cerca un argomento         powered by freefind

 

 

 

HUMUS NEL TERRENO: LA SUA PRESENZA È ESSENZIALE

Come appassionati di giardinaggio, avremo senz'altro sentito parlare in linea generale della sostanza organica presente nel terreno, ed in particolare dell'humus, quel componente chimico derivato dal processo di decomposizione e rielaborazione di questa nel terreno stesso.
Troppo spesso però le conoscenze permangono superficiali e si tende a sottovalutare, nei giardini e negli orti, l'importante e benefica azione che questo composto esercita nei confronti della crescita e dello sviluppo delle piante.


Infatti l'humus viene oggi considerato come il miglior rimedio per riportare la terra agricola, ormai sfruttata da concimi chimici e da intense monocolture, ma anche quella degli orti e dei giardini, alle sue originali capacità produttive, e quindi per ridarci piante più belle e prodotti agricoli più saporiti e ricchi di nutrimento
Al contrario di quanto sostenuto in precedenza, quando si pensava che per rendere più fertile un terreno bastasse apportare sostanze chimiche atte a compensare quanto asportato dalle colture, il concetto che si è affermato con gli studi più recenti è quello di "nutrire il terreno per nutrire le piante", in quanto è dalla vita del terreno che dipende la vita vegetale: la nostra prima preoccupazione dovrebbe essere proprio quella di mantenerne inalterata la struttura e la composizione, 'alimentandolo' con prodotti naturali ed equilibrati, che permettano la vita e lo sviluppo di microflora e microfauna in esso presenti, quindi le azioni benefiche esercitate da questi organismi.


Nei terreni non sfruttati intensivamente dall'uomo, ad esempio nei boschi spontanei, ciò avviene in modo naturale, anche se in tempi piuttosto lunghi.
 La coper
tura del terreno costituita da fogliame, piccoli rami, resti di origine animale e vegetale forma un manto soffice e arioso che può essere considerato come un rivestimento di humus allo stato grezzo. 
Si può
dire che l'uomo da sempre conosce questa necessità e cerca di mantenerne l'equilibrio attraverso vari sistemi, quali la pacciamatura, il sovescio, la concimazione con letame e la distribuzione di humus prodotto dai cumuli di compostaggio. 
Tuttavia, non sempre questi sistemi sono alla portata
di tutti, con la conseguenza che molto spesso ci si limita alla semplice distribuzione sul terreno dei più pratici fertilizzanti chimici, senza nessun apporto di materia organica.


Ma cos'è in realtà l'humus?

Dal punto di vista strettamente tecnico, si tratta di un insieme di sostanze polimerizzate e complesse, con struttura e peso molecolare piuttosto variabili, dotate di proprietà colloidali, derivate dalla decomposizione e rielaborazione, da parte dei microrganismi presenti nel terreno, della sostanza organica proveniente dalla morte di tutti quegli organismi, sia vegetali che animali, che vivono nel suolo. 
Ciò che a noi più interessa è però il fatto che l'humus rappresenta la porzione più attiva, sotto l'aspetto chimico-fisico, della sostanza organica del terreno, quella porzione che interagisce con la frazione minerale e con la soluzione circolante, influenzando le proprietà chimiche e fisiche del terreno stesso ed in definitiva il suo livello di fertilità.


La composizione chimica dell'humus è indefinita, a causa della complessità ed eterogeneità delle sostanze che possono entrarvi, ed è fortemente influenzata, come facilmente intuibile, sia dal tipo di sostanza organica dal quale esso prende origine, sia dai cosiddetti fattori pedogenetici, cioè quelle condizioni ambientali e pedologiche che orientano il processo di degradazione di quest'ultima. 
Il processo di formazione dell'humus, per la sua estrema complessità, è tuttora oggetto di studio ed oggetto di diverse teorie che tendono a spiegarlo.

Possiamo però affermare che, se a causa di ciò esistono da un lato diversi tipi di humus ben distinti tra loro, da un altro lato troviamo dei caratteri comuni, derivanti da un comune processo di formazione.

