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LA SEMINA DEL PRATO PASSO DOPO PASSO

Se abbiamo passato l'estate lamentandoci dell'aspetto penoso del nostro prato, settembre è il mese giusto per rimediare a questa situazione: impiantando o seminando il prato in questo periodo saremo quasi sicuri che l'anno prossimo il nostro tappeto erboso avrà un aspetto splendido, rendendo più bello e gradevole tutto il giardino.


Vediamo di seguito quali sono gli interventi giusti, passo dopo passo, per poter seminare il prato ottenendo un risultato ottimale.

  1. PROGETTAZIONE E VALUTAZIONI PRELIMINARI

  2. PREPARAZIONE DELL'AREA DI LAVORO

  3. LAVORAZIONE DEL TERRENO

  4. RULLATURA E LIVELLAMENTO DELLA SUPERFICIE

  5. SEMINA

  6. OPERAZIONI CONCLUSIVE

  7. 1° TAGLIO ED INIZIO DELLA MANUTENZIONE ORDINARIA



1 - PROGETTAZIONE E VALUTAZIONI PRELIMINARI

Come nella maggior parte delle attività di giardinaggio, la pianificazione delle attività è la parte più critica di tutto il lavoro. Avere ben chiaro l'obiettivo ed il modo di raggiungerlo permette di ottimizzare le risorse, facendo diminuire il tempo impiegato e le spese generali di tutto il progetto. 

Valutiamo bene tutti i materiali e le attrezzature che ci saranno necessari per la realizzazione del lavoro finito, garantendoci un periodo di tempo adeguato per procurare ad un buon prezzo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. 

Riconsideriamo innanzitutto forma e dimensioni del prato, prevedendo eventuali variazioni per rendere più agevoli le operazioni di manutenzione, oppure la sostituzione del tappeto erboso con piante tappezzanti nelle zone dove abbiamo notato che l'erba cresce con maggiore difficoltà. Valutiamo anche l'eventuale inserimento di arbusti per nascondere zone antiestetiche o elementi visivi sgradevoli, dentro e fuori dal giardino.

Altra cosa da considerare attentamente è l'ubicazione di vialetti e camminamenti, valutandone anticipatamente eventuali spostamenti, per non dover intervenire in seguito, quando il prato è già stato seminato.

Facciamo in modo che l'ingresso al tappeto erboso sia abbastanza largo e non limitato ad una piccola apertura, per evitare il passaggio in un'unica posizione e la precoce usura dell'erba proprio dove si passa più frequentemente.

Prima dell'inizio dei lavori occorre anche prendere in considerazione l'eventuale installazione di un impianto automatico di irrigazione o la creazione di un impianto di illuminazione nel giardino, se questi non sono già presenti, per poter eseguire i lavori di scavo e posa in opera senza danneggiare successivamente il prato.

Molto importante è la valutazione delle condizioni di crescita del prato, tenendo presente che l'erba richiede la luce solare per almeno qualche ora al giorno. E' quindi opportuno non far arrivare il prato proprio sotto alla chioma di grossi alberi, dove il terreno è più secco ed ombreggiato, ricco di radici superficiali, oppure nelle zone sempre in ombra vicino ai muri. In queste zone possiamo rimediare mediante l'impiego di arbusti e piante tappezzanti.

Per una buona riuscita del nostro lavoro dobbiamo quindi effettuare un'attenta valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno, possibilmente mediante un'analisi eseguita in laboratorio: raramente in natura esiste un terreno che possieda tutte le qualità ottimali, ma con opportuni interventi è possibile migliorarlo per facilitare la crescita delle piantine erbacee.

Se ci è troppo complicato far effettuare un'analisi del terreno, è molto importante valutare almeno il pH del terreno, mediante appositi kit molto semplici da utilizzare, tenendo ben presente il fatto che la maggior parte delle graminacee che costituisce il tappeto erboso gradisce valori di pH compresi tra 5,5 (leggermente acido) a 7,5 (leggermente alcalino). Se il pH è inferiore a 5 (terreno acido) possiamo intervenire aggiungendo ammendanti come gesso o calce triturata (non superando i 100-150g/m2), mentre se il pH è superiore a 7,5 (terreno alcalino) si interviene con l'aggiunta di torba acida o di concimi acidificanti come il solfato ammonico.

La profondità, cioè lo spessore di terra fertile ed utile alle radici, dovrà essere di almeno 25-30 cm, con scheletro scarso e tessitura piuttosto fine. La struttura preferibile è quella glomerulare, in quanto favorisce enormemente la circolazione dell'acqua e dell'aria nel terreno. Il contenuto in sostanza organica dovrà essere abbastanza elevato, sia per il nutrimento che essa fornisce alle piante, sia perchè contribuisce al mantenimento delle caratteristiche ottimali del terreno. Anche il rapporto argilla/sabbia deve essere equilibrato, perchè l'eccesso dell'una o dell'altra farebbe peggiorare la qualità del terreno.

