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IL
SIGNIFICATO
SIMBOLICO
DELLE
PIANTE |
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Il
progresso
e
la
fretta
con
cui
viviamo
le
nostre
giornate
ci
portano
a
gettare
uno
sguardo
molto
superficiale
alle
piante
che
popolano
il
nostro
giardino
o
che
troviamo
nelle
nostre
città,
al
massimo
considerandole
soltanto
da
un
punto
di
vista
puramente
estetico
o
funzionale.
I
nostri
antenati
tenevano
invece
in
grande
considerazione
il
significato
simbolico
e
le
proprietà
delle
piante,
assimilandole
a
divinità
oppure
attribuendo
loro
contenuti
magici
e
simbolici
che
trascendevano
la
materia
di
cui
esse
erano
costituite
o
la
loro
funzione
pratica
od
estetica. |
Imparare
a
conoscere
i
messaggi
che
possiamo
leggere
nella
storia
dei
fiori
e
delle
piante,
è
come
riproiettarsi
nei
tempi
passati,
per
condividerne
la
mentalità
e
lo
spirito,
comprendendo
i
motivi
per
cui
alcune
scelte
hanno
preso
il
sopravvento
nella
coltivazione
di
alcune
specie
piuttosto
che
altre.
Vediamo
di
seguito
il
significato
simbolico
di
alcune
piante,
già
coltivate
nell'antichità,
che
sono
però
ancora
molto
diffuse
negli
orti,
nei
giardini
e
nei
parchi
delle
nostre
città:
alloro
cipolla
cipresso
giglio
lavanda
mandorlo melo
melograno
menta
mirto
olivo
pino
quercia
rosa
rosmarino
salvia
timo
viola
vite
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alloro
|
Considerata
in antichità
la pianta
della metamorfosi
e dell’illuminazione,
l'alloro è il
simbolo della
sapienza
divina e per
questo dagli
antichi greci
era stata
consacrata al
dio Apollo.
I contadini
romani
solevano
legare tre
ramoscelli
d’alloro con
un cordoncino
rosso: questo
propiziava
l’abbondanza
del raccolto,
aiutava il
grano a
maturare e
donava
benessere.
Nelle Metamorfosi
Ovidio
racconta,
nella saga di
Apollo e
Dafne, che il
dio del sole
si era
perdutamente
innamorato
della ninfa
Dafne, ma da
essa non era
corrisposto.
Questa,
esasperata
dalle continue
avances del
dio e sfinita
dalle fughe
per sottrarsi
alla sua
insistenza,
chiese
implorando
l’aiuto di
suo padre Penèo,
che
impietosito
decise
d’aiutare la
figlia
trasformandola
in una pianta
di alloro.
Gli antichi
romani la
coltivavano
ritenendola la
pianta nobile
per eccellenza
e ponevano sul
capo dei poeti
e dei generali
vittoriosi un
ornamento di
forma
circolare
fatto con
ramoscelli di
alloro (lauro)
come simbolo
di gloria
e di vittoria.
Tale corona,
chiamata 'laurea'
è rimasta
nelle epoche
successive
come
iconografia
nella
rappresentazione
pittorica di
poeti ed
imperatori
(classiche
sono le figure
di Dante e di
Napoleone col
capo ornato da
una corona
d'alloro).
top
|
|
cipolla
|
Sin
dall'antichità
è stata uno
dei prodotti
della terra
più consumati
dal genere
umano. Gli
antichi egizi
la tenevano in
grande
considerazione,
rappresentandola
nei
geroglifici e
nelle tombe
dei faraoni,
col
significato
divino di lasciapassare
per
l'oltretomba.
I greci la
associavano al
dio Ares,
somministrandola
alle truppe
per
accrescerne il
valore nei
combattimenti.
Nell'esegesi
biblica
identificava
il dolore
prodotto dal
peccato
(irritante per
gli occhi) e
la falsità
(molti
gli strati del
suo
involucro).
top
|
|
cipresso
|
Il
cipresso
ha avuto fin
dall'antichità
un significato
sacro,
legato ai riti
funebri ed
alla morte. Il
nome, infatti,
deriva dalla
triste
leggenda del
giovane
Ciparisso, che
per sbaglio
uccise un
cerbiatto che
aveva allevato
amorosamente.
Per il dolore
si tolse la
vita e Apollo,
commosso per
la triste fine
di Ciparisso,
lo trasformò
nell'albero
che oggi tutti
conosciamo, diventato
da allora il
simbolo del lutto
e dell’accesso
all’eternità.