In linea generale possiamo riconoscere nell'humus la presenza di due categorie di sostanze: 

  • i composti humici, poco definiti dal punto di vista chimico: comprendono tutta una serie di sostanze molto polimerizzate ed a carattere acido, quali gli acidi umici, fulvici ecc. a composizione complessa ed ancora non del tutto chiarita, che esercitano un elevato potere adsorbente e chelante nei confronti dei cationi (Ca, Mg, Fe e tutti i macro- e microelementi) e di altre sostanze presenti nella soluzione circolante

  • i composti non humici, ben definiti dal punto di vista chimico, che accompagnano sempre le sostanze humiche e rappresentano elementi facilmente assimilabili e metabolizzabili dalle piante


Gli agenti del processo di humificazione sono tutti gli esseri viventi presenti nel suolo, che possono essere grossolanamente suddivisi in due categorie:

  • esseri che facilitano il processo: piccoli roditori, vermi, lombrichi, insetti, acari, crostacei, millepiedi, possono indurre l'humificazione in quanto la loro azione tende a frammentare la sostanza organica facilitando la sua incorporazione nel suolo

  • esseri che attuano il processo: sono da ascriversi per la stragrande maggioranza alla microflora presente nel terreno, in particolar modo funghi e batteri, ed esercitano azioni digestive ed enzimatiche sui frammenti di sostanza organica trasformandoli in humus vero e proprio

Tutti questi organismi decompositori traggono dalla loro azione un guadagno in alimenti ed energia.
Ad influenzare l'azione di questi agenti dell'humificazione sono tutti quei fattori che condizionano lo sviluppo di microflora e e microfauna, tra i quali occorre ricordare:

  • natura dei residui organici: è da valutare sia dal punto di vista della composizione chimica (importante è il rapporto tra carbonio ed azoto, denominato C/N) sia dal punto di vista anatomico: ad esempio sostanze a basso rapporto C/N, con maggiore contenuto in lignina, povera in azoto e ricca in carbonio, che è più difficilmente attaccabile dai microrganismi, allungano i tempi del processo di humificazione, dando luogo però ad elementi più stabili nel terreno. Al contrario nei vegetali freschi, ricchi di acqua e poveri in fibra (C/N basso), la quasi totalità della materia organica sarà mineralizzata mettendo a disposizione immediata i propri  nutrienti, mentre solo una piccola porzione di sostanza organica, determinata dalla quantità di fibra presente, contribuirà ai processi di umificazione.

  • aerazione dell'ambiente: in ambiente anaerobico l'humificazione è lenta e si formano prodotti humici meno pregiati e meno stabili, mentre in ambiente aerobico si ha una rapida humificazione, con formazione di prodotti meno acidi e di più difficile migrazione

  • pH dell'ambiente: importante in quanto tende a selezionare la flora e la fauna presenti

  • umidità: influisce in modo diretto in quanto la sostanza organica in via di humificazione deve contenere una certa quantità d'acqua, ed in modo indiretto condizionando l'aerazione dell'ambiente in cui avviene il processo

  • temperatura: oltre a selezionare flora e fauna, regola la velocità dei processi di humificazione

La distruzione della molecola dell'humus avviene tramite il processo di mineralizzazione, che rappresenta la fase finale della decomposizione ossidativa della sostanza organica, con formazione finale di composti inorganici come acqua, anidride carbonica e sali minerali, elementi nutritivi utili allo sviluppo dei vegetali. 
I processi di mineralizzazione sono molto più lenti rispetto a quelli di humificazione.


Come già accennato, le caratteristiche chimiche e strutturali dell'humus sono alla base di proprietà di fondamentale importanza nella determinazione delle caratteristiche del terreno, con riflessi sulla sua fertilità. Tra le principali proprietà esercitate dall'humus possiamo ricordare:

  • capacità di scambio cationico (CSC): è dovuta alle cariche negative presenti nelle molecole polimerizzate, cariche che vengono neutralizzate mediante l'assorbimento dei cationi presenti nella soluzione circolante. Ciò fa sì che i cationi utili al nutrimento delle piante non vengano dilavati nelle falde con l'acqua in eccesso, ma rimangano nel terreno e vengano rilasciati gradualmente

  • potere tampone: la CSC determina anche un notevole rallentamento nelle variazioni del pH nel terreno in quanto, in presenza di acidi, l'humus rilascia le basi cationiche adsorbite sulla sua superficie ed assorbe ioni H+, responsabili dell'innalzamento dell'acidità. Il contrario avviene in presenza di basi, dove vengono rilasciati ioni H+ ed adsorbiti i cationi metallici

  • capacità chelante: in virtù della sua struttura chimica l'humus ha proprietà chelanti nei confronti dei microelementi, in quanto forma legami organo-metallici che li preservano dall'insolubilizzazione

