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MUSCHIO: MEGLIO PREVENIRE CHE COMBATTERE

L'insorgenza di uno strato compatto di muschio nel tappeto erboso è una delle peggiori seccature che possano capitare ai possessori di un giardino: esso non danneggia direttamente le piantine erbacee del prato, ma ne deturpa notevolmente l'aspetto estetico ornamentale.

La comparsa del muschio è sintomo di una condizione non ottimale nella crescita delle specie erbose  presenti nel prato: ben presto esso prende il sopravvento sull'erba, non facendo altro che peggiorare la situazione che lo ha prodotto.

Quindi non serve solo intervenire per distruggerlo, ma occorre anche eliminare tutte quelle cause che ne hanno permesso l'insediamento e la proliferazione, in modo da prevenirne una nuova comparsa.

Le cause che determinano la comparsa del muschio sono varie e possono combinarsi in modo diverso a seconda delle situazioni: 

  • eccessiva compattezza del suolo e scarso drenaggio 

  • presenza di ristagno idrico 

  • eccessiva acidità del suolo

  • irrigazioni eccessive 

  • forte ombreggiamento 

  • parziale mancanza di alcuni elementi fertilizzanti 

  • coltivazione di miscugli erbosi non adatti alla situazione del luogo

  • scarsa propagazione del tappeto erboso a causa di parassiti o malattie

  • tosature troppo basse. 

Il vario combinarsi di questi fattori tende a limitare lo sviluppo di un sano e rigoglioso tappeto erboso, lasciando via libera alle piantine di muschio che invaderanno il prato e vi si stabiliranno in maniera più o meno definitiva. 

Vediamo quindi quali possono essere gli interventi da effettuare per rimuovere questi inconvenienti ed evitare o perlomeno fortemente ostacolare la formazione del muschio nel tappeto erboso, tenendo conto che i periodi migliori per intervenire sono quello primaverile e quello autunnale, dove il clima è più umido e quindi il muschio cresce e si riproduce con maggiore velocità:

  • Il muschio, come le piante più primitive (funghi ed alghe) si riproduce non per seme, ma tramite la diffusione nell'aria di spore che, atterrando al suolo, daranno origine alla nascita ed allo sviluppo di una nuova piantina. Bisogna assolutamente evitare di applicare tecniche di giardinaggio che facilitino la diffusione delle spore stesse. Ad esempio, cercando di eliminare il muschio presente mediante rastrellature, oltre che compiere un lavoro notevolmente faticoso, non facciamo altro che facilitare il processo di dispersione delle spore, sia immettendole nell'aria, sia trasportandole col rastrello in altre parti del prato.

  • Prima di tutto valutiamo attentamente le condizioni chimico-fisiche del suolo, magari effettuando un'analisi riguardante il pH ed il contenuto dei principali elementi nutrizionali: sostanza organica, N, P, K e microelementi. Ciò fatto bisogna correggere eventuali carenze mediante adeguate fertilizzazioni, per evitare che il tappeto erboso si indebolisca a causa della scarsità di uno o più nutrienti. Nel lungo periodo le migliorate condizioni pedologiche aiuteranno sicuramente le piantine erbacee a competere meglio contro quelle del muschio.

  • Contestualmente è molto importante assicurare al prato un ottimo drenaggio, per evitare che vi siano ristagni d'acqua sulla superficie del terreno: ciò si ottiene mediante le pratiche agronomiche della carotatura e del verticut. La carotatura consiste nell'asportare con un apposito attrezzo (carotatrice) piccoli cilindri  di terreno larghi 0,5 cm e nel riempire i buchi prodotti con sabbia da prato ben lavata. Il verticut consiste nel praticare mediante un attrezzo a lame rotanti, dei tagli verticali nel terreno, riempiendo sempre la fessure prodotte con sabbia ben lavata (leggi l'articolo l'arieggiatura del prato).

  • Per facilitare l'aerazione del terreno possiamo anche effettuare un'energica rastrellatura dopo ogni sfalcio del tappeto erboso: oltre a favorire la penetrazione dell'acqua e dell'aria rimuoveremo anche i residui di erba rimasti, che col tempo tendono a creare il cosiddetto 'feltro' e ad ostacolare gli scambi idrici e gassosi tra il terreno e l'atmosfera.

  • Scegliamo il tipo di prato più adatto alle condizioni di illuminazione del terreno: vi sono miscugli con piantine più adatte all'ombra, che vegeteranno più rigogliose e competeranno in modo più efficace contro lo sviluppo del muschio.

  • Tariamo attentamente l'impianto di irrigazione in modo da regolare meglio i quantitativi d'acqua distribuiti nel terreno. Teniamo sempre ben presente che è meglio per il prato avere annaffiature diradate nel tempo ma che forniscano un adeguato apporto idrico, piuttosto che frequenti annaffiature con scarsi quantitativi d'acqua: nel secondo caso sarà bagnato sempre e solo lo strato più superficiale del terreno, determinando la presenza di una costante umidità a livello del suolo. Inoltre le radici delle piantine erbose tenderanno a svilupparsi solo nella zona in cui dove trovano più acqua, non approfondendosi nel terreno e rendendo quindi il prato più soggetto agli sbalzi idrici e meno nutrito, a causa della minor porzione di terreno esplorata dalle radici.

  • Regoliamo attentamente l'altezza di taglio delle lame del rasaerba, evitando tagli troppo bassi che tenderebbero a diminuire la superficie fotosintetica a disposizione delle piantine erbacee. E' importante anche avere le lame ben affilate per effettuare tagli netti e non creare lacerazioni o strappi negli steli erbossi.

  • Valutiamo se è il caso di potare i rami più bassi degli alberi per consentire una maggiore illuminazione delle zone troppo in ombra.

  • Controlliamo attentamente che il prato non sia indebolito dalla presenza di parassiti animali o vegetali, intervenendo eventualmente con opportuni trattamenti antiparassitari o anticrittogamici.

Dopo aver rimosso le cause agronomiche ed ambientali che favoriscono la proliferazione del muschio, possiamo passare, una volta constatatane la formazione, ad una lotta a base di sostanze chimiche. 

Il prodotto più usato ed efficace è senz'altro il solfato di ferro, facilmente reperibile in garden centers o centri di bricolage, che si distribuisce in primavera od in autunno, in forma granulare, nella dose di circa 1 kg ogni 100 metri quadri di prato. Dopo una o due settimane dalla sua applicazione il muschio devitalizzato assumerà una colorazione nero-bruna e potrà essere asportato mediante un'energica rastrellatura. 

Le zone lasciate libere dal muschio appariranno rade e prive di erba: potremo rinnovare il nostro prato riseminando queste porzioni con un adeguato miscuglio di sementi ricoperte da uno strato di terriccio.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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