cerca un argomento         powered by freefind

 

 

 

TIMO: LA SUA FRAGRANZA И VERAMENTE SPECIALE

  

 

A molti di noi puт essere capitato di percepire un profumo gradevole ed intenso dopo aver involontariamente calpestato un piccolo cespuglio durante le escursioni in collina, in particolare nelle regioni a clima piщ caldo.

Si tratta quasi sicuramente del timo, una pianta bassa e suffruticosa che cresce spontanea nelle zone collinari delle regioni mediterranee, su versanti assolati, sassosi e aridi e le cui eccezionali proprietа vanno sicuramente molto al di lа del solo profumo emanato.


Tutte le specie di timo fanno parte genere Thymus, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, che comprende alcune decine di specie quasi tutte originarie delle zone mediterranee, dalla Spagna alla Turchia all'Africa settentrionale.

In Italia sono presenti allo stato spontaneo quattro specie di timo:Thymus vulgaris, il timo propriamente detto, tipico soprattutto di zone vicine al mare, su terreni aridi e rocciosi, prevalentemente in ambienti collinari e sovente coltivato; Thymus  serpyllum, chiamato anche serpillo o pepolino, comune nelle alture aride e soleggiate, su muretti e rocce, in prati e pascoli dal livello del mare fin quasi al limite della vegetazione in alta montagna;Thymus capitatus, chiamato anche 'timo a mazzetti', abbondante nelle zone di macchia mediterranea degradata dell'Italia meridionale e delle due isole maggiori; Thymus  striatus, localizzato soprattutto nell'Italia centro-meridionale in zone aride e pietrose.

Tra le altre specie degne di nota abbiamo Thymus cilicicus, originario dell'Asia Minore, Thymus doerfleri, proveniente dalla penisola Balcanica, Thymus herba-barona, chiamato 'erba barona' e caratteristico della Corsica, Thymus membranaceus, originario della Spagna e Thymus X citriodorus, una varietа orticola molto conosciuta e coltivata.



Le parti verdi ed i fiori del timo sono provvisti di numerose ghiandole che secernono olii essenziali che conferiscono i loro aromi intensi e gradevoli. 
T. vulgaris
e T. serpyllum sono utilizzati per dare
gusto ai cibi, in farmacopea, erboristeria e profumeria


etimologia, storia e mitologia del timo

Il nome generico Thymus ha origine etimologica dal termine greco thymos (thymуs), che designava il principio della vitalitа, il respiro e, in senso metaforico, il cuore, secondo i greci organo della respirazione e sede delle passioni: l’ira, il coraggio e l'ardore. L'attributo thymуs sta quindi ad indicare una esalazione di fumo (si bruciavano rametti di timo durante le funzioni religiose), ma anche il vigore fisico ed il coraggio che puт infondere questa pianta: il suo aroma era infatti ritenuto dagli antichi greci apportatore di queste due virtщ eroiche, tanto che i soldati tonificavano il corpo lavandolo con acqua di timo e rinvigorivano il proprio animo bevendone tisane.