  • interazione con gli elementi nutritivi: è forse la proprietà più rilevante dal punto di vista agronomico. Nella struttura dell'humus sono incorporati elementi nutritivi fondamentali per le piante quali macro- e microelementi che, pur non essendo subito disponibili per le piante, costituiscono una riserva che viene rilasciata in modo graduale attraverso il processo di mineralizzazione. La presenza di humus conferisce perciò un elevato potere assorbente al terreno, la cui azione si rivela rilevante nei confronti di quegli elementi come azoto e zolfo più facilmente soggetti al dilavamento. Allo stesso modo elementi come fosforo e potassio, facilmente soggetti a processi di insolubilizzazione, se adsorbiti nella molecola humica ne vengono preservati e vengono messi a disposizione per l'assorbimento radicale. Inoltre l'humus, adsorbendo in modo più cospicuo calcio e magnesio, ne abbassa il tenore nella soluzione circolante favorendo l'assorbimento radicale del potassio

  • interazione con molecole organiche: sulla sua superficie l'humus può adsorbire anche diverse molecole organiche chimicamente e biologicamente attive (come alcuni fitofarmaci o diserbanti), immobilizzandole, inattivandole e favorendo una loro rapida degradazione

  • interazione con molecole organiche: la capacità dell'humus di interagire con le argille presenti nel terreno e formare complessi humo-argillosi, ha grande influenza sulla struttura del terreno, favorendo un tipo di aggregazione glomerulare, molto favorevole alla vita nel terreno. Il fenomeno è più evidente in presenza di calcio, che crea ponti elettrostatici fra i colloidi umici e quelli argillosi, stabilizzando i complessi organo-minerali e la struttura

  • ritenzione idrica: le sostanze colloidali formate dall'humus hanno un carattere spiccatamente idrofilo e possono ritenere un quantitativo d'acqua fino a 20 volte superiore al proprio peso, evitando il suo dilavamento ed un rapido asciugamento del terreno. Bisogna però fare attenzione perchè la tensione con cui l'acqua si lega all'humus è alta, per cui l'acqua assorbita viene spesso trattenuta e viene solo in parte ceduta alla vegetazione. Si possono così verificare fenomeni di appassimento anche se il terreno contiene notevoli percentuali d’acqua.


Com'è composto mediamente un buon humus?

  • sostanza organica 35-60%

  • acqua 40-70%

  • pH 6.8-7.6

  • ceneri 40-65% sulla sostanza secca; azoto 1-3%; fosforo 2-4%; potassio 1-3%; calcio 8-10%; magnesio 1-3%; ferro 1-3%; manganese 7-800 ppm; rame 3-400 ppm; zinco 8-900 ppm; cobalto 25-35 ppm 


Qual'è il ruolo agronomico ed ambientale dell'humus nel terreno?

Come abbiamo visto, la sostanza organica esercita una profonda influenza sul terreno, tanto più spiccata quanto più avanzato è il suo stato di trasformazione in humus: essa infatti agisce sul suolo modificandone le proprietà fisiche, chimiche e biologiche.

L'humus agisce sulle proprietà fisiche del terreno tendendo a correggerne i caratteri 'estremi', mitigando ad esempio l'eccessiva scioltezza dei terreni sabbiosi, oppure la compattezza di quelli argillosi. Nei primi si avrà un aumento della coesione ed una accresciuta capacità di ritenzione idrica, mentre nei secondi saranno aumentate la porosità e la permeabilità, con un miglioramento della struttura.

Per quanto riguarda l'influenza sulle proprietà chimiche del suolo, abbiamo già accennato al potere adsorbente dell'humus nei confronti dei cationi indispensabili al nutrimento dei vegetali, impedendone il dilavamento ed in definitiva mantenendo il terreno più fertile. Tale azione è svolta, seppure in misura molto minore, anche dalle argille. 
Durante il processo di mineralizzazione vengono inoltre messi a disposizione delle radici tutti quegli elementi chimici presenti all'interno dei tessuti vegetali, tanto che si può affermare che in via teorica è possibile nutrire una pianta con le componenti di un'altra pianta morta.
Non va poi trascurato il già citato ruolo svolto dall'humus nella regolazione degli antagonismi fra gli elementi nutritivi, il rallentamento dei fenomeni di retrogradazione e fissazione minerale nei confronti del fosforo e del potassio, la preservazione dei microelementi dall'insolubilizzazione.

Considerando le proprietà biologiche del terreno, possiamo affermare che un terreno ben dotato di sostanza organica, con un rapporto equilibrato tra mineralizzazione e umificazione, si presenta biologicamente molto attivo, con una più intensa attività dei microrganismi in esso presenti: il tutto si traduce in un notevolissimo beneficio a favore delle piante che nel terreno vegetano e vengono coltivate.