La valutazione delle condizioni climatiche del luogo, delle caratteristiche del terreno e delle condizioni di crescita del prato, unitamente alle considerazioni inerenti all'uso previsto del tappeto erboso, al tipo di manutenzione che sarà applicato, oltre che alle sue caratteristiche ornamentali, permettono di determinare la scelta del tipo di semente da impiegare: per ottenere tappeti erbosi resistenti al calpestio si utilizzano quasi esclusivamente specie appartenenti alla famiglia delle Graminaceae, che sono verdi tutto l'anno e sopportano molto bene i tagli frequenti.  Generalmente si usano miscugli composti da 4-5 specie in consociazione, per garantire una maggiore adattabilità alle condizioni climatiche ed una maggiore resistenza alle malattie (rispetto ad una specie singola).

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2 - PREPARAZIONE DELL'AREA DI LAVORO 

Se vogliamo ottenere un ottimo risultato, teniamo sempre ben presente che le condizioni del terreno dovranno essere le migliori per poter ospitare e permettere la germinazione dei semi dai quali prenderanno origine le piantine erbacee che andranno a formare il prato. Ciò significa che dovremo ottenere un terreno soffice e permeabile, ben concimato e col pH più adatto.

Per ricreare queste condizioni, la prima cosa da farsi è la pulizia dell'area, con rimozione di tutti i materiali non graditi. Bisogna innanzitutto eliminare tutti i residui del vecchio prato. Ciò può essere ottenuto mediante un diserbo preventivo, effettuato irrorando un diserbante sistemico (tipo glifosate) almeno 8-10 giorni prima, che dissecchi tutta la vegetazione presente, oppure eliminando manualmente residui di piante e radici dopo la lavorazione del terreno. 

Altri materiali da rimuovere sono tutti i detriti lasciati dai muratori, come pezzi di mattone, blocchi di cemento, materiali ferrosi ed altri materiali di scarto, i sassi e rocce affioranti, così come le ceppaie di alberi ed arbusti eliminati e le grosse radici superficiali. Se il terreno è lasciato dai lavori edili in condizioni molto difficili da rimediare, si può pensare ad una rimozione dello strato superficiale ed alla sua sostituzione con uno strato di 25-30 cm di terreno agrario.

Si procede quindi agli eventuali movimenti di terra, colmando le buche e dando un leggera pendenza al prato verso i bordi, per evitare il ristagno idrico facilitando il deflusso delle acque che scorrono in superficie.

A seconda dei risultati ottenuti dall'analisi del terreno dobbiamo ora intervenire sulla sua composizione, effettuando le necessarie variazioni del pH mediante lo spargimento di prodotti correttivi, ed il miglioramento della fertilità con lo spargimento di fertilizzanti, ammendanti e sostanza organica nelle quantità necessarie. Tali prodotti sparsi in superficie verranno integrati nel terreno con le lavorazioni successive.

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3 - LAVORAZIONE DEL TERRENO 

Dopo aver terminato la necessaria preparazione dell'aria di lavoro ed aver completato tutte le eventuali operazioni di installazione dei sistemi sotterranei (irrigazione ed illuminazione), possiamo procedere alla vera e propria lavorazione del terreno, al fine di creare un ambiente favorevole alla germinazione dei semi ed allo sviluppo dell'apparato radicale. Tutte le lavorazioni del terreno devono essere eseguite quando la terra non è troppo bagnata, in particolar modo nei terreni argillosi, per evitare che i macchinari impastino tra loro le varie particelle. Allo stesso modo è sconsigliabile lavorare un terreno completamente asciutto, perchè la sua durezza rende molto difficile il lavoro dei macchinari.

Se il terreno è eccessivamente compattato è necessario effettuare un'aratura (nei giardini dove è possibile manovrare con macchinari abbastanza ingombranti) od una vangatura (nei giardini di minori dimensioni) allo scopo di diminuire la compattazione e facilitare le successive lavorazioni. Dopo questa operazione, se non l'abbiamo fatto in precedenza, siamo ancora in tempo ad intervenire sulla composizione chimico-fisica del terreno.

Deve poi seguire una fresatura, per frantumare, rimescolare ed omogeneizzare lo strato più superficiale del terreno, distribuendo uniformemente concimi ed ammendanti, migliorando la struttura e quindi facilitando gli scambi idrici e gassosi del terreno sia con le piante che con l'atmosfera. 

Naturalmente bisogna eliminare tutti i detriti che vengono portati in superficie da queste ulteriori operazioni.