I greci non
mancavano mai
di piantare un
cipresso in
prossimità
dei templi e
lo
sradicamento
di questa
pianta era
considerato un
atto di
profanazione
al dio al
quale il
tempio era
dedicato.
Nella
tradizione
cristiana è
diventato
simbolo
dell’immortalità,
come emblema
della vita
eterna dopo la
morte, infatti
lo si trova
nei cimiteri.
Per la sua
verticalità
assoluta,
l’erigersi
verso
l’alto, il
cipresso
indica
l’anima che
si avvia verso
il regno
celeste.
I celti
avevano un
segno
zodiacale
dedicato al
cipresso,
considerato
simbolo di longevità:
si pensava che
i nati sotto
questo segno
potessero
invecchiare
più
lentamente e
senza
sofferenze.
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|
|
giglio
|
É
considerato
simbolo di fecondità,
purezza,
candore,
innocenza
e verginità.
Per queste sue
caratteristiche
l'iconografia
cristiana ha
sempre
associato
questo fiore,
tipicamente
bianco, alla
figura della
Vergine Maria.
San Giuseppe
viene spesso
rappresentato
con un bastone
dal quale
germogliano
gigli bianchi.
Gli antichi
Greci lo
chiamavano il
'fiore dei
fiori',
per la sua
fragranza
inebriante, i
colori
magnetici e le
geometrie
perfette. Essi
pensavano si
fosse
originato da
una goccia di
latte caduta
dal seno di
Giunone mentre
allattava il
piccolo Eracle.
Il giglio è
anche
considerato
segno di nobiltà
d’animo
e fierezza,
per cui è un
segno araldico
diffusissimo,
presente negli
stemmi di
tantissime
casate
nobiliari.
La città di
Firenze ha
ancora come
simbolo un
giglio
stilizzato,
anche se molto
probabilmente
la pianta
rappresentata
è un iris,
molto diffusa
nelle colline
circostanti
alla città
medicea.
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|
|
lavanda
|
É
dai
tempi più
antichi
considerata
simbolo della purezza,
della virtù
e della serenità,
capace di
attrarre verso
il corpo
energie
positive.
In
Egitto era uno
dei componenti
di un unguento
che si
scioglieva
lentamente con
il calore del
corpo e lo
profumava.
Allo stesso
modo era
incorporata
nell'olio
delle lucerne
per profumare
i luoghi di
culto.
Gli antichi
greci la
usavano nei
riti di
purificazione
per
allontanare
ogni tipo di
negatività e
per favorire
la felicità,
l'amore e il
raggiungimento
della pace
interiore.
Nei tempi
moderni la
lavanda è
un'importantissima
pianta
officinale,
utilizzata per
la produzione
di profumi ma
anche
utilissima per
l'aromaterapia
ed altri usi
officinali,
grazie alla
sua ricchezza
di sostanze
aromatiche ed
essenziali.
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|
|
mandorlo
|
É
stato
considerato
fin
dall'antichità
simbolo
di buon
auspicio e
fertilità,
di nascita
e resurrezione:
essendo il
primo albero a
sbocciare in
primavera
incarna il
rinnovarsi
della natura,
dopo la sua
morte
invernale.
Anche la
mandorla come
frutto è
simbolo divino
fin
dall'antichità
perchè
rappresenta l'essenziale
che si cela
sotto le
apparenze:
rompere il
guscio della
mandorla e
arrivare al
frutto è un
operazione
difficile, e
simboleggia la
fine di un
cammino di
conoscenza.
Nella Bibbia
è citato più
volte, e
simboleggia la
promessa di
salvezza
di Dio al suo
popolo: il
bastone di
Aronne, il
prescelto per
diventare
sacerdote,
fiorisce e ha
come frutto
una mandorla.
Nella
tradizione
cristiana, in
seguito, sarà
accostato alla
verginità
feconda di
Maria.
In araldica è
assunto come
simbolo di gioventù
e grande
ardire.
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|
|
melo
|
Sono
poche le
piante che più
del melo
sono legate a
miti e
simbolismi, la
cui
universalità
testimonia la
diffusione e
l'importanza
di questo
albero presso
i popoli
antichi.
La mela è il
frutto per
eccellenza.
Con la sua
forma sferica
ha suggerito
all’uomo la
totalità del
cielo e della
terra: una
specie di
simbolo del
potere massimo
terrestre e
divino
insieme.