Da non trascurare dal punto di vista della protezione ambientale è l'azione antierosiva svolta dall'humus, che tendendo ad aggregare le particelle mediante la formazione dei complessi humo-argillosi, ne ostacola l'allontanamento da parte degli elementi meteorici. Ciò spiega come nei terreni collinari e montani disboscati, oppure in terreni o pascoli abbandonati, i fenomeni erosivi siano molto più accentuati e si renda necessaria una corretta regimazione delle acque, per evitare quei fenomeni di dissesto idrogeologico purtroppo così frequenti nei territori di tutta l'Italia. 
L'elevata capacità di adsorbimento dell'humus è essenziale anche nel preservare le falde acquifere da fenomeni di inquinamento ad opera di sostanze a potenziale azione tossica (composti organici di sintesi, metalli pesanti), che vengono trattenute e più o meno rapidamente inattivate.


Come aumentare il livello di humus nel terreno?

Il rapporto tra la quantità di sostanza organica che si mineralizza e quella che potenzialmente si ricostituisce tramite gli interventi agronomici prende il nome di bilancio humico e la sua conoscenza è molto importante per impostare un coretto piano di concimazione, in particolare nell'agricoltura biologica.
In giardino non è generalmente necessario arrivare al calcolo del bilancio humico, anche perchè la sua determinazione è abbastanza complessa, ma occorre sempre tenere ben presente l'importanza dell'humus per la vita delle piante.

Per migliorare da questo punto di vista la fertilità del terreno è opportuno adottare tutte quelle tecniche mutuate dall'agricoltura biologica (ad esempio compostaggio degli scarti e dei residui vegetali ed animali, pacciamatura) che hanno lo scopo di nutrire e proteggere la vita biologica del terreno, contribuendo ad arricchirlo di organismi adatti a decomporre la sostanza organica e trasformarla in humus.

Uno degli organismi rivelatisi più utili a questo scopo è il lombrico: infatti la sostanza organica da esso continuamente mangiata e digerita, passando attraverso il suo apparato digerente si arricchisce di batteri che ne accelerano notevolmente il processo di humificazione. L'aggiunta di humus di lombrico, prodotto da apposite ditte, si rivela utilissimo per l'arricchimento del terreno, così come il fatto che nel terreno stesso vengano fatti moltiplicare i lombrichi stessi.

 

Il compostaggio della sostanza organica, che prevede il recupero ed il trattamento della frazione verde (potature, sfalci di prati e giardini, foglie secche, cortecce, segatura, paglia) e del rifiuto organico casalingo (la cosiddetta frazione umida), facilmente attuabile anche nei giardini, è un processo molto semplice che richiede attenzione nel controllo di tre parametri fondamentali durante la gestione dei cumuli, temperatura, circolazione dell'aria e umidità, portando alla formazione un prodotto stabile, altamente humificato, comunemente definito compost, una vera riserva di nutrimento per le terra data la sua capacità di liberare, in modo lento e costante, elementi nutritivi come l’azoto, il fosforo, il potassio, assicurando la fertilità costante del suolo e l'incremento dell'attività microbiologica al suo interno. I vantaggi dati dal compostaggio, oltre che ambientali, sono anche economici: utilizzare il prodotto che ne deriva riduce la necessità di acquistare terricci e torbe.

Altri materiali apportatori di sostanza organica al terreno, per quanto più costosi, sono la torba, il terriccio di foglie, il letame ben maturo.

Una tecnica molto impiegata in passato è stata quella del sovescio, vale a dire l'impianto di una coltura erbacea con essenze in purezza o consociate tra loro, destinata ad essere totalmente interrata in funzione fertilizzante della coltura che la succede. È una tecnica di facile applicazione, che dà grandi risultati  per la sua influenza positiva sulle caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche del terreno, ma è difficilmente utilizzabile nei giardini per i lunghi tempi richiesti dalla sua attuazione.

La pacciamatura con materiali organici come la corteccia di pino, la paglia, l’erba, il composto, il fieno, la segatura, le foglie, il cippato e qualunque tipo di residuo organico adatto, ha lo scopo principale di proteggere il terreno e contrastare lo sviluppo delle erbe infestanti, ma apporta anche, con la parziale decomposizione di queste sostanze, discrete dosi di humus al terreno.

 


leggi gli articoli correlati

 

 

 

 

 


Il contenuto e le immagini di questa pagina sono protetti da una licenza Creative Commons, ma possono essere utilizzati, non a scopo commerciale e senza modifiche, citandone la fonte ed inserendo un link alla nostra home page. 
Per la pubblicazione a scopo commerciale potete contattarci all'indirizzo mail sotto indicato.

 

  Creative Commons License

VERDI INCONTRI

a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

info@verdiincontri.com

 

consiglia questa pagina ad un amico