Il timo era perт ben noto fin dall’epoca degli Egizi, che lo usavano per la preparazione degli unguenti per l' imbalsamazione, in quanto pensavano che l'anima dei morti potesse risiedere nei suoi fiori. Oggi ciт и spiegabile con la sua comprovata capacitа di impedire la putrefazione e la proliferazione batterica, grazie agli olii essenziali in esso contenuti: infatti anche a distanza di 4.000 anni, a riprova del suo effetto antimicrobico, questa pianta continua a essere usata da imbalsamatori e tassidermisti.
Gli antichi Greci invece amavano consumare il miele che le api producevano visitando questa pianta, dando da bere agli invitati dei loro banchetti, prima del pasto, una coppa di vino aromatizzato con miele al timo ed altri ingredienti.
Al tempo dei Romani il famoso scrittore e filosofo Apuleio gli riconosceva spiccate proprietа antidolorifiche, come scrisse nel 148 a.C. nel suo Herbarium. Sia Plinio che Virgilio ne parlano invece come pianta da bruciare per scacciare gli animali velenosi dai campi e dalle case. Ancora i Romani sfruttavano le sue proprietа antisettiche per la conservazione delle derrate alimentari, per la purificazione dell'aria negli ambienti chiusi e per l'aromatizzazione di cibi e formaggi.
Nel Medioevo le nobildonne erano solite ricamare un ape che visita i fiori di timo sulle insegne dei loro cavalieri, come auspicio di buona sorte in battaglia. Inoltre un rametto della pianta veniva spesso messo sotto i cuscini, in quanto si riteneva potesse facilitare il sonno ed allontanare gli incubi. In quest'epoca, durante le funzioni funebri, si bruciavano rami di timo come l'incenso, per facilitare il passaggio alla nuova vita del defunto.

torna su


descrizione delle specie

Thymus vulgaris, il timo comune, и una specie originaria delle zone occidentali del Mediterraneo. In Italia и presente in quasi tutto il territorio, allo stato spontaneo o coltivato, nei luoghi aridi, dal livello del mare fino ai 900 metri. 
И un suffrutice perenne e sempreverde, alto fino a 30 cm, con fusti pelosi e molto ramificati, che tendono a diventare legnosi dopo 4 -5 anni di vita.



Thymus serpyllum, detto anche pepolino o timo selvatico, и una delle specie piщ diffuse, comune in Europa e Nord Africa. ha portamento strisciante ed un'altezza fino a 10 cm. La si puт trovare in terreni ben drenati, sabbiosi, su pendii soleggiati, nella boscaglia, fino a 2600 metri di altitudine.


torna su


i benefici per la nostra salute

L'azione benefica del timo и dovuta essenzialmente alla grande abbondanza nei suoi tessuti (fiori e foglie) di olii essenziali, il cui contenuto varia perт notevolmente in base al clima in cui и cresciuta la pianta, all'epoca di raccolta del materiale ed alle tecniche di conservazione: da un contenuto massimo del 6,5% si puт scendere fino allo 0,75%. 
Tra i principali olii essenziali abbiamo senz'altro terpeni fenolici come il timolo (circa il 40% del totale) ed il carvacrolo (15%), assieme a dosi minori di cineolo, linaiolo e borneolo e terpeni biciclici come il pinene. Tra i componenti piщ importanti ritroviamo anche flavonoidi (maggiormente apigenina, naringenina, luteolina, e timonina), vitamine ed in particolare la vitamina K (circa il 60% del fabbisogno giornaliero ogni 2,5 g), metalli come ferro, manganese e calcio, oltre a buone dosi di triterpeni (acido oleanolico e acido ursolico), acidi fenolici (acido caffeico e acido clorogenico), glicosidi di monoterpeni,
fibre dietetiche, zuccheri, resine e tannini
Nel T. X citriodorus troviamo grandi quantitа di geraniolo (circa il 60%) ed acido citrico (14%) che conferiscono il caratteristico aroma a questa specie ibrida.

A scopo medicinale si usano quasi esclusivamente gli estratti di T. vulgaris. L’olio essenziale viene estratto dalle sommitа fiorite fresche mediante distillazione in corrente di vapore. Il prodotto ottenuto dalla prima distillazione и un olio rosso molto potente ed irritante, ma l’olio essenziale che si usa e che si trova in commercio ha subito una successiva distillazione, che lo rende piщ tollerabile. Quest’olio ottenuto da una seconda distillazione и l'olio di Timo bianco

Gli olii essenziali presenti nel timo, in particolare il timolo, esercitano una forte azione antibatterica ed antisettica, addirittura 25 volte superiore a quella dei comuni disinfettanti, oltre che spiccate proprietа antiossidanti. Studi effettuati sull'invecchiamento delle cellule hanno dimostrato come l'assunzione di questa sostanza tramite la pianta del timo faccia incrementare significativamente la percentuale dei cosiddetti 'grassi buoni' (in particolare acido docosaenoico ed altri grassi omega-3) nelle strutture cellulari del cervello, del fegato e del cuore. Quest'azione и fortemente incrementata dall'azione dei sopracitati flavonoidi, unitamente a quella del manganese. La concomitante efficacia di questi componenti contribuisce a porre il timo su uno gradini piщ alti nella scala dei cibi ad attivitа antiossidante.

