforme
stretta, sottile ed estremamente lunga


Cortaderia selloana

acinaciforme
a forma di sciabola, con lato convesso a taglio e lato concavo carnoso

Mesembryanthemum acinaciforme

 

cuneiforme
come quella triangolare ma rovesciata


Adiantum capillus-veneris

peltata
rotondeggiante con picciolo inserito in un punto piщ o meno centrale

Tropaeolum majus

flabellata
a forma di ventaglio



Ginkgo biloba

cilindrica
a sezione cilindrica
e non appiattita


Allium vineale

falciforme
a forma di falce

Eucalyptus globulus

romboidale
a forma di rombo

Trapa natans

panduriforme
a forma di chitarra

Philodendron panduriforme

ensiforme
a forma di lama di spada

Sansevieria trifasciata

Prendendo in esame i caratteri del margine del lembo possiamo avere le seguenti tipologie:

intero o liscio
non presenta alcuna incisione nй ondulazione



ondulato
presenta ondulazioni piщ o meno pronunciate



dentato
presenta sporgenze acute  dirette verso l'esterno della foglia



doppiamente dentato
presenta una dentatura principale sulla quale appare una dentatura piщ piccola

dentato-spinoso
presenta denti che terminano con spine




seghettato
presenta denti con la punta rivolta verso l'apice

crenato
presenta dentature con la sommitа arrotondata

roncinato
presenta denti con la punta rivolta verso la base

revoluto
il lembo si ripiega verso il basso vicino al margine

involuto
il lembo si ripiega verso l'alto vicino al margine

lobato
le ampie incisioni del lembo hanno forma rotondeggiante od appuntita

sinuato
ha lobi rotondeggianti poco pronunciati



inciso
presenta dentature incisioni molto profonde del lembo


lacerato
il margine presenta incisioni profonde ed irregolari


increspato
ondulato ed inciso piщ o meno profondamente



Prendendo in esame i caratteri della sommitа del lembo o apice possiamo avere le seguenti tipologie:

acuta
la punta della foglia si restringe bruscamente prima della sua fine

acuminata
la punta della foglia va gradatamente assottigliandosi

apiculata
la sommitа della foglia si restringe bruscamente in una punta corta e aguzza

mucronata
la punta della foglia и breve e sottile, quasi una spina o una setola

troncata
la sommitа della foglia appare bruscamente interrotta


retusa
l'apice rotondo della foglia и interrotto da una piccola insenatura


smarginata
al posto della punta c'и un'incisione



aristata
la punta della foglia termina con una resta o con un filamento, come le glume delle graminacee

Prendendo in esame i caratteri della base del lembo possiamo avere le seguenti tipologie:

  • cordata il picciolo si inserisce in una insenatura acuta della base (es. foglie cordate)

  • auriculata la base si allarga in due orecchiette

  • perfoliata come la auriculata ma le due orecchiette si saldano aldilа del picciolo

  • cuneata il lembo si restringe gradatamente e la base ha la forma di un cuneo (es. foglie obcordate)

  • arrotondata il lembo segue la sua curvatura fino all'inserzione del picciolo

  • obliqua come la arrotondata ma la base и inserita asimmetricamente ai lati del picciolo (es. Ulmus)

  • ombelicata il picciolo si inserisce in una protuberanza centrale nel lembo (foglie peltate)

  • attenuata l'attaccatura del lembo segue per un certo tratto il picciolo

  • troncata la base si interrompe bruscamente

  • astata la base si allarga in due porzioni allungate disposte perpendicolarmente al picciolo (foglie astate)

  • sagittata la base si allarga in due porzioni allungate disposte parallelamente al picciolo (foglie sagittate

A volte su entrambe le facce della foglia, oppure su una soltanto, generalmente quella inferiore, possono essere presenti dei peli, appendici epidermiche aventi funzione protettiva o, piщ raramente, secretoria.
I peli secretori hanno alla loro estremitа un gruppo di cellule capaci di secernere sostanze varie, generalmente tossiche od urticanti, che vengono rilasciate al contatto.
I peli protettivi hanno lo scopo di rivestire parti della foglia (ma anche altre zone della pianta come i giovani germogli) per rallentare gli scambi gassosi tra l'atmosfera e la parte ricoperta. La loro forma puт essere molto varia.

