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PREZZEMOLO: COME COLTIVARLO CON SUCCESSO

Il profumo eccitante e delizioso e le meravigliose proprietà salutistiche di questa pianta erbacea sono spesso oscurate dall'impiego massiccio che ne vediamo fare, a scopo ornamentale e decorativo, nei piatti dei grandi cuochi, in gran parte dei programmi di cucina che negli ultimi tempi inflazionano i canali televisivi più popolari. 

Sarebbe bene invece sottolineare come il classico ramoscello di prezzemolo sia ben più importante di una semplice decorazione nel piatto: infatti, oltre a donare alle pietanze un aroma particolare ed inconfondibile, nelle sue foglie contiene diversi componenti che hanno effetti unici sulla salute di chi lo consuma.


Il prezzemolo, pianta assai diffusa negli orti e nei terrazzi di tutto il mondo, ma che cresce allo stato spontaneo nelle zone temperate, è coltivato principalmente in due specie, Petroselinum sativum, più comunemente conosciuto, Petroselinum crispum, detto anche prezzemolo riccio, meno aromatico e diffuso principalmente nei paesi anglosassoni. Un terzo tipo di prezzemolo, Petroselinum crispum var. tuberosum, simile alla pastinaca, è coltivato per la produzione di radici.

Si tratta una pianta erbacea rustica, che nel suo primo anno di vita produce un bel ciuffo di foglie decorative, profumate e commestibili, sorrette da robusti steli alti anche una quarantina di centimetri. 
La radice fittonante, allungata ed ingrossata, si spinge in profondità, conferendo a questa pianta una buona resistenza alla siccità. 
Le foglie, composte, hanno foglioline triangolari, dentate, arricciate e suddivise in tre segmenti. 
Nel secondo anno di coltivazione la pianta emette un fusto ramificato alto fino ad un metro, sul quale durante l'estate compaiono i fiori, giallo-verdastri, raccolti in ombrelle piatte terminali. 
I frutti sono acheni doppi, formati da due porzioni ciascuna delle quali contiene un seme.
Quest'erba è perenne quando è spontanea, biennale se coltivata. Generalmente si porta al secondo anno soltanto se si intende raccoglierne i semi, altrimenti è più conveniente seminare tutti gli anni perchè le foglie prodotte nel primo anno sono migliori.

Il prezzemolo, oltre ad essere coltivato nell'orto, può vivere bene anche in terrazza o semplicemente sul davanzale della finestra di casa, in posizione di mezz' ombra. Durante il periodo più caldo dell' estate bisogna mantenere il terreno umido.
Le foglie si raccolgono recidendo gli steli fino alla base, stando però ben attenti a non danneggiare il germoglio centrale.


Il prezzemolo cresce meglio in un terreno fertile, fresco e ben drenato, con pH da 6.0 a 7.5, per cui è necessario, prima della semina, effettuare una profonda vangatura del luogo di coltivazione, soprattutto se particolarmente argilloso e compatto, correggendo eventualmente il pH ed aggiungendo abbondante sostanza organica e letame ben maturo (3-4 kg/mq). Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si può di distribuire, ogni metro quadrato, 8-12 g di anidride fosforica (P2O5) e 12-15 g di ossido di potassio (K2O) durante le lavorazioni del terreno, oltre a 10 -15 g di N, in copertura durante lo sviluppo delle piante.

La coltivazione vera e propria inizia con la semina (anche se si possono acquistare in vivaio piccole piantine da rinvasare). Come già detto il tipo più coltivato ed apprezzato in Italia è quello a foglie lisce, di cui sono state selezionate diverse varietà in base a dimensione della pianta, forma e dimensione delle foglie
La semina va effettuata, a spaglio o a righe (2-3 g/mq di seme), in posizione semiombreggiata, quando la temperatura non scende sotto i 7-10° C (meglio in ambiente protetto a 18°C) e la germinazione, non facile, richiede, a seconda delle condizioni ambientali più o meno favorevoli, da 2 a 4 settimane, durante le quali il terriccio deve essere mantenuto costantemente umido. Si può seminare anche direttamente in vasetto, inserendo 5-10 semi per ogni vaso e trapiantando a dimora ogni gruppo di piantine alla distanza di 10 – 15 cm l’uno dall’altro.
Seminando scalarmente a partire da marzo-aprile si possono raccogliere le foglie fino all'autunno inoltrato. In media la raccolta inizia circa 70 giorni dopo la semina.

Quando le piantine sono abbastanza grandi da poter essere maneggiate si effettua un diradamento, lasciando i cespi a circa 20 cm l'uno dall'altro, perchè possano avere il necessario spazio per potersi sviluppare. Le piantine tolte, se trattate delicatamente, possono essere trapiantate in file distanti 40-50 cm ad una distanza di 20 cm lungo la fila.

Durante il periodo di coltivazione occorre effettuare numerose sarchiature per tener pulito il terreno ed eliminare le erbe infestanti, che competono col prezzemolo per luce, acqua e sostanze nutritive, arieggiare e rompere l’eventuale crosta superficiale. Si riescono ad attuare con più facilità nella semina a file.
Le irrigazioni devono essere regolari (l'acqua non deve mai mancare), cercando di evitare il ristagno idrico.

La raccolta si effettua, come detto, a circa 70 giorni di distanza dalla semina, quando le foglie si sono completamente sviluppate, tagliando gli steli qualche cm sopra al livello del terreno. Dopo il taglio le radici emetteranno nuovi steli. 
Le foglie devono essere consumate preferibilmente fresche, perchè se essiccate perdono gran parte del loro aroma: la conservazione in congelatore permette invece una conservazione che non disperda la fragranza delle foglie: in questo caso è consigliabile la preparazione di porzioni monodose, che possano essere scongelate separatamente l'una dall'altra.

Le coltivazioni di prezzemolo possono essere soggette a verie avversità, sia di origine animale sia di origine crittogamica. Tra le malattie crittogamiche bisogna fare attenzione a septoriosi, alternariosi e cercosporiosi. 
La septoriosi (causata dal fungo parassita Septoria petroselini) è la malattia più diffusa e provoca la comparsa su foglie, fusti e piccioli, di macchie rotondeggianti del diametro di 2-5 mm, che determinano un sensibile rallentamento dello sviluppo e successivo deperimento; forti attacchi su giovani piantine possono causarne anche la morte. 
L'alternariosi (causata dal fungo parassita Alternaria radicina) attacca prevalentemente la carota ma anche sul prezzemolo può provocare danni sulle radici.
La cercospora (causata dal fungo parassita Cercospora petroselini) si manifesta con piccole pustole sulle pagine inferiori delle foglie. 
Tutte e tre queste malattie possono essere contrastate mediante l'impiego di prodotti rameici: in ogni caso per produzioni casalinghe è consigliabile cercare di prevenire queste infezioi evitando elevate densità di impianto, cercando di utilizzare il meno possibile sostanze chimichee, in ogni caso, rispettando sempre scrupolosamente il periodo di carenza.
Tra i parassiti animali abbiamo l'oziorrinco e le larve di maggiolino, che vivono nel terreno divorando rispettivamente foglie e radici. Si contrastano disinfettando preventivamente il terreno con prodotti geosterilizzanti o soluzioni a base di nicotina. Molto temibili possono essere anche gli attacchi di afidi, che colpiscono le piante adulte, facendo arricciare le foglie con le loro punture. Per eliminare gli afidi si consiglia l'uso di prodotti a base di piretro.


leggi: prezzemolo: non è solo un'erba decorativa o saporita


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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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