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LA TESSITURA DEL TERRENO

Col termine di tessitura, altrimenti detta granulometria, indichiamo la ripartizione percentuale delle particelle che compongono il terreno, suddivise per categorie convenzionali di grossezza. Le dimensioni delle particelle (oltre che la loro composizione chimica) influenzano molte delle proprietà del terreno ed i fenomeni che in esso si svolgono.  

 

In relazione alla grandezza delle particelle che lo compongono, possiamo distinguere nel terreno:

Lo scheletro  che costituisce la parte più grossolana ed è a sua volta suddiviso in pietre (particelle con diametro superiore ai 20 mm) e ghiaia (particelle con diametro compreso tra 2 e 20 mm).

La terra fina comprende tutte la particelle con dimensioni inferiori, suddivise in sabbia grossa (0,2-2 mm), sabbia fine (0,2-0,02 mm), limo (0,02-0,002 mm) e argilla (diametro inferiore a 0,002 mm).  

La variazione della suddivisione percentuale di queste particelle fa sì che il terreno assuma diverse caratteristiche, per cui avremo:  

terreni a scheletro prevalente: la frazione scheletrica (costituita da pietre, ciottoli e ghiaia) è presente in percentuali superiori al 40% del peso. Sono caratterizzati da buona permeabilità e forte aerazione, scarsa presenza di  humus e debole capacità di trattenere l’acqua, difficile lavorazione. La loro fertilità naturale è scarsa, poiché lo scheletro è un  substrato inerte e non è in grado di influenzare direttamente i processi di assorbimento della sostanze nutritive e di trattenuta dell’acqua  

 

terreni sabbiosi: la frazione sabbiosa (costituita da piccoli frammenti di roccia) è presente in percentuali superiori al 50-60% del peso. Anche la sabbia, come lo scheletro, partecipa in maniera assai ridotta alle attività chimiche del terreno. I terreni sabbiosi sono caratterizzati da elevata macroposrosità, scarsa capacità di trattenuta idrica, elevata sofficità ed arieggiamento, che favoriscono una rapida mineralizzazione della sostanza organica ed un dilavamento delle sostanze nutritive (in particolare l’azoto), con relativa povertà del suolo  

 

 

terreni limosi: hanno la frazione limosa (silicati derivanti dalla alterazione della roccia madre, calcare precipitato, frammenti si sostanza organica, particella sabbiose molto fini) che costituisce il 60-80% della terra fine. Le particelle limose sono intermedie tra quelle sabbiose e quelle argillose, ma non hanno la tendenza di queste ultime a flocculare, cioè a riunirsi in grumi di varia grandezza, per cui i terreni limosi hanno quasi sempre una struttura assai sfavorevole. Essi sono poveri di elementi nutritivi, di difficile lavorazione, formano una crosta superficiale e zolle molto dure e compatte, di difficile rottura. Sono scarsamente permeabili e favoriscono il ristagno idrico.  

 

 

terreni argillosi: sono costituiti in prevalenza (per oltre il 40%) dalla frazione argillosa, le cui particelle (argille vere e proprie, quali i silicati idrati di alluminio e magnesio, ma anche silice, idrati di ferro e di alluminio, humus) liberano ioni idrogeno caricandosi elettronegativamente ed hanno caratteristiche colloidali e quindi la capacità di circondarsi di uno strato di molecole d’acqua e di flocculare allorchè vengono a contatto con ioni di segno positivo, in particolare calcio e magnesio. Tale processo di flocculazione (o coagulazione) è estremamente importante per la formazione dei grumi nel terreno e per la trattenuta degli elementi nutritivi nel terreno. I terreni argillosi sono ricchi di elementi nutritivi ma di difficile lavorazione, tenaci (offrono resistenza alla penetrazione degli attrezzi) e crepacciabili (essiccandosi si contraggono con fessurazioni nella massa). Se lavorati nel modo corretto sono molto fertili.  

 

In questa schematizzazione occorre tenere presente che esistono anche diversi tipi di terreno che hanno caratteristiche intermedie tra un tipo e l’altro, per cui si potrà parlare di terreni sabbioso-limosi, argilloso-limosi, ecc. 

Un tipo di terreno estremamente importante per le coltivazioni è il cosiddetto terreno di medio impasto, formato da sabbia, limo e argilla in proporzioni tali che le caratteristiche fisiche e chimico-fisiche delle singole frazioni non prevalgono l’una sull’altra ma si integrano a vicenda, rendendolo molto adatto per la vita delle piante. Rientrano in questa categoria quei terreni con una frazione trascurabile di scheletro, sabbia compresa tra il 35 e il 55%, limo dal 25 al 45% ed argilla dal 10 al 25%.  

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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