I peli possono essere:

  • unicellulari: costituiti da un'unica cellula

  • pluricellulari: costituiti da piщ cellule

  • semplici: non ramificati

  • uncinati: dotati all'apice di un uncino

  • urticanti: si rompono facilmente rilasciando una sostanza urticante

  • capitati: portano una ghiandola all'apice (tipo la testa di un chiodo) 

  • ramificati: dotati di ramificazioni

  • piumosi: dotati di brevi ramificazioni laterali

  • stellati: dotati di ramificazioni laterali a forma di stella

Prendendo in esame la tipologia dei peli sul lembo possiamo avere i seguenti tipi di pagina fogliare:

  • glabra: completamente priva di peli

  • pubescente: dotata di peli corti e morbidi

  • lanosa: dotata di peli lunghi e morbidi

  • scabra: ruvida al tatto per la presenza di peli corti e rigidi 

  • irsuta o spinosa o barbuta: dotata di peli lunghi e rigidi

  • tomentosa: i peli sono intrecciati quasi a formare un feltro

  • vellutata: i peli sono fittissimi e morbidi e la superficie appare vellutata al tatto

  • cigliata: i peli sono presenti esclusivamente nel bordo del lembo

  • aracnoide: i peli sono disposti come a formare una ragnatela

Un atro tipo di strutture che possiamo ritrovare sulla superficie fogliare sono le papille, estroflessioni di forma sub-conica delle cellule epidermiche che conferiscono alla superficie un aspetto vellutato.

La superficie della foglia puт essere ricoperta da varie sostanze, anch'esse aventi in genere una funzione protettiva, secrete dalle sue cellule, originando diverse tipologie in una od entrambe le sue facce:

  • farinosa: la superficie и ricoperta da una polvere biancastra 

  • glauca: la superficie и ricoperta di una sostanza biancastra e cerosa

  • glutinosa: la superficie и ricoperta da sostanze mucillagginose

  • scagliosa: la superficie и ricoperta da scaglie 

  • vischiosa: la superficie и ricoperta da sostanze appiccicose 

I fasci che decorrono lungo il picciolo si prolungano nelle cosiddette nervature, che rappresentano il sistema conduttore della foglia e spiccano solitamente per il loro colore piщ chiaro rispetto a quello della lamina, essendo sprovviste o poco dotate di clorofilla. Le nervature principali sono di solito sporgenti sulla pagina inferiore e non di rado appaiono incavate su quella superiore.
In genere si distinguono nervature principali e nervature secondarie, che derivano per ramificazione di quelle principali. Le nervature secondarie si suddividono a loro volta in nervature terziarie e queste a loro volta in nervilli, spesso comunicanti tra loro e formanti una fitta rete.

Anche le nervature costituiscono un importante carattere morfologico della lamina fogliare, per cui si possono distinguere:

  • foglie anervie: sono prive di qualsiasi nervatura (ad es. nei muschi)

  • foglie criptonervie: le nervature, pur essendo presenti, non sono visibili esternamente (ad es. nelle Crassulaceae)

  • foglie uninervie: presentano un'unica nervatura centrale non ramificata (ad es. nelle conifere)

  • foglie plurinervie: sono dotate di numerose nervature

  • parallelinervie: le nervature si dipartono dalla base della foglia e scorrono per la lunghezza della lamina senza suddividersi

  • rettinervie: le nervature scorrono parallele per la lungheza della lamina (ad es. nelle Graminaceae)

  • curvinervie: le nervature scorrono con andamento curvilineo per la lungheza della lamina senza ricongiungersi all'apice ad es. in Plantago)

  • campilodrome: le nervature scorrono con andamento curvilineo seguendo l'andamento dei margini e ricongiungendosi all'apice

  • retinervie: presentano nervature ramificate tra loro divergenti

  • penninervie: hanno un’unica nervatura principale, posta al centro della foglia, da essa si staccano le nervature secondarie che divergono verso il margine fogliare (ad es. Quercus, Betula, ecc). 

  • palminervie: presentano piщ nervature principali che divergono dal picciolo formando una struttura a ventaglio e dalle quali si staccano le nervature secondarie (ad es. Acer) oppure una nervatura che si suddivide da subito dicotomicamente in nervature di ugual valore, cosicchй manca una nervatura principale (ad es. Ginkgo, Adiantum)

  • peltinervie: hanno il picciolo che и inserito in un punto piщ o meno centrale della foglia. Da esso partono piщ nervature principali disposte a raggiera (ad es. Tropaeolum)

leggi gli articoli correlati

 

 

 

 

 


Il contenuto e le immagini di questa pagina sono protetti da una licenza Creative Commons, ma possono essere utilizzati, non a scopo commerciale e senza modifiche, citandone la fonte ed inserendo un link alla nostra home page. 
Per la pubblicazione a scopo commerciale potete contattarci all'indirizzo mail sotto indicato.

 

  Creative Commons License

VERDI INCONTRI

a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

[email protected]

 

consiglia questa pagina ad un amico