Nella
mitologia
scandinava la
mela è il
cibo degli
dei.
Nella
tradizione
ebraico-cristiana
il suo frutto
è il
"frutto
proibito",
simbolo della conoscenza
e poi, dopo
essere stato
colto
dall'albero
della
conoscenza,
della caduta
dell'uomo.
La mitologia
greca racconta
come Gea, la
grande madre
terra, diede
un frutto di
mela ad Era,
sposa di Zeus,
come dono
nuziale
auspicio di fecondità.
Zeus ne
possedeva
addirittura un
proprio albero
personale ed
Ercole,
sottoponendosi
alle
"fatiche",
fu costretto a
sottrarre le
mele d’oro
proprio da
quella pianta
presidiata
dalle
Esperidi. Una
mela donata da
Paride ad
Afrodite (che
promise al
giovane la
bella Elena,
moglie di
Menelao, come
sposa) fu il
"pomo
della discordia"
che scatenò
la guerra di
Troia.
Da simbolo
negativo per
Adamo ed Eva
la mela
diventa un
simbolo
positivo se
associata alla
figura della
Vergine Maria,
raffigurando
anch'essa la nutrizione
materna.
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|
|
melograno
|
Dai
tempi
più antichi
il suo frutto,
ricco di semi
di un
accattivante
colore
rosso,
è considerato
simbolo di fertilità
ed espressione
dell'esuberanza
della vita.
Nell'antica
Grecia la
pianta era
consacrata ad
Era, moglie di
Zeus, e ad
Afrodite, dea
dell'amore.
Le spose
romane
solevano
intrecciare
tra i capelli
rami di
melograno,
come simbolo
di ricchezza e
di fertilità..
Molti pittori
della
tradizione
cristiana
raffiguravano
Gesù bambino
con una
melagrana in
mano, per
alludere al
dono della nuova
vita fatto
da Cristo.
Anche per la
chiesa copta
il frutto del
melograno è
simbolo di resurrezione.
I suoi valori
di fecondità
e di fertilità
si ritrovano
anche
nell'Islam ed
in tantissime
leggende e
tradizioni
delle culture
mediterranee e
mediorientali.
In India si
credeva che il
frutto della
melagrana
combattesse la
sterilità,
mentre in
Turchia le
spose usavano
lanciare con
forza in terra
una melagrana
credendo di
avere tanti
figli quanti
erano i
chicchi usciti
dal frutto
spaccato. In
Dalmazia la
leggenda
impone al
novello sposo
di trasferire
una piantina
di melograno
dal giardino
del suocero al
proprio.
top
|
|
menta
|
Secondo
la leggenda,
la menta
prende il nome
dalla ninfa
Myntha, amata
da Plutone,
che venne
trasformata in
pianta da
Proserpina per
sfuggire alle
attenzioni del
dio. Molto
conosciuta già
dal tempo
degli egizi e
dei Romani,
veniva usata
come pianta
medicinale.
Nell'antica
Grecia era
simbolo dell'amore
ed era
dedicata ad
Afrodite, di
conseguenza
era anche
considerata
afrodisiaca e
la si assumeva
prima di un
incontro
amoroso. Era
anche dedicata
al dio della
guerra Ares
e se ne
bruciavano
mazzetti sulle
pire funebri
dei soldati
caduti in
battaglia.
I romani la
consideravano
rilassante e
sedativa,
tanto che,
secondo Seneca,
i soldati non
dovevano
mangiarla
perchè gli
avrebbe tolto
vigore e
forze.
top
|
|
mirto
|
Gli
antichi greci
avevano
associato il mirto
all'universo
femminile,
rendendo la
pianta sacra
alla dea
Afrodite. É
stato sempre
considerato simbolo
di fecondità,
tanto che
veniva usato
nei banchetti
di nozze come
augurio di
vita serena e
felice.
Una corona di
mirto posta
sul capo era
anche augurio
di buona
sorte, in
particolare
per le persone
che si
accingevano ad
affrontare un
lungo viaggio.
Gli antichi
abitanti di
Creta
ritenevano
avesse
proprietà
afrodisiache,
invitando a
raccoglierne
un rametto a
tutte le
persone in
cerca d'amore.