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4 - RULLATURA E LIVELLAMENTO DELLA SUPERFICIE

Dopo aver lavorato il terreno, incorporando i concimi ed omogeneizzando lo strato superficiale, si deve procedere ad una leggera rullatura, per assestare e comprimere leggermente la zona lavorata: nei piccoli giardini ciò può essere ottenuto con piccoli rulli trainati a mano, mentre nei giardini di maggiori dimensioni è necessario l'impiego di rulli trainati da mezzi semoventi. Durante questa lavorazione potrebbero riemergere sassi e detriti sfuggiti alle precedenti operazioni: eliminiamoli prontamente per lasciare la superficie del terreno completamente libera.

Si passa poi all'operazione successiva, consistente in un livellamento finale della superficie da seminare, da eseguirsi mediante rastrellature effettuate a passaggi incrociati, eliminando tutti gli avvallamenti o le zone in rilievo eventualmente presenti e sgretolando le zolle di terra rimaste ancora molto grosse. Lo scopo è quello di ottenere una superficie soda ed omogenea in tutti i suoi punti, con zolle ben sminuzzate, eliminando nel contempo tutti i residui non desiderati eventualmente presenti.

Se la superficie risultasse ancora molto morbida si può procedere ad un'ulteriore rullatura, dopo la quale il terreno è ormai pronto per ricevere la semente. 

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5 - SEMINA

Per la semina dei tappeti erbosi si impiegano miscugli di semente, formati da 4-5 specie, scelti precedentemente in base  a considerazioni inerenti le condizioni pedo-climatiche del sito, l'impiego previsto del tappeto erboso e le caratteristiche ornamentali dei vari tipi di erba.

Dando per scontato l'impiego di sementi di alta qualità, altamente germinabili e ad elevato grado di purezza, premettiamo che per la germinazione dei semi c'è bisogno di un certo livello di umidità, di temperatura e la presenza di ossigeno.

Le specie cosiddette "microterme", impiegate generalmente nel Centro-Nord, germinano a temperature comprese tra 15 e 25°C, mentre le "macroterme", impiegate in climi più caldi, hanno bisogno di temperature più elevate. Tali condizioni si verificano in genere in due periodi dell'anno: marzo-aprile e settembre-ottobre. La semina in settembre è senz'altro preferibile in quanto le temperature sono abbastanza elevate e c'è la maggiore possibilità che i mesi seguenti siano sufficientemente umidi e piovosi. Inoltre in questo periodo è minore la germinazione delle piante infestanti.

L'operazione della semina è da eseguirsi in una giornata asciutta ed in assenza di vento. Possiamo effettuare una semina manuale oppure mediante l'impiego di apposite attrezzature, sempre però eseguendo due passaggi incrociati, per favorire la distribuzione omogenea della semente su tutta la superficie.

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Dopo aver seminato ed essendoci assicurati che la semente sia stata distribuita uniformemente su tutta la superficie, per evitare la formazione di chiazze nel prato, l'operazione successiva è la copertura della semente,  da effettuarsi mediante una leggera rastrellatura allo scopo di ricoprire leggermente il seme di terra. Bisogna fare in modo da non spostare la semente distribuita, per non alterare l'uniformità delle nascite. In alternativa si può ricoprire la semente con un sottile strato di terriccio, metodo migliore ma senz'altro più oneroso dal punto di vista economico.

Possiamo poi effettuare una rullatura finale, che permette alle particelle di terreno di aderire meglio ai semi. Tale operazione può essere effettuata anche dopo la germinazione e subito prima del primo sfalcio, quando i fili d'erba sono lunghi 6-7 cm, per rassodare il terreno in prossimità delle radici e favorire l'accestimento, con l'emissione di nuovi getti dal culmo delle piantine erbacee.

L'operazione conclusiva della realizzazione di un nuovo prato è l'irrigazione: dopo la semina la superficie del terreno deve rimanere costantemente umida, fino a che i semi non saranno germinati e l'erba sarà alta qualche centimetro. Dopo questa fase bisognerà diradare gli interventi irrigui, prolungandone però la durata, in modo che l'acqua possa penetrare nel terreno per uno strato di 20-25 cm, permettendo l'approfondimento dell'apparato radicale delle piantine.

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7 - TAGLIO ED INIZIO DELLA MANUTENZIONE ORDINARIA

Terminate queste operazioni non rimane che attendere la crescita del tappeto erboso per iniziare con le normali tecniche di manutenzione.

Molto importante è il 1° taglio, da effettuarsi quando i fili d'erba raggiungono l'altezza di almeno 10 cm, tagliando i primi 3-4 cm apicali con un tosaerba dalle lame estremamente affilate.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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