Per le sue proprietа antisettiche il timo и ritenuto un buon battericida naturale e puт venir applicato, come disinfettante e cicatrizzante, su piccole ferite o affezioni della pelle, dopo essere stato frullato e trasformato in impiastro. La capacitа antibatterica dell'essenza di timo si manifesta anche a diluizioni superiori ad 1/3.000 (circa 6 gocce in 1 litro d’acqua). In particolare, risulta scientificamente provata un’azione battericida contro i meningococchi, i pneumococchi, gli stafilococchi ed i bacilli di tifo, difterite e tubercolosi. Tale azione diretta и ulteriormente potenziata dallo stimolo secondario alla produzione di leucociti, che aumentano la reattivitа del sistema immunitario verso gli agenti patogeni esterni.

Il consumo di timo stimola l'appetito ed esercita anche ottime proprietа digestive: un infuso ottenuto mettendo un pizzico di foglie in una tazza da tи colma d'acqua bollente, eventualmente addolcito con miele (possibilmente anch'esso al timo), aiuterа a digerire ed eserciterа una benefica azione disinfettante delle vie urinarie (cistiti) e dell'intestino (aiutando a risolvere problemi come diarrea o meteorismo).

Il timolo esercita anche una forte attivitа balsamica ed espettorante, utile in particolare per combattere affezioni respiratorie come tosse, pertosse e bronchiti. In questo senso, puт risultare veramente molto utile un infuso preparato con 5-10 grammi di sommitа fiorite di timo poste in una tazza d'acqua fredda, portando il tutto ad ebollizione e lasciando raffreddare in infusione per 15 minuti. Dopo aver filtrato la soluzione ottenuta, la dose consigliata per la tosse convulsa dei bambini и di un cucchiaio ogni ora, per gli adulti и, invece, di 3 tazze al giorno tra i pasti. L'infuso puт essere valido anche per problemi dell'apparato digerente, in questi casi va assunto prima dei pasti. L'unico problema del timo и il sapore veramente molto amaro, ma ciт puт essere facilmente ovviato con un cucchiaino di miele.

Il timo tonifica il sistema nervoso centrale e, piщ in generale, l’intero organismo, ed и indicato in caso di esaurimento sia fisico (astenia, debolezza, ipotensione) che psichico (perdita della memoria, ansia, insonnia, depressione, irritabilitа nervosa). 

Usato esternamente per fare sciacqui del cavo orale, combatte le afte, la piorrea e la stomatite; sotto forma di gargarismi и molto efficace per curare la faringite e la tonsillite.

Nell'uso esterno il timo viene anche utilizzato per le sue proprietа deodoranti (ad es. per combattere il cattivo odore ai piedi) e calmanti (contro il prurito ed i dolori reumatici). In cosmesi si impiegano estratti di questa pianta per saponi, creme e polveri adatte a combattere le impuritа della pelle e del cuoio capelluto.

torna su


L'aroma del timo comune и apprezzato da tempo immemorabile, in quanto eccita l'appetito e favorisce la digestione dei grassi. 
Le foglie di timo si usano soprattutto con le carni e il pollame, ma insaporiscono anche i piatti a base di pesce.


raccolta e conservazione

Delle piante di timo possono essere utilizzate le sommitа fiorite, che si prelevano da giugno per tutta l'estate, oppure solo le foglie, asportandole prima della fioritura o all'inizio della stessa.
Nelle coltivazioni piщ estese si possono effettuare due raccolte delle sommitа fiorite, una intorno a metа giugno e l'altra a settembre, dando alle piante la possibilitа di ricrescere e riformare vegetazione ed olii essenziali. Si effettuano veri e propri sfalci arrivando a 5 cm di altezza dal suolo.