Nell’antica
Roma era una
delle piante
simboliche più
importanti e
secondo Tito
Livio l’Urbe
era nata nel
punto dove era
spuntato
questo
arbusto. Dai
romani antichi
era
considerato
una
rappresentazione
dell’amore
per
eccellenza,
sia sacro che
profano. Con
una corona di
mirto, simbolo
dell’unione
coniugale,
chiamata
"coniugalo"
si soleva
adornare le
spose il
giorno delle
nozze. Si
credeva che
chiunque lo
toccasse
potesse essere
folgorato da
una nuova e
duratura
passione.
Era anche
ritenuto un
simbolo di gloria
e supremazia,
tanto che le
corone di
mirto
sostituivano a
volte quelle
di alloro
nell'ornare il
capo dei
generali
vincitori.
top
|
|
olivo
|
Sia
i popoli
orientali che
quelli europei
hanno sempre
considerato
questa pianta
un simbolo
della pace.
I greci
antichi
consideravano
l’olivo una
pianta sacra e
la usavano per
fare delle
corone con cui
cingevano gli
atleti
vincitori
delle
olimpiadi. A
quel tempo la
pianta non era
ancora
l’olivo
coltivato ma
il suo
progenitore
selvatico
l’oleastro.
Secondo il
mito ci pensò
Atena a
trasformare la
pianta
selvatica in
pianta
coltivata e da
quel momento
essa divenne
sacra alla
Vergine Atena
e di
conseguenza
divenne anche
simbolo di castità.
Per i Romani
era simbolo
insigne per
uomini
illustri.
Per gli Ebrei
l'olivo era
simbolo della giustizia
e della sapienza.
Nella
religione
cristiana la
pianta d'olivo
ricopre molte
simbologie.
Nella Bibbia
si racconta
che calmatosi
il diluvio
universale,
una colomba
portò a Noè
un ramoscello
d'olivo per
annunciargli
che la terra
ed il cielo si
erano
riconciliati.
Da quel
momento
l’olivo
assunse un
duplice
significato:
diventò il
simbolo della rigenerazione,
perché, dopo
la distruzione
operata dal
diluvio, la
terra tornava
a fiorire;
diventò anche
simbolo di pace
perché
attestava la
fine del
castigo e la
riconciliazione
di Dio con gli
uomini.
Ambedue i
simboli sono
celebrati
nella festa
cristiana
delle Palme
dove l’olivo
sta a
rappresentare
il Cristo
stesso che,
attraverso il
suo
sacrificio,
diventa
strumento di
riconciliazione
e di pace per
tutta
l’umanità. In
questa ottica
l’olivo
diventa una
pianta sacra e
sacro è anche
l’olio che
viene dal suo
frutto, le
olive. Infatti
l'olio d'oliva
è il Crisma,
usato nelle
liturgie
cristiane dal
Battesimo
all'Estrema
Unzione, dalla
Cresima alla
Consacrazione
dei nuovi
sacerdoti.
La simbologia
dell'olivo si
ritrova anche
nei Santi
Vangeli: Gesù
fu ricevuto
calorosamente
dalla folla
che agitava
foglie di
palma e
ramoscelli
d'olivo;
nell'Orto
degli Ulivi
egli trascorse
le ultime ore
prima della
Passione.
top
|
|
pino
|
Come
tutte le
conifere il pino
essendo
sempreverde
simboleggia
l’immortalità.
Gli aghi di
questa pianta,
essendo a
coppie,
rappresentano
la fertilità
e la felicità
coniugale.
Ci racconta il
poeta Virgilio
che erano di
legno di pino
le fiaccole
per le nozze.
Nelle leggende
greche, oltre
ad avere il
significato di
eternità,
appare come
albero
sacrificale,
l’albero del
supplizio
iniziatico.
Anche in oriente
il pino
simboleggia l'immortalità.
Per questo
motivo in
Giappone si
usa il legno
di pino per
costruire
templi e
strumenti
legati alle
celebrazioni
religiose.
Anche in
Giappone, come
nella Roma
antica, il
pino è
presente nei
riti nuziali:
era usanza
fino a pochi
anni fa che
gli sposi
bevessero del
tè davanti ad
un alberello
di pino,
simbolo dell'amore
eterno,
come
sempreverdi
sono i suoi
aghi.
In Cina il
pino fa parte
dell'insieme
dei simboli
che ricordano
la longevità.
top
|
|
quercia
|
É
da
sempre accreditata
come il re
degli alberi,
con rilevante
valenza
simbolica e
religiosa,
essendo quasi
universalmente
considerata
simbolo di durata
nel tempo,
di vita
lunga, prosperità,
dignità,
maestosità,
e soprattutto forza.
Nell'antica
Grecia era
consacrata a
Zeus, il padre
degli dei, e
secondo alcune
leggende un
ramo di
quercia
piantato
vicino ad una
fonte
dell'Arcadia
serviva ad
evitare i
periodi di
siccità.
Gli antichi
romani la
consideravano
sacra,
inserendola in
un elenco di
piante
"che
recano buoni
auspici".
Come i greci
anche i romani
consideravano
la quercia,
così come la
vite, sacra a
Giove,
facendola
assurgere
simbolo di
virtù, forza,
coraggio,
dignità e
perseveranza.
I Celti non
celebravano
alcun
sacrificio se
non nelle
vicinanze di
una quercia.
Queste ed
altre
tradizioni
spiegano i
sentimenti di
stupore e
ammirazione
che ancor
oggi si
provano
allorché ci
si imbatte in
questo
maestoso
albero.
CURIOSITÁ: un
ramo di
quercia
(simbolo di
forza) ed un
ramo di ulivo
(pace)
compaiono
intrecciati
nel simbolo
della
Repubblica
Italiana.
top
|
|
rosa
|
Sin
dai
tempi più
antichi è
stata
considerata la
"regina
dei
fiori",
diventando
simbolo di eleganza,
di bellezza
e di fragilità.
É
da sempre il
fiore più
cantato dai
poeti e
nominato sia
dagli antichi
scrittori che
dai libri
sacri delle
varie
religioni.
Gli antichi
greci la
consideravano
il fiore di
Venere, della
quale
cingevano le
statue con
fiori di mirto
e di rosa.
L'isola di
Rodi prende il
nome da questo
fiore ed era
chiamata
"l'isola
delle
rose".
Innumerevoli
sono le
leggende
greche nelle
quali è
coinvolto
questo fiore.
Nell'antica
Roma,
testimoniate
fin dal I
secolo d.C.,
si tenevano le
Rosalia o
festa delle
rose, che
rientravano
nel culto dei
morti.
Agli albori
del
cristianesimo
la rosa era
coltivata
perché le sue
spine
ricordavano la
passione di
Cristo, ma
pian piano
questo fiore
è andato
sempre più
associandosi
al culto della
Madonna, il
cui cuore è
raffigurato
trafitto da
spine di rosa.
Simbolo anche
della riservatezza,
una rosa
stilizzata a
cinque petali
fu spesso
utilizzata per
ornare i
confessionali
con la scritta
"sub
rosa",
sotto il
sigillo del silenzio
e della discrezione.
Oggi si
attribuiscono
diversi
significati
alla rosa a
seconda del
colore del
fiore: la rosa
rossa
simboleggia l'amore
passionale,
quella bianca
l'innocenza,
la purezza
e l'amore
spirituale,
la rosa gialla
il tormento
e la gelosia,
quella rosa l'amicizia.
top
|
|
rosmarino
|
Rami
di questo
arbusto erano
impiegati
nell'antichità
nei riti
propiziatori
ed in quelli
funebri (quasi
come l'incenso
nei giorni
attuali), per
le
caratteristiche
che le
venivano
attribuite di
allontanare
gli spiriti
malvagi.
Nell'antica
Grecia era
consacrato ad
Ares, il dio
della guerra:
rami di
rosmarino
venivano posti
tra le braccia
dei defunti
come simbolo
di immortalità
dell'anima.
Secondo
Ovidio, poeta
romano autore
delle Metamorfosi,
la prima
pianta di
rosmarino
prese origine
dal corpo
della
principessa
persiana
Leucothoe,
sedotta da
Apollo ed
uccisa dal
proprio padre,
quando i raggi
del sole ne
lambirono le
spoglie.
Nel Medioevo
il rosmarino
veniva usato
per scacciare
spiriti
maligni e
streghe
durante i riti
esoterici, e
per molto
tempo è stato
utilizzato
come amuleto
per schermarsi
dalle forze
maligne e
dalle
malattie.
Il suo
profumo, molto
persistente,
era equiparato
al ricordo,
alla costanza,
alla devozione,
alla memoria;
veniva perciò
usato nei
filtri
d’amore per
incantare il
cuore ed
attirare i
ricordi
amorosi.
