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PIANTAGIONI PRIMAVERILI: ALCUNI ACCORGIMENTI UTILI

In primavera noi appassionati di giardinaggio ci riversiamo in massa in vivai e garden centers, stivando i bagagliai delle auto con piante, terricci, concimi, prodotti per la difesa delle nostre coltivazioni, pronti a “sporcarci le mani” non appena giunti a casa, eccitati dal fatto di poter migliorare l’aspetto del nostro giardino.

Perché tutto questo entusiasmo porti ai risultati sperati, cerchiamo di seguire alcune elementari regole per la piantagione delle piante in primavera.

Molto importante è la preparazione del terreno, che deve finalizzata al tipo di pianta che dovrà essere ospitata. Dopo una preventiva lavorazione e ripulitura dalla presenza di erbacce e di radici, verifichiamo la struttura del terreno ed il suo grado di acidità. Se il suolo è troppo argilloso bisogna ammendarlo con sabbia lavata e torba, per renderlo più soffice e permeabile; se troppo acido o calcareo bisogna migliorarne la “reazione” con opportuni correttivi. 

La buca deve essere grande circa il doppio della dimensione del vaso o della zolla di cui è provvista la pianta: dopo averla preparata disponiamo sul fondo una manciata di concime organico e copriamolo con un leggero strato di terriccio. Se necessario occorre creare uno strato di drenaggio, disponendo sul fondo ciottoli, ghiaia o argilla espansa.

Dopo aver estratto con cura la pianta dal contenitore, esaminiamo lo stato delle radici: in genere, nelle piante coltivate a lungo in vaso,  esse tendono ad allungarsi arrotolandosi attorno alla zolla, creando una massa compatta che dovremmo, con molta delicatezza, cercare di districare; se ciò risultasse difficoltoso potremmo praticare, con un coltello molto affilato, tre o quattro tagli verticali, dalla cima al fondo del pane di terra, per stimolare lo sviluppo di nuove radichette che cresceranno regolari  attorno alla pianta. 

 

Se la pianta è “in zolla” cerchiamo di rimuovere il tessuto esterno (se non è biodegradabile) senza creare troppi danneggiamenti alle radici. Dopo questa operazione, con un paio di forbici molto affilate, tagliamo tutte le parti danneggiate o sovrabbondanti e posiamo la pianta all’interno della buca preventivamente preparata.  

Facciamo attenzione che il “colletto” della pianta sia posizionato a livello del terreno o perlomeno alla stessa altezza in cui era stato coltivato in vivaio: le piantagioni troppo profonde o troppo superficiali sono molto frequenti e creano grossi problemi alle piante. Verificato ciò riempiamo la zolla con terreno addizionato a materiale organico (torba, terriccio di foglie, compost), in modo che le nuove radici possano trovare terreno morbido e ricco da poter esplorare.

Per quanto riguarda l’adacquamento, ricordiamo che le piante coltivate in vaso hanno terricci molto porosi, per cui l’acqua può facilmente passare attraverso il pane di terra senza bagnare a sufficienza le radici:  queste  piante non sono quindi abituate a grossi quantitativi d’acqua e specialmente al ristagno idrico. In particolare se il terreno è argilloso, pur avendo predisposto un drenaggio, non dovremmo eccedere con le annaffiature per non creare intorno alle radici uno strato in cui ristagni l’acqua e manchi l’ossigeno necessario alla respirazione delle radici. Nel contempo le radici dovranno trovare nel terreno la giusta quantità d’acqua per lo sviluppo della pianta.

Ultimate le operazioni di piantumazione è un’ottima idea provvedere all’ancoraggio delle piante più alte (in particolare alberi ed arbusti) mediante paletti o tutori: questo perché le oscillazioni causate dagli eventi atmosferici potrebbero danneggiare le sottili radichette che si sviluppano in primavera, causando uno stato di sofferenza della pianta che può portare fino al suo disseccamento. La legatura va effettuata con materiali gommosi che possano dilatarsi assecondando senza strozzature l’ingrossamento del tronco o dei rami. Il genere i tutori si mantengono per circa un anno per gli alberi, mentre per gli arbusti e le siepi possono essere rimossi dopo circa sei mesi.

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a cura di Pietro Peddes Dottore in Scienze Agrarie

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