Il timo viene oggi molto usato in cucina per insaporire e rendere piщ digeribili molti cibi, come carni arrosto, sughi, verdure, funghi, ripieni. 
Si usa anche per insaporire olii ed aceti e per preparare liquori e vini aromatici.
Le sue proprietа terapeutiche sono antisettiche, digestive, depurative, carminative, balsamiche, tonico-stimolanti

I fusti raccolti devono essere essiccati all'ombra, in un ambiente asciutto ed aerato, in modo da poter conservare intatto e per lungo tempo il loro aroma ed il loro contenuto. Una volta essiccato il prodotto va conservato in contenitori di porcellana o di vetro, al riparo dell'umiditа e dalla polvere.

torna su


cure colturali

Per il suo sviluppo basso e strisciante il timo и una pianta molto adatta per la coltivazione in un guardino roccioso. Preferisce esposizione soleggiata e terreno calcareo e leggero, permeabile e asciutto, pur adattandosi a tutti i terreni purchи privi di ristagno idrico.
И consigliabile coltivare le piante in posizione riparata dal gelo, perchи essendo una specie mediterranea и sensibile ai freddi molto intensi. Se le basse temperature persistono per troppo tempo, allora и necessario proteggere le piante ricoprendole con dei teloni oppure riporle in luoghi riparati se coltivato in vaso
Il timo puт andare soggetto a diverse malattie, ma se lo scopo della coltivazione и la raccolta dei germogli a scopo alimentare, и assolutamente sconsigliato l'impiego di qualsiasi tipo di pesticida: se necessario usiamo quelli per agricoltura biologica, attenendoci scrupolosamente al periodo di carenza prima della raccolta.
Le annaffiature vanno effettuate solo quando la superficie del terreno и completamente asciutta, cercando di evitare il ristagno idrico, specialmente in inverno, essendo la pianta suscettibile a patologie fungine e funzionali legate all'eccesso di umiditа.
Nel periodo primaverile estivo si effettua una concimazione con un buon concime completo ogni 20-25 giorni, mentre nel periodo piщ freddo le concimazioni vanno sospese per evitare lo sviluppo di vegetazione nuova che и troppo sensibile al gelo invernale. 
La moltiplicazione puт essere effettuata per seme, che и estremamente minuto e poco germinabile, seminando in inverno in serra fredda oppure in marzo-aprile in letto freddo. Puт altresм avvenire per divisione del cespo di piante madri nella primavera o nell’autunno. Le piantine ottenute in serra fredda seminando a fine inverno, vanno messe a dimora nella tarda primavera. 
Data la bassa taglia delle piante и necessario effettuare un accurato controllo della flora infestante, intervenendo piщ volte nel corso della stagione vegetativa, in particolare nei primi due anni di coltivazione, con opportune sarchiature. 
Per il timo non si effettua una potatura vera e propria, ma и sufficiente una rimozione della vegetazione secca o danneggiata, per evitare l'insorgenza di malattie, assieme al prelievo delle cime fiorite in estate per mantenere piщ compatte le piante.

torna su


leggi gli articoli correlati

 

 

 

 

 


Il contenuto e le immagini di questa pagina sono protetti da una licenza Creative Commons, ma possono essere utilizzati, non a scopo commerciale e senza modifiche, citandone la fonte ed inserendo un link alla nostra home page. 
Per la pubblicazione a scopo commerciale potete contattarci all'indirizzo mail sotto indicato.

 

  Creative Commons License

VERDI INCONTRI

a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

[email protected]

 

consiglia questa pagina ad un amico