In molte
regioni
italiane vi
sono leggende
e credenze
legate alla
pianta del
rosmarino.
top
|
|
salvia
|
Il
significato
attribuito ai
fiori della salvia
è la salvezza,
simbolo
evidentemente
ispirato dalle
innumerevoli
proprietà
medicinali di
alcune specie.
Infatti le
proprietà
terapeutiche e
medicinali di
questa pianta
erano note
già dagli
antichi, che
la ritenevano
in grado di
curare ogni
male: da qui
il nome,
originato dal
termine latino
salvus
(che significa
sano).
Presso i
Romani la
salvia era
ritenuta
sacra, era
simbolo di vita
e anche nel
Medioevo si
riteneva
avesse poteri
magici come
quello di dare
all'uomo la longevità.
Le foglie di
salvia,
elaborate
secondo un
preciso
rituale,
venivano
utilizzate per
difendersi
dagli incubi
notturni.
top
|
|
timo
|
Da
sempre
rappresenta la
diligenza,
l'operosità,
l'amore
duraturo.
Questo è
legato al
fatto che il
timo è
strettamente
legato alla
api, dalle
quali è
ricercatissimo,
come già
descritto dal
poeta latino
Virgilio nell'Eneide.
Per gli
antichi greci
il timo era
simbolo di
vitalità (da
thumos, soffio
vitale): essi
credevano che
la pianta si
fosse
originata
dalle lacrime
di Arianna,
emesse a causa
dell'abbandono
dell'amato
Teseo. Il
pianto
'profumato'
attrasse però
le attenzioni
di Dioniso che
la prese
subito in
sposa.
Il timo era
usato nei riti
sacrificali
per il suo
fumo dalle
proprietà
ritenute
disinfettanti.
Le giovani
ragazze ne
ponevano un
ramoscello
sotto al
cuscino per
farsi rivelare
in sogno
l'identità
del futuro
sposo.
top
|
|
viola
|
La
viola
è da
stata uno dei
fiori più
apprezzati da
tutti i popoli
e in tutti i
tempi, sia per
l'aspetto
estetico e per
la delicata
profumazione.
Gli antichi
romani e le
popolazioni
arabe erano
solite
aggiungere
alle bevande
fiori di viola
oppure
estratti della
stessa, al
fine di
rendere più
delicata e
gradevole la
consumazione.
Molti poeti
hanno
celebrato e
inserito nelle
proprie opere
la viola, come
uno dei fiori
più belli e
delicati;
altrettanto
ricorrente è
la
rappresentazione
del fiore in
dipinti e
decorazioni.
Famoso è
infine
l'utilizzo del
fiore per
ottenere
profumi ed
essenze.
E'
da sempre
stata
considerata
come il
simbolo del pudore.
Simboleggiava
anche la
modestia,
come
suggerisce
l'inclinazione
della sua
corolla sul
davanti.
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vite
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Fin
dalla comparsa
delle prime
civiltà
questa pianta
ha ricevuto
dall’uomo la
più grande
venerazione,
tanto che le
fu dedicato
uno specifico
protettore
divino,
Dionisio per i
Greci e Bacco
per i Romani.
La Bibbia
stessa
testimonia
come fu Noè a
salvare la
vite ed a
impiantarla
dopo il
diluvio
universale.
La sua
coltivazione
fu importata
nella Magna
Grecia dai
primi
colonizzatori
e diffusa in
tutta l'Italia
probabilmente
ad opera degli
Etruschi, come
testimoniano
le
raffigurazioni
di viti nelle
loro tombe,
mentre furono
poi i Romani a
trasferire la
coltura della
vite a tutte
le popolazioni
conquistate e
fin dove il
clima lo
permetteva.
Era
considerata da
queste
popolazioni
simbolo di forza,
di capacità
di adattamento
e di trasformazione,
rappresentando
in seguito
pienamente
anche lo
spirito del
Cristianesimo.
In una celebre
parabola Gesù
stesso si
paragona ad
una vite, i
cui tralci
rappresentano
tutti i suoi
discepoli
(quindi la
Chiesa), che
possono vivere
solo attaccati
alla pianta e
non staccati
da essa.
Il vino è
considerato
sacro, non
solo nella
fede Cristiana
(dove
rappresenta il
sangue di
Cristo versato
per la
redenzione
dell'uomo), ma
anche in molte
altre
religioni come
l'Induismo (considerato
sacro da Shiva)
e l'Islam
(dove è
proibito il
suo consumo
sulla terra ma
viene concesso
nel